lunedì 25 maggio 2009

Massaggio e Terapia Energetica: le mani

Riprendendo il discorso interrotto è il caso di evidenziare che attraverso le mani un massaggiatore olistico preparato può percepire l’unità psicosomatica della persona che sta trattando ( nessuno pensi ad un “mago” che legge nel pensiero, si tratta di sensazioni che possono essere capite di più o di meno a seconda del livello d’espansione di coscienza cui il terapeuta è pervenuto ), ma è contemporaneamente conscio che a sua volta sta trasmettendo a colui che viene massaggiato quello che lui (il massaggiatore) ha dentro di sé; quindi, indipendentemente dal fatto che il massaggiato ne abbia coscienza, od avverta solo qualcosa a livello intuitivo, è necessario che mente e spirito del massaggiatore siano in sintonia e ben equilibrati (anche per questo non ci si può improvvisare) affinché il massaggiato possa rilassarsi e permettere l’individuazione dei punti di tensione, dei blocchi energetici, ecc.. Questo è il primo punto d’unione tra massaggio e terapia energetica: mentre in un trattamento a livello puramente fisico si sente con le mani unitamente ad una concentrazione cerebrale per individuare quanto più possibile, energeticamente si percepisce attraverso le mani in uno stato rilassato quasi meditativo, così come il massaggiato non “sente” con la pelle, ma attraverso la pelle percepisce ed ha intuizioni non a livello culturale, bensì nella sua totalità di essere umano. Con questo non sto dicendo che il massaggiatore olistico non debba anche essere concentrato sul lavoro che fisicamente sta facendo sul corpo di chi si sta sottoponendo al trattamento, ad esempio anche un semplice massaggio rilassante per essere ben fatto necessita che tecniche, tempi, sequenze e sensibilità di ogni singolo soggetto su cui si lavora siano rispettati e ciò non può essere fatto con “la testa nelle nuvole”, ma contemporaneamente può anche permettersi di “sentire” attraverso appropriati canali a disposizione di ogni essere umano (l’importante è imparare ad usarli correttamente) senza per questo deconcentrarsi relativamente al lavoro manuale. Altro punto di collegamento viene dal considerare come la continua tensione e la rigidità a livello del corpo provocano la diminuzione dell’energia e della vitalità del soggetto; inoltre, i conflitti emotivi irrisolti e le varie situazioni di “stress” cui si è quotidianamente sottoposti, possono determinare delle tensioni muscolari che disturbano anche a livello emotivo. Voglio precisare, visto che alcuni m’han fatto notare come questo sia un campo non propriamente di competenza del massaggiatore, che non sto cercando di fare un lavoro che non è il mio, né tanto meno sostituirmi alle figure sanitarie professionalmente competenti alle quali ci si deve naturalmente rivolgere ogniqualvolta ve n’è necessità, ma tocco questi argomenti poiché anche un massaggiatore olistico li deve tenere nella dovuta considerazione se vuol fare un “buon lavoro”. A questo punto credo sia giusto far rilevare che, mentre da una parte si nota che il massaggio svolge un’azione nel punto preciso dove viene eseguito e poi l’effetto s’espande generando un benessere più globale (dall’embriologia sappiamo che originariamente nella divisione cellulare la pelle ed il sistema nervoso derivano dallo stesso foglietto ectodermico e questo m’è stato insegnato essere il motivo dell’ampliamento dell’effetto, giacchè può giovare anche al sistema nervoso), a volte però capita di doversi rendere conto che la durata di quest’effetto può essere anche breve, quindi insoddisfacente: in tempi rapidi nel corpo si reinstaura quella spiacevole situazione che era stata temporaneamente risolta. E’ in questi casi che quella che io chiamo terapia energetica può venire in aiuto al massaggiatore olistico, infatti, senza dar luogo ad effetti indesiderati e senza interferire con eventuali altre cure alle quali la persona si sta sottoponendo, o desidera sottoporsi, permette un’ulteriore azione volta al recupero dello stato di benessere desiderato. Ora, al fine di permettere a tutti di assimilare quanto letto e farsi un’idea sempre più precisa di ciò che propongo in questo sito, mi fermo prima della terza ed ultima puntata. Sinora sono principalmente rimasto su quella parte dell’essere umano che è ben evidente davanti agli occhi di tutti, la prossima volta accennerò a quella parte che benché tutti abbiano davanti al naso è tuttavia meno appariscente, cosicché non è facile esserne consapevoli.

sabato 16 maggio 2009

Massaggio e Terapia Energetica: il corpo fisico

Considerata l’apparente diversità dei servizi offerti, voglio spiegare come a parer mio il massaggio ed il lavoro energetico siano tra loro collegati, quasi l’uno il naturale sviluppo dell’altro; anche se non è affatto detto che chi si sottopone al massaggio abbia anche bisogno del trattamento energetico e viceversa. Per cercare d’essere conciso inizio parlando del corpo fisico:
  • lo possiamo paragonare ad una cipolla, che come tutti sanno è fatta a strati sovrapposti e concentrici, inoltre gli strati esterni sono più grossi e spessi per poi divenire sempre più piccoli e sottili man mano che si procede verso l’interno; similmente i muscoli esterni del corpo umano sono più voluminosi e sviluppati di quelli interni.
  • Possiamo vedere in esso anche una somiglianza col circolo dell’acqua che sotto forma di vapore sale nell’aria, poi come pioggia ridiscende a terra permettendo così la vita dei regni vegetale ed animale, cosicché vi sono fiumi che nascono in montagna per scendere al mare raccogliendo strada facendo l’acqua dei vari affluenti e tutto ciò che dall’acqua può essere trascinato; similmente anche il corpo umano è continuamente percorso da liquidi, che provvedono sia a nutrirlo, sia a mantenerlo in buone condizioni trasportando elementi per il ricambio, la riparazione dei danni, la difesa immunitaria, ecc., sia a ripulirlo.
  • Possiamo anche vederlo come una progredita ed organizzata comunità vivente con ottime costruzioni ognuna adatta al servizio cui è destinata, ottimamente servita da veloci e sicuri sistemi di comunicazione e trasporto, nonché personale altamente specializzato addetto alle varie attività e perfettamente coordinato sia ai vari livelli, che centralmente: è una comunità dove, salvo casi estremi che possono anche portare alla morte, ogni singolo componente lavora per sé e contemporaneamente anche per il massimo bene di tutti gli altri; energeticamente parlando è questo un fatto della massima importanza.
Tutto ciò è legato al massaggio e volendo far risaltare anche la parte olistica di quest’attività continuo nella descrizione del corpo, dove le ossa formano l’impalcatura solida che sostiene il tutto e che da origini ed inserzioni ai vari muscoli, che tra loro si sovrappongono formando una seconda impalcatura che si sviluppa in senso trasversale e verticale; entrambe le impalcature sono importanti, ma da sole non potrebbero alcunché. Tutto ciò viene quindi collegato e reso una vera struttura funzionale dalle fasce: fascia è un termine che deriva dal latino ed ha significato di benda ed anche bendaggio. Sono queste forse il tipo di tessuto che maggiormente pervade il corpo, tanto da poterne essere considerate l’infrastruttura; sono fatte di tessuto connettivo che prende diversi tipi di forme quali tendini, legamenti, aponeurosi, tessuto cicatriziale; assumono diversi nomi, ad esempio meningi intorno al cervello, periostio intorno alle ossa, pericardio intorno al cuore, fasce muscolari intorno ai muscoli, ecc., inoltre costituiscono un’impalcatura per altri sistemi dell’organismo come il circolatorio, il nervoso ed il linfatico. Non mi sembra il caso di proseguire con un approfondimento anatomico e fisiologico, ciò che volevo chiarire per continuare poi il discorso con la terapia energetica è che siamo si davanti ad una macchina complessa, ma siamo soprattutto di fronte ad un’unità: tutto quanto, tutti insieme lavorano per un unico fine; questo concetto di unità composta di molte frazioni e con vari livelli operativi è alla base dei trattamenti energetici. Alcuni m’han detto che gli articoli troppo lunghi stufano e non volendo dar loro torto vuol dire che continuerò il discorso col prossimo, visto che anche sintetizzando quanto più m’è possibile v’è ancor parecchio da scrivere. Come cerniera di collegamento voglio riportare quella che io considero una bella descrizione del massaggio fatta anni fa da una persona quand’era ancora una studentessa: “ Il massaggio è una trasmissione di energia, è una sollecitazione del metabolismo, è recupero fisico e psichico, è trasmissione ed evoluzione di emozioni superficiali e profonde, è sensazione di benessere, è certezza di portare aiuto”.

sabato 9 maggio 2009

Il massaggio in occidente

In un sito ove si parla anche di massaggio mi sembra d’obbligo una presentazione succinta, nei limiti delle mie conoscenze, e rispettosa nei riguardi delle varie figure professionali che operano in questo ambito. Con la caduta dell’Impero Romano la pratica del massaggio ha passato un periodo di sonnolenza fin verso la fine del XVIII secolo. All’inizio del XIX secolo Pehr Henrik Ling (1776-1839), medico e fisioterapista svedese, venuto a conoscenza di alcune tecniche di medicina orientale ideò un modello di esercizi fisici e di massaggio che i suoi allievi diffusero nel mondo occidentale: era nato il massaggio svedese, che venne inizialmente considerato una terapia di lusso per la classe agiata, praticata nelle cliniche private e nelle stazioni termali. Dopo la seconda guerra mondiale ha invece avuto una sempre maggiore diffusione insieme con tutte le altre tecniche di massaggio terapeutico e non. La complessità dell’organismo umano ha portato all’evoluzione di una quantità di approcci al trattamento del dolore e della disfunzione; si va:
  • dalle classiche tre categorie principali di trattamento della medicina tradizionale occidentale, per cui il paziente dopo visita medica anche specialistica viene sottoposto a trattamento chirurgico, farmacologico, fisioterapico,
  • all’osteopatia nata come approccio terapeutico focalizzato sul trattamento manuale di ossa ed articolazioni, ebbe inizio ad opera del dottor Andrew Taylor Still che il 10 maggio 1892 fondò la Scuola Americana di Osteopatia (ora Andrew Taylor Still University , Kirksville College of Osteopathic Medicine) a Kirksville nel Missouri e da allora è oggetto di continui studi da parte di coloro che ad essa si dedicano e secondo la definizione fornita dal World Osteopathic Health Organization “E’ un sistema affermato e riconosciuto di prevenzione sanitaria che si basa sul contatto manuale per la diagnosi ed il trattamento. Rispetta la relazione tra il corpo, la mente e lo spirito sia in salute che nella malattia: pone l’enfasi sull’integrità strutturale e funzionale del corpo e sulla tendenza intrinseca del corpo ad autocurarsi. Il trattamento osteopatico viene visto come influenza facilitante per incoraggiare questo processo di autoregolazione. I dolori accusati dai pazienti risultano da una relazione reciproca tra i componenti muscolo-scheletrici e quelli viscerali di una malattia o di uno sforzo.” ,
  • alla chiropratica che si basa sull’uso specifico della manipolazione vertebrale e concerne diagnosi, cura e prevenzione dei disordini meccanici del sistema muscoloscheletrico e gli effetti di questi disordini sulla funzione del sistema nervoso e salute in generale; nacque nel 1895 ad opera del dottor Daniel David Palmer, che nel 1897 istituì la Palmer School of Cure (oggi nota come Palmer College of Chiropractic) in Davenport nello Iowa e come specificato dall’Associazione Italiana Chiropratici “concentra la propria attenzione sulle relazioni tra struttura (principalmente la colonna vertebrale) e funzione (coordinata dal sistema nervoso) e sul modo in cui tale equilibrio influenza il recupero ed il mantenimento della salute; da ciò si deduce che un difetto bio-meccanico del complesso vertebrale può compromettere l’equilibrio neurofisiologico dell’organismo ed essere causa di molti problemi.”.
A questo punto, dopo la fisioterapia ( compresa la fisiochinesiterapia che si avvale dell’esercizio fisico e del movimento al fine di riportare ad una corretta funzione i muscoli e le articolazioni), l’osteopatia e la chiropratica, il rimanente tipo di approccio è il trattamento manuale diretto dei tessuri molli e comprende sia il massaggio clinico terapeutico, sia i massaggi non terapeutici. Robino Mariano