lunedì 22 giugno 2009

Terapia energetica, parte seconda di 5

Riprendendo è il caso di “venire al dunque”: il campo energetico umano è composto da diversi livelli, che possono anche essere considerati come strati sovrapposti ed in parte compenetrati. Ogni strato può essere visto come un livello di vibrazioni progressivamente superiore, che occupa lo stesso spazio dei livelli di vibrazione sottostanti, ma in virtù della maggior vibrazione si estende al di la di essi: questo è il pieno significato di quanto ho scritto quando parlando di massaggio e terapia energetica ho detto che i diversi livelli sono collegati l’uno all’altro e si possono influenzare reciprocamente. Sempre in quest’ottica va considerato l’esempio della cipolla applicato al campo energetico; l’immagine è di per se utile per farsi un’idea del concetto, ma a differenza di ciò che è materiale, in questo campo non si può pensare di poter togliere uno dopo l’altro gli strati sovrapposti come invece si potrebbe fare con un cadavere togliendo uno dopo l’altro gli strati muscolari: gli strati della cipolla aiutano a comprendere visivamente la sempre maggiore estensione volumetrica dei diversi livelli, dal più piccolo, che è il primo, al secondo, ecc., ma null’altro. Gli strati così strutturati comprendono tutte le forme appartenenti al corpo fisico ed in più, via via che si avanza, altre forme che non appartengono ai livelli inferiori: ogni livello è più completo e perfetto di quello più piccolo ed allo stesso tempo meno completo e perfetto di quello più grande. Questo è il motivo per cui i livelli superiori possono facilmente influire su quelli inferiori. Passare a comprendere un livello superiore richiede un aumento di consapevolezza, almeno per cominciare a percepirlo: un po’ come, dopo aver conseguito la licenza elementare, continuare gli studi per conseguire la licenza delle medie, ecc.. Questo è il motivo per cui un problema presente ad un livello superiore, quando non viene percepito dal soggetto allora si adatta alle caratteristiche del livello inferiore: cerca di presentarsi al livello di coscienza al quale la persona può comprenderlo e risolverlo. Avevo terminato la prima parte dicendo che i livelli superiori in nulla sono soggetti alla materia ed in parte ho già spiegato perché; ma poco prima ho scritto che tutti sono tra loro compenetrati, cosicchè occupano anche lo stesso spazio di quelli inferiori e la cosa potrebbe lasciare qualche dubbio. Per quanto m’è possibile cercherò ora di dare una risposta esaustiva. Quei livelli non obbediscono alla nostra “visuale terragnola”, perché “vedono molto più lontano” di noi e lavorano per quello che è veramente il nostro massimo bene, non per quello che a noi (al nostro attuale livello di consapevolezza) appare come il nostro massimo bene. La differenza di visione è paragonabile a quella che c’è tra Caio, che è nella condizione di poter al massimo salire su di un alto albero o su di una torre per scrutare meglio l’orizzonte e capire come muoversi, e Sempronio, che ha a disposizione navi, sottomarini, elicotteri, aerei, satelliti, ecc.: non c’è paragone tra la limitatezza di mezzi a disposizione di Caio e la grandiosità e varietà di quelli a disposizione di Sempronio. Per questo motivo Caio ascolta sempre le indicazioni di Sempronio, mentre Sempronio, benché mai manchi di rispetto a Caio e sempre ne abbia cura, sa che quest’ultimo nulla può dirgli che egli già non sappia ed anche in modo più completo. Questo discorso è alla base della terapia energetica: “sapere di non sapere” già era l‘alto e nello stesso tempo profondo insegnamento di Socrate; essere consapevoli di aver l’opportunità di “vedere e comprendere” è ciò che si apprende con la meditazione, e tutto ciò non solo non scredita la religiosità di ogni singolo individuo, ma può essere fonte di nuovi e rinnovati vigore, speranza e fiducia; allo stesso modo tutto ciò può essere preso seriamente in considerazione anche da chi si reputa ateo senza per questo “sentirsi spinto” a credere nell’aldilà: si tratta semplicemente di non aver paura di guardare la nostra esistenza nella sua interezza e non limitarsi ad alcune sue parti (per “crescere” anche i bambini affrontano ciò che ancora non conoscono), sia per quanto riguarda i limiti con le difficoltà e le sofferenze che ne derivano, sia per quanto riguarda i pregi con le molte possibilità offerte; in ultima analisi, “andare a destra oppure a sinistra” è una nostra decisione. Per non essere troppo lungo mi fermo qui, oltretutto quanto sopra può dar luogo alle riflessioni più diverse: non si va allo sbaraglio, non aver paura non esime dalla necessità di fare attenzione ed agire con cautela; inoltre sono a disposizione opere importanti da leggere e serie e preparate persone da consultare. Con la prossima uscita spiegherò più compiutamente il tutto, completando il discorso.

giovedì 11 giugno 2009

Terapia energetica, parte prima di 5

Dopo quanto detto è doveroso un approfondimento a riguardo del collegamento tra i trattamenti, come la massoterapia, dove visivamente si ha la certezza che il professionista sta lavorando per ottenere un risultato soddisfacente relativamente a quanto gli è stato richiesto, e quei trattamenti tipo la terapia energetica in cui il lavoro non può essere visto con gli occhi. I trattamenti energetici sono al di fuori del campo d’azione degli occhi; nulla di strano, del resto ad esempio non possiamo vedere le onde radio, ma non per questo abbiamo problemi ad ascoltare quanto trasmesso dalle varie stazioni radio: basta avere un apparecchio idoneo alla ricezione. Sono un lavoro fatto col permesso, sotto il controllo ed in collaborazione con la vita, che ha comunque sempre l’ultima parola. Che cos’è la vita? Certamente qualcosa che non è materiale, altrimenti qualche ricercatore l’avrebbe individuata e gia ci sarebbe qualche industria con “porzioni monodose” di vita pronte per essere vendute ad ogni singolo essere vivente; ma la vita, principio immateriale, non si presta ad essere usata dalla materia, è lei anzi ad avere la capacità di unirsi alla materia e di organizzarla facendosi ascoltare e seguire come un indiscusso leader. Infatti ad esempio, che differenza c’è a livello materiale fra Tizio vivo e Tizio un attimo dopo la morte? Praticamente nulla. Ma, quando Tizio era vivo tutti i componenti materiali che componevano il suo corpo obbedivano alla vitale richiesta di mantenere nella migliore condizione fisica possibile Tizio al fine di permettergli di dedicarsi fruttuosamente a tutte le sue incombenze, ecc.; quando invece la vita abbandona il corpo di Tizio subentra la morte ed i vari elementi materiali (che non per questo cessano d’esistere) si trovano ad obbedire alle leggi della decomposizione per tornare ad essere nel loro stato originale naturale: è unicamente scomparsa l’idea organizzativa che impediva ai singoli elementi di obbedire alle proprie leggi individuali, persuadendoli (la vita non obbliga, non ne ha necessità; è la materia che a causa dei suoi limiti pone degli obblighi) tutti a collaborare tra loro per raggiungere un risultato specifico e conseguentemente ad adempiere solo ai compiti utili per quello scopo. Ciò che ho appena illustrato può essere considerata la “testata d’angolo” su cui poggia quella costruzione che io definisco terapia energetica; al di fuori di questa interpretazione dell’esistenza diventa molto difficile non solo comprendere i risultati e le vie seguite per conseguirli, ma anche semplicemente accettare che si possa operare con questi metodi. Il campo energetico umano può essere considerato come una manifestazione dell’energia che permea l’universo e nella “particolare situazione” è intimamente connessa con la vita di ogni singolo essere esistente. Pur non volendo fare una lezione, ritengo sia bene far presente che “legati” (l’ho messo tra virgolette perché è un legame particolare che necessiterebbe di una spiegazione approfondita che non può trovar spazio in un semplice articolo) a questo corpo materiale ci sono i primi tre livelli comunemente conosciuti come eterico, mentale e spirituale, sui quali si può operare anche con altre tecniche, come ho gia detto nelle precedenti uscite. Questo è il motivo di base per cui al fine di “convincere” la materia a collaborare e con lei questi primi tre livelli può essere utile lavorare su quegli altri livelli che in nulla sono “soggetti” alle leggi cui la materia è obbligata. Questo è il campo d’azione della terapia energetica. Per alcuni avrò gia detto fin troppo per come vedono la cosa, per altri troppo poco e vorrebbero che terminassi l’articolo. Seguendo la regola dell’aurea mediocrità mi fermo a questo punto; nella prossima parte accennerò ai livelli superiori ed al lavoro ad essi collegato.

mercoledì 3 giugno 2009

Massaggio e Terapia Energetica: la visione energetica

E’ ora di concludere e visto che m’è stato necessario dilungarmi alquanto per dare un minimo di logicità e coerenza alle precedenti spiegazioni, al fine di non stufare nessuno e per semplificare i concetti, stringo facendo presente che secondo la “visione energetica” possiamo considerare l’individuo come un essere formato da diversi livelli attivati da un’energia che possiamo immaginare come un “ritmo pulsante-vibrante”, questi livelli poi possiamo suddividerli in fisico, eterico, emozionale, mentale, quindi una serie che trascende la normale realtà che siamo abituati a considerare tutti i giorni. Come già ho paragonato il corpo fisico ad una cipolla, allo stesso modo posso presentare questi livelli che stanno uno dentro l’altro, sono collegati l’uno all’altro e si possono influenzare reciprocamente: per permettere a tutti di avere un’idea seppur imperfetta di questa influenza faccio l’esempio di un elemento inquinatore che contamina l’acqua di un fiume e viene trasportato da quest’acqua che nel suo viaggio verso il mare diffonde l’inquinamento in altre zone; salvo che qualcuno intervenga sul percorso con operazioni idonee a bloccare l’evento nocivo e sanare la situazione, il danno sarà sempre maggiore e più evidente. Allo stesso modo una disarmonia in uno o più di questi livelli instaura delle variazioni nel “ritmo pulsante-vibrante” ed ogni disarmonia è causa di scompensi che in alcuni casi possono arrivare ad essere anche somatici: ogni problema pretende d’essere visto, considerato e risolto. Quando il trattamento massoterapico, che attraverso le unità nervose specifiche porta l’azione anche sui piani eterico, emozionale e mentale, si rivela insufficiente per risolvere il problema, può rivelarsi utile il trattamento energetico che lavora con maggiore intensità sui livelli che stanno intorno a quello fisico, andando anche oltre il livello mentale. Nessuno è obbligato ad aver fiducia nella terapia energetica, ma allo stesso tempo nessuno può nutrire cieca fiducia di poter ottenere ciò che ardentemente desidera, perché i terapeuti energetici “fortunatamente” non hanno la “bacchetta magica” (altrimenti chissà quali disastri sarebbero possibili visto che ci manca l’onniscienza, assolutamente indispensabile per poter prendere certe decisioni); mia intenzione è semplicemente far presente che questo tipo d’intervento è una possibilità in più che si offre in aggiunta alle cure convenzionali che rientrano nelle competenze dei sanitari e che se fatto onestamente è una cosa seria che può risolvere “fastidiosi problemi” e riportare ad una situazione di generale benessere. A convalida di ciò posso far presente che ad esempio a Milano da qualche anno presso l’ospedale S. Carlo Borromeo, nel reparto di medicina psicosomatica si è iniziato a prendere in considerazione anche questo tipo di medicina alternativa dando spazio ad uno dei trattamenti più “semplici” (l’ho messo tra virgolette perché la particolarità di questa semplicità richiederebbe un approfondimento): ad una prima visita fatta dai medici, ove ritenuto necessario segue un ciclo di otto sedute Reiki, al termine viene praticato un test psicodiagnostico, poi controlli dopo sei mesi ed un anno. I pazienti sono per la maggioranza donne, coniugate, di età media 37 anni; la maggior parte ha compiuto studi superiori ed alla fine del trattamento viene normalmente espressa molta soddisfazione per l’esperienza. Nel primo articolo avevo fatto presente il problema della diffidenza, del sospetto ed anche della possibile totale chiusura nei confronti di questi trattamenti non convenzionali. Mi sembrava giusto ora dire due parole per chiarire la materia oggetto dell’offerta: nel secondo articolo ho introdotto l’argomento del massaggio ed a seguire ho introdotto quello dei trattamenti energetici. Non ho certamente potuto essere esaustivo, ma è altresì chiaro che l’articolo è solo un mezzo per dare informazioni. Quanto scritto è anche rispettosamente rivolto all’attenzione di coloro che professionalmente si occupano della salute dei loro pazienti affinché possano sincerarsi della serietà di quanto propongo; qualora venisse ritenuto opportuno sarò ben lieto di incontrare chi vorrà prendere in considerazione questo tipo d’intervento da affiancare, ove giudicato utile, alle cure tradizionali. A conclusione di questa chiacchierata un cordiale saluto a tutti; nel prossimo articolo parlerò di terapia energetica.