- vi è una vecchia massima da alcuni attribuita a Talete di Mileto (vissuto a cavallo tra il VII ed il VI secolo a.C.), da altri a Chilone di Sparta (vissuto nel VI secolo a. C.), che dice : ” Ti avverto, chiunque tu sia. Oh tu che desideri sondare gli arcani della natura, se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi non potrai trovarlo nemmeno fuori. Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi di trovare altre meraviglie? In te si trova occulto il Tesoro degli Dei. Oh uomo, conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei”.
- Un concetto simile viene ribadito secoli dopo anche da Sant’Agostino Vescovo di Ippona (354 – 430 d. C.): ”Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas”, cioè: non andare fuori, rientra in te stesso, è nel profondo dell’uomo che risiede la verità.
- E da ultimo una precisazione. Conoscenza ed informazione non sono termini che si equivalgono: l’informazione può esistere indipendentemente da chi la può utilizzare, mentre la conoscenza esiste solamente in quanto c’è una mente (un’intelligenza) in grado di possederla.
- La conoscenza è parte della coscienza; ed una persona può apprezzare un insegnamento ed utilizzarlo correttamente per il bene proprio e degli altri, avendone cioè la conoscenza, solo quando il proprio livello di coscienza ( ovvero consapevolezza) è adeguato a quello dell’insegnamento stesso; altrimenti l’insegnamento stesso rischia di rimanere una semplice informazione. Tuttavia non abbiate timore, con onestà e buona volontà un “passo” dopo l’altro si possono fare “grandi viaggi” anche a livello di consapevolezza.
lunedì 18 gennaio 2010
Visione olistica del drenaggio linfatico, 13 di 13
Durante i lavori di un importante convegno cui ho avuto il piacere di prendere parte, è stato messo in evidenza che le pluripatologie croniche richiedono un ripensamento organizzativo e la preparazione di figure professionali aperte alla medicina della complessità; e sono stati portati come esempio le unità geriatriche multidisciplinari e la gestione della rete di cure palliative, illustrandone anche i vantaggi. Ora, senza volermi mettere al livello di questi relatori, mi chiedo che male ci sarebbe, considerato il costo non esagerato di un terapeuta energetico, a provare l’efficacia di queste terapie sussidiarie? Magari inserendo coraggiosamente nell’organico il terapeuta energetico professionista come collaboratore esterno.
Soprattutto negli anziani lo stato di salute è fortemente influenzato dalla condizione familiare, dall’accumularsi di eventi traumatici, da situazioni di disagio sociale; e la quota di soggetti anziani portatori di una malattia cronica che dichiarano di stare male è molto più elevata tra coloro che menzionano problemi familiari o difficoltà economiche. Chiaro che non è in potere del terapeuta energetico risolvere i problemi economici, ma per il resto si potrebbe iniziare una seria sperimentazione; anche perché oltre a non esserci effetti collaterali (non si usano né farmaci né altri prodotti) queste tecniche sfruttano e favoriscono l’utilizzo delle risorse vitali del paziente per mantenere ed eventualmente migliorare la sua salute.
Certo, senza poter sperimentare in idonee strutture sanitarie cooperando con professionisti competenti nelle varie branche della medicina e della psicologia non posso sbilanciarmi in affermazioni personali; tuttavia penso che almeno in alcuni casi si potrebbe arrivare ad un minor rischio di declino funzionale alla dimissione dei pazienti, come ad una maggiore probabilità per alcuni di essi di rientrare alla propria abitazione: se ciò si rivelasse vero si potrebbe addirittura arrivare ad una diminuzione dei costi per la sanità, con beneficio per tutta la collettività. Questo potrebbe valere non solo nel caso degli anziani, ma è’ solo un mio parere, senza alcuna pretesa d’infallibilità; io in buona fede posso proporre, poi logicamente sono le autorità sanitarie che hanno la competenza per valutare l’effettiva bontà della proposta.
Secondo la Medicina Cinese l’essere umano è costituito da Qi (funzioni vitali), Xue (sangue), Jing (essenza), Shen (attività mentale); tra queste Jing rappresenta il fondamento della crescita, dello sviluppo, della riproduzione per la continuità della specie nel tempo. Racchiude quindi in se sia l’aspetto del sostentamento materiale e del trofismo, sia quello della crescita e dello sviluppo; ma, ha il suo “tallone d’Achille” poiché necessita di un continuo apporto di Jing fresco, che gli verrebbe fornito da milza e stomaco, in mancanza del quale s’indebolirebbe progressivamente sino ad esaurirsi.
Ho fatto questo accenno sia perché ribadisce ulteriormente la validità del pensiero che sta alla base dei trattamenti energetici, sia perché mi permette di legarmi ai trattamenti con l’agopuntura.
All’inizio degli anni settanta apparvero sui giornali le prime descrizioni di interventi con agopuntura fatti in Cina; come naturale per quanto rivestito di mistero, inizialmente furono molti di più quelli che non gli dettero credito rispetto a coloro che pensarono potesse essere un’efficace misura terapeutica. Da allora “molta acqua è passata sotto i ponti” ed anche in Italia oggi sono molti i sanitari che sanno offrire questo trattamento che, in fase di sperimentazione ormai da molti anni, ha dato ed ancora sta dando notevoli soddisfazioni a coloro che a questa disciplina si sono dedicati.
C’è voluto molto tempo, ma ne è valsa la pena! Il valore dell’agopuntura è ormai accettato. Ecco perché nutro speranza anche per i trattamenti energetici.
A chiusura di quest’articolo, che vi ha richiesto di seguirmi per molto tempo, voglio ricordare che ognuno di noi può fare molto per se stesso anche solo ricordandosi che ogni fase della vita ha i suoi aspetti positivi e negativi e che è una grazia ricevuta il fatto che nessuna di queste sia eterna.
Accettando di buon grado i cambiamenti portati dallo scorrere del tempo, anziché combatterli inutilmente come novelli don Chisciotte, si può anche maturare nel profondo e trovare quella “consolazione” e quella “serenità” inutilmente altrove cercate.
Il mito dell’eterna giovinezza e bellezza perseguito ad ogni costo può rivelarsi “un demone che ruba l’anima”.
In una civiltà che si pone come scopo e come fine un’esasperata ideologia del benessere, di una giovinezza senza fine e della necessità di sfidare chiunque e vincere sempre a qualunque costo, alla fine il risultato è solamente di consumarsi lentamente lasciando “un mucchietto d’inutile triste cenere”.
Per terminare voglio dare un ultimo punto di riflessione che si può allacciare all’invito a non aver timore di accostarsi alla lettura dei Testi Sacri fatto nell’uscita del 05/11/2009:
giovedì 7 gennaio 2010
Visione olistica del drenaggio linfatico, 12 di 13
Ritornando al sistema linfatico va ancor ricordato che i linfociti sono all’origine della sintesi dell’albumina, della costituzione degli aminoacidi e dei tessuti.
Come gli eritrociti (globuli rossi) sono il mezzo di trasporto dell’ossigeno indispensabile per la nostra vita, allo stesso modo i linfociti possono essere visti come il mezzo di trasporto dell’acido desossiribonucleico ( DNA ), potendone assumere la gigantesca molecola integrandola nel proprio grande nucleo albuminoso: eccoli quindi giocare un ruolo di primo piano nei processi d’infiammazione e guarigione delle ferite.
E’ straordinario che i tessuti linfatici nel loro insieme abbiano la capacità di produrre milioni di nuovi linfociti al secondo. Come fece presente il dottor Vodder, il drenaggio linfatico rappresenta per la profondità della sua azione un processo universale di rigenerazione, grazie al quale viene accelerata la capacità di produzione del tessuto linfatico, cosicché è più facilmente e rapidamente messa a disposizione dell’organismo l’immensa molecola albuminosa dell’acido desossiribonucleico, che organizza, regola ed armonizza ogni manifestazione di vita, mantenendone anche le strutture genetiche.
Ogni volta che penso alla sublime perfezione di queste armoniche ininterrotte attività vitali non posso non riempirmi di una gradita meraviglia, che porta a ben sperare “nell’intelligenza della vita” e nelle straordinarie possibilità che questa vita mette a disposizione di chi le si pone di fronte in stato di rispettosa umiltà, con la mente aperta e pronta ad imparare anche da sottilissimi e quasi impercettibili segni e sensazioni.
Molti anni fa, quando ancor giovane iniziai ad interessarmi di ciò che era fuori dalla portata dei cinque sensi, ricordo che un insegnante d’allora non si stancava mai di ripetermi: “sii consapevole che lo Spirito parla sottovoce e se non farai silenzio dentro di te non udrai mai i Suoi Insegnamenti che non contengono inganni” ed aveva ragione; oggi ciò m’è chiarissimo: non è nel frastuono, nella confusione o nello “sballo” che si può crescere in consapevolezza; la Verità è da sempre li vicino a noi nel silenzio e nella calma; siamo noi che dobbiamo adeguarci ed allora sapremo anche di non poterci insuperbire mai.
Molti sono i punti d’incontro tra il lavoro fatto a mezzo del drenaggio linfatico e quello fatto a mezzo dell’azione sui corpi energetici; ad accomunarli è soprattutto la dolcezza: nel drenaggio la pressione utilizzata è di poco superiore a quella di una carezza, i movimenti calmi e gradevolmente ritmati nel rispetto del battito cardiaco di ogni singolo; con un esempio lampante, lo si potrebbe paragonare all’azione di una leggerissima brezza che rinfresca piacevolmente l’aria senza infastidire.
Non tutti saranno d’accordo con me, ma anche se la moderna tecnologia è in grado di metterci a disposizione macchine sempre più elaborate e capaci di miliardi di operazioni in tempi brevissimi e con inimmaginabile precisione, tuttavia tutto ciò è ancora distante “anni luce”, se mi si permette l’espressione, dall’avvicinarsi ad un principio vitale.
Sono i sentimenti e le sensazioni che vengono da questo principio vitale che permettono al terapeuta di adattare umanamente il trattamento alle individuali esigenze del singolo vivente che vi si sottopone! . . . se la tecnologia arrivasse a poter permettere la produzione di macchine capaci di provare queste umane sensazioni e sentimenti, capaci quindi di esserne consapevoli, . . . obbedirebbero ancora ciecamente alle richieste del programma informatico di cui sono dotate, oppure, avendo acquisito la capacità di “sentire” e quindi “volere”, non ci si troverebbe forse sovente di fronte ad inattese prese di posizione, cui potrebbero seguire indiscutibili “NO!” ?
Ecco perché penso non sia possibile che le macchine, benché possano fare lavori anche molto utili e con una precisione umanamente impossibile, possano arrivare a sostituire l’approccio manuale umano tra esseri viventi ed i relativi risultati pratici e psichici; ad esempio, ascoltare un determinato brano musicale in momento di tristezza può portare conforto e l’apparecchio che ne permette l’esecuzione è pertanto utile; ma a scrivere e musicare il pezzo è stato un essere vivente; inoltre il conforto viene dai ricordi evocati dal brano musicale; lo stesso vale per un telefono, giacchè ad essere importante è la persona all’altro apparecchio, ecc. . . . nulla a che vedere con le macchine fintantochè saranno esclusivamente strumenti, quando non saranno più semplici strumenti non saranno neppur più semplicemente macchine!
Come ho già detto nel mio articolo del 25/05/2009, attraverso le mani un massaggiatore olistico preparato può percepire l’unità psicosomatica della persona che sta trattando e contemporaneamente sa che trasmette la propria a colui che si sottopone al trattamento, il quale attraverso quel contatto con la propria pelle percepisce tanto o poco a seconda del proprio livello di maturazione umana . . . ma anche la più sofisticata macchina disponibile a qual livello di “individuale” consapevolezza può mai essere pervenuta? Cosa può percepire a questo livello? E cosa mai può trasmettere?
La prossima sarà l’ultima parte di questo discorso; mi collegherò ad alcuni tipi di medicine non convenzionali la cui utilità è ormai riconosciuta dalla maggioranza degli operatori sanitari, perché voglio sperare che, in un futuro non lontano, verrà il giorno in cui anche al lavoro che faccio io verrà riconosciuta la dovuta dignità, cosicché molti possano trarne vantaggio. Cordiali saluti a tutti.
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