- Osea 6,6 : “io voglio l’amore più che il sacrificio”, e
- Matteo 9,13 ; 12,7 : “preferisco la misericordia al sacrificio”.
lunedì 15 marzo 2010
Il terapeuta energetico, parte 2 di 17
Riprendendo da dove avevo lasciato, è bene precisare che anche se necessario, non è sufficiente studiare per diventare TERAPEUTA ENERGETICO: non ci si deve avvicinare a questa attività al solo fine di conseguire poi l’eventuale laurea o specializzazione in terapia energetica, così come avverrebbe in un altro ciclo di studi (non ho idea se e come potrà essere legalmente regolamentato nel futuro questo particolare corso che richiede sia studio che crescita interiore), col solo scopo di ottenere l’abilitazione alla specifica professione, quasi fosse un lavoro come un altro.
Non ci si deve dimenticare che anni di studio formano degli ottimi tecnici altamente preparati nelle varie discipline del sapere umano, ma non dei terapeuti energetici; perché questa figura necessita soprattutto di crescita interiore. In quella che io conosco come terapia energetica non è discriminante l’alto quoziente intellettivo o l’impegno scolastico (anche se sono cose degne del massimo rispetto), ma solamente il “CUORE”: il cervello può essere considerato alla stregua di un’automobile, ma alla guida ci dev’essere il “cuore” . . . l’auto da sola non va da nessuna parte, indipendentemente dalla sua potenza, dalle altre sue caratteristiche, od accessori.
Non conosco vie facili o comode; si può diventare terapeuta energetico solo dopo un adeguato cammino interiore, dopo essersi messi coraggiosamente in discussione senza ipocrisie o paura di ciò che si può trovare, dopo essersi esaminati profondamente senza timore di guardare in faccia tutte le proprie “brutture” e senza cercare semplicemente un mezzo per sottrarsi alle conseguenti pene, ma accettandole senza paura, comprendendo che sono parte del percorso di crescita: sono tutti “esami” da superare per guarire.
Se un aspirante terapeuta non ha saputo o voluto guarire se stesso, come può sperare di guarire gli altri? Ed in base a cosa mai potrà chiedere al paziente di trovare il coraggio e la forza di fare quello che lui personalmente non sa fare?
A questo riguardo penso sia bene chiedervi di riflettere su un’antica affermazione: Giovanni 3, 20 – 21 “ . . . Chi fa il male, odia la luce e non si appressa alla luce, per paura che le sue opere vengano condannate. Chi invece opera la verità, si avvicina alla luce, affinchè appaia che le opere sue sono fatte secondo Dio”. E’ una frase tratta dai Vangeli; ci si può riflettere a livello religioso, ma anche a livello semplicemente umano: la saggezza, da qualsiasi parte arrivi, è sempre buona cosa ed anche a proposito di ciò ho già scritto.
Come ho già detto nel mio articolo del 16/11/2009 si tratta di ESSERE un terapeuta energetico, non di “avere un pezzo di carta” in mano rilasciato da “qualcuno” che attesta che si è abilitati alla professione di terapeuta energetico.
Secondo la mia esperienza, per arrivare ad essere un terapeuta energetico autentico (nessuno si senta indegno: prima occorre verificare l’effettiva “solidità” del desiderio, poi ognuno dovrà fare onestamente tutto quello che può, perché l’importante è dare tutto il meglio di sé e ci vorrà l’impegno di tutta la vita per migliorarsi; ci sarà chi si ferma prima e chi può andare oltre . . . ma non siamo onniscienti, quindi meglio non giudicare) occorre aver realmente vissuto e superato il periodo precedente lo stato mentale adulto ed essere passati dalla modalità dell’esistenza dell’avere (desiderare di: avere molti soldi, molto potere, molta considerazione, bellezza, fascino, ecc.) a quella dell’essere ( essere capaci di percepirsi e percepire per poter operare con ciò che è fuori e dentro di noi per ottenere ciò che veramente è BENE) comprendendo finalmente che facendo davvero ciò che è bene ci si fa del bene; il che non vuol affatto dire “farsi prendere per fessi” riscuotendo il “rispetto” (leggi: derisione, disprezzo) dovuto ad un “babbeo”, né tantomeno accettare tutto senza reagire: occorre saper rifiutare anche energicamente ciò che è MALE, altrimenti non si fa del bene né a se stessi, né agli altri.
Per permettere di capire cosa intendo dire con le parole:“aver realmente vissuto e superato . . . ed essere passati . . .” consiglio di riflettere senza fretta e con attenzione su due frasi:
lunedì 1 marzo 2010
Il terapeuta energetico, parte 1 di 17
Mi accingo oggi a scrivere cose dalle quali non mi aspetto vantaggi; anzi daranno facilmente modo ad alcuni di potermi considerare degno bersaglio per i loro “strali”; da altri non sarò compreso; alcuni potranno vedermi come “il fumo negli occhi” ed altri ancora deridermi; tuttavia è necessario, giusto ed onesto rendere onore alla verità . . . penso infatti che “dando tempo al tempo” queste mie parole verranno comprese pienamente. Naturalmente, come al solito si tratta del mio punto di vista, senza pretesa d’infallibilità.
Se, come sto cercando di fare, non si cerca la sopraffazione bensì l’armonia che prevede anche l’onesto confronto con le altrui idee, va da se che si evitano gli attriti; essendo molte le persone che, pur operando nei campi più diversi, cercano seriamente vie efficaci per migliorare la qualità della vita, penso che potrà esserci una costruttiva riflessione anche su queste mie parole; come ben scrisse Sallustio “Concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur”, cioè, con la concordia le piccole cose crescono, con la discordia anche le più grandi vanno in rovina, va da se che in un clima sereno e nella concordia si raccoglieranno buoni risultati per tutti.
Persone importanti e sagge sostengono che nessuno all’infuori di un medico può consigliare una terapia.
Dopo tutto quello che ho scritto penso sia ormai chiaro a chiunque quanto rispetto porto a tutti coloro che come medici col loro lavoro si prendono cura della salute pubblica ed allo stesso modo quanto sia lontano dal mio modo di pensare il voler mettere in dubbio l’importanza di tale lavoro e di quello di tutte le altre figure professionali che coscienziosamente si sono preparate e continuano ad aggiornarsi; ma, senza pretendere d’aver ragione, penso che le vie per portare “guarigione” ad un essere vivente siano molte, che tra queste trovi posto anche la terapia energetica che io pratico e sia possibile collaborare professionalmente.
Come ho volutamente subito messo in rilievo nel mio sito (di cui fanno parte tutti gli articoli che costantemente lo integrano) il verbo greco THERAPEUEIN, da cui i termini italiani terapia e terapeutico, ha un significato che va ben oltre i semplici termini linguistici “GUARIRE” e “CURARE”, giacchè ha in se, prima di ogni altra considerazione, il significato profondo di SERVIRE UNA PERSONA ed anche di ONORARLA!
Olisticamente si lavora principalmente per rendere onore alla VITA e questo si riflette anche nel tipo di approccio con coloro che si rivolgono ad un terapeuta olistico, che vede la sua opera come un servizio nei confronti di ogni singolo di cui si prende cura e conseguentemente della VITA in generale.
Non può essere confuso con la figura del “mago”, la cui azione mira a cercar d’imporre agli accadimenti la volontà sua o del cliente; infatti il terapeuta energetico opera solamente per aiutare il paziente a raggiungere il massimo bene possibile nel massimo rispetto di ciò che deve essere. Ci sarebbe ancora molto da dire, ma non voglio appesantire troppo il discorso.
Chi realmente s’è preparato studiando, riflettendo, meditando ed esercitandosi anche sotto la guida di buoni maestri e lavora positivamente con l’energia al fine di ottenere il massimo bene per ogni singolo essere vivente nella sua interezza, nella sua unità somatico-spirituale, nel suo essere parte unica ed insostituibile di quell’unità universale che unitariamente e non separatamente esiste, . . . ha pieno diritto di essere riconosciuto come non imbroglione ed il suo lavoro essere quindi considerato e rispettato come una forma di medicina non convenzionale, anche se non ha mai conseguito la laurea in medicina & chirurgia: esponendo onestamente e seriamente “come stanno le cose” devo far presente che la pura operatività del terapeuta energetico necessita (un corso di formazione completo, sempreché l’allievo superi la “modalità dell’esistenza dell’avere” comprendendo la “luminosità” della “modalità dell’esistenza dell’essere”, potrà avere una durata anche d’una decina d’anni; questo è il mio discutibilissimo parere) di conoscenze non comprese in quel corso di laurea ed anche che non è indispensabile la totalità della specifica preparazione universitaria del medico (non prescriverà mai medicinali, non farà interventi chirurgici, ecc.), ma ciò nonostante quei trattamenti sono una vera terapia . . .
- sono un servizio nei confronti di chi si sottopone al trattamento giacchè aiutano a ristabilirsi,
- sono un modo per onorare l’altro sostenendolo e rinforzandolo affinchè riacquisti fiducia in se stesso e conseguentemente con più facilità anche quella buona qualità della vita che ha perduto.
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