Prima di fare dei chiari esempi che possano visualizzare l’intervento curativo energetico, ritengo utile presentare un’ultima riflessione.
Dopo la “rivoluzione” che si ebbe in ambiente scientifico a seguito delle nuove dimostrazioni e teorie matematiche e fisiche, a partire dalla seconda metà del XX secolo
è andato progressivamente
in crisi il granitico
confine tra SOGGETTO ed OGGETTO; con questo è stato “minato” anche il punto fermo che guardava ai FATTI come ad un qualcosa che fosse di per se stesso auto evidente; infatti, ad esempio, un muro ci appare alla vista come un qualcosa di pieno, ma oggi sappiamo che in esso vi è molto più vuoto che non materia:
ciò che appare a livello sovramolecolare non è più tale ad una visione subatomica.
A questo
“sbandamento relativistico” che, abbandonando giocoforza l’idea che vi fosse una realtà unica interpretabile in un unico modo, cercava il mezzo di uscire da queste “sabbie mobili” e poter nuovamente “poggiare i piedi su una superficie solida”, segue una corrente di pensiero detta
costruttivismo che, includendo l’osservatore nel campo stesso delle sue osservazioni, cerca il modo di unire la costruzione di teorie con la realtà esistente: per cause di forza maggiore non è più ipotizzabile il poter avere una conoscenza neutrale ed oggettiva, ma è d’obbligo considerare questa
conoscenza soggiacente all’osservatore. Di conseguenza questa conoscenza sarà
limitata alle capacità dell’osservatore, sarà
plurima in considerazione del fatto che vi possono essere più osservatori ed anche
mutevole relativamente al valore delle singole osservazioni man mano che vengono fatte presenti.
S’è quindi arrivati pian piano ad una situazione “imbarazzante”, tanto che il fisico austriaco Heinz von Foerster (1911 – 2002), riflettendo sul come fosse possibile la conoscenza del mondo che ci circonda, arrivò a chiedersi:
”E’ il mondo la causa primaria e la mia esperienza ne è la conseguenza, od è la mia esperienza ad essere causa primaria ed il mondo la conseguenza?”, arrivando poi a sostenere la seconda alternativa.
Sempre facendo attenzione alle nuove scoperte s’arriva a considerare che anche le
caratteristiche e le
proprietà attribuite alle cose su cui s’è indagato sono in realtà “proprietà”
dell’osservatore, cioè il punto di vista di colui che le ha studiate: anche se le “proprietà” saranno condivise tra molti osservatori, caratteristiche e proprietà saranno comunque sempre relative a loro, con la conseguenza di non poter giungere
mai ad una
conoscenza neutrale ed oggettiva, cioè
assoluta.
Vi sono ora
due importanti concetti usati in ambiente scientifico su cui è il caso di riflettere: CASO e NECESSITA’.
Secondo la visione costruttivista,
- il concetto di necessità deriva dalla capacità (possibilità) di effettuare deduzioni infallibili, come accade nell’uso delle leggi scientifiche, mentre
- il concetto di caso deriva dall’incapacità (impossibilità) di effettuare tale tipo di deduzioni, come accade ad esempio quando si agisce in forma creativa.
Stando così le cose, se ne deduce che
caso e necessità riflettono il singolo individuo e cambiano da un individuo all’altro;
quindi non è errato considerare l’osservatore come colui che con le sue attività cerca (probabilmente inconsciamente) di ordinare ed organizzare un mondo costruito in base alle sue esperienze, stabilendo
quindi, in modo che potremmo definire naturale poiché non soggetto ad esercizio della volontà (inconscio), tra i tanti possibili l’ordine a lui più utile e funzionale.
Tanti individui formano un popolo e l’insieme dei popoli forma l’umanità . . . alla fine
tutto sembra quadrare, ma . . . il dibattito è ancora aperto e non penso certo di poter contribuire in modo tale da veder mettere la parola “fine”; inoltre l’argomento dell’articolo è la figura del terapeuta energetico e volendo queste mie digressioni servire solo per migliorarne la spiegazione, non è il caso di dilungarsi.
Con questa riflessione ho voluto far notare come
anche a livello scientifico non sia errato guardare ad
ogni singolo come ad un
caso unico ed irripetibile; tutto ciò rafforza quindi la visione energetica che “riconosce” nel paziente, che singolarmente si presenta al terapeuta cercando aiuto, un’unità unica nel suo genere anche se interdipendente all’interno della Superiore Unità.
Essendo il singolo individuo unico
avrà anche un suo esclusivo “massimo bene”, va pertanto curato come un caso a se, senza esagerare nel voler tener conto di quanto al terapeuta
appare essere stato utile ad altri che
è convinto (terapeuta = osservatore) abbiano avuto problemi simili: il terapeuta non deve pensare di imporre la propria volontà, anche se pensa di farlo a fin di bene; ciò che lui conosce soggiace a ciò che lui è, ma
lui non è l’altro, tantomeno è onnisciente.
Ecco quindi nuovamente ribadita:
- da una parte l’importanza dell’umiltà nel “prestare ascolto al sussurro energetico” e non voler quindi forzare una soluzione piuttosto che un’altra, riconoscendo la necessità d’essere un “tutt’uno sanificante” con la “sapiente” energia;
- dall’altra il non senso a livello energetico di volersi avvalere della facoltà di giudicare l’altro, in questa “dimensione” il nostro sarebbe solo un giudizio da incompetenti; ed ancora,
- per chi vuol essere terapeuta, la necessità d’aver acquisito la consapevolezza che è indispensabile lavorare energeticamente per la “guarigione” dell’altro con tutte le attenzioni ed i riguardi che vorrebbe per se stesso: aiutare l’altro a stare meglio energeticamente equivale a renderlo migliore, conseguentemente costui vorrà operare in modo migliore ed in ultima analisi l’averlo aiutato a migliorarsi si tradurrà in un miglioramento generale della realtà in cui tutti viviamo, “stringendo” va da se che il terapeuta ha fatto del bene anche a se stesso potendo ora vivere in un mondo migliore, anche se di poco.
Con la
prossima uscita cercherò “finalmente” di presentare degli
esempi che possano dare non solo un’idea, ma una comprensione di
cosa può fare il terapeuta energetico
per curare chi a lui si rivolge. Compatibilmente alle mie capacità cercherò di non limitarmi a dare delle informazioni, ma, lungi dall’insegnare terapia energetica (potrei, ma, come ho già fatto presente nell’uscita del 01/03, serve un idoneo corso pluriennale e non solo pagine scritte), cercherò di dare delle
conoscenze almeno a “livello embrionale”; in fin dei conti, scopo di questo sito è anche quello di spiegare ciò che offro e faccio.
Cordiali saluti a tutti.