- stare bene con se stessi e con gli altri porta luce e calore nella vita,
- poter godere di buona salute è un bene che non ha prezzo,
- serenità e gioia sono un traguardo che ognuno desidera raggiungere e la loro presenza rende la vita un dono straordinario;
- la bellezza, . . . , non è solo ciò che appare e vi sono molti modi per coltivarla nelle sue varie “sfaccettature”; ma di questo ne parlerò più estesamente.
giovedì 18 novembre 2010
Bellezza, benessere, salute, gioia: parte 1 di 16
Ad oggi ho fornito a tutti voi un’indicazione di massima su quelli che sono i servizi che offro; avevo già presentato una divisione per settori nell’articolo “considerazioni sul sito” del 04/02/2010 e non mi sembra il caso di ripetermi, avendo solo aggiunto un articolo sulla figura del terapeuta energetico.
Poiché sembra che vi sia il desiderio di leggere qualcosa di diverso, qualcuno m’ha chiesto di fare anche articoli su determinati problemi risolvibili con la massoterapia olistica, altri vorrebbero chiarimenti, ecc., cercherò quindi di mettere in rete qualcosa che possa esaudire almeno in parte tutto ciò.
Facendo ora seguito a quanto m’è stato richiesto, ho pensato possano essere argomenti interessanti quelli che ho evidenziato nel titolo: sono peraltro tutti campi in cui la massoterapia olistica e la terapia energetica possono essere risorse su cui fare affidamento per raggiungere in modo naturale una migliore qualità della vita; così come penso siano anche tutti argomenti importanti di cui, chi più chi meno, tutti si interessano nella vita di tutti i giorni:
lunedì 1 novembre 2010
Il terapeuta energetico, parte 17 di 17
Sono finalmente giunto alla fine di quest’argomento (otto mesi per non mettere troppa carne al fuoco in troppo breve tempo); mi auguro d’essere riuscito nell’intento di far conoscere chi è e cosa fa il terapeuta energetico secondo quanto io ho imparato a fare; spero questo lavoro possa anche contribuire a ridurre i tempi di una possibile seria sperimentazione in armonia: sono il primo a sapere d’aver ancora molto da imparare, ma come recita un simpatico proverbio: ”la sapienza è come un baobab, una sola persona a braccia aperte non può stringerne il tronco”.
Come tutti quelli che l’hanno preceduto e come tutti quelli che lo seguiranno, anche quest’articolo ha lo scopo di far conoscere il mio lavoro, altrimenti come potrei mai sperare che coloro che potrebbero trarne giovamento mi contattino per usufruire di questa cura?
Secondo me si può temere a priori ciò che non si conosce e starne prudentemente lontani; ma, quando qualcuno ha avuto il coraggio di andare a vedere e tornando spiega cos’ha trovato, a questo punto si sa cos’è e si può decidere se avvicinarsi e magari trarne vantaggio, o se è qualcosa di pericoloso da cui è meglio stare lontani.
Si dice che di solito chi studia materie che hanno a che fare con problemi legati alla mente è perché fondamentalmente un po’ ne ha bisogno lui stesso; non parlo per gli altri, ma per quanto mi riguarda effettivamente ho iniziato molti anni fa cercando soluzioni a problemi che non mi erano per nulla graditi e devo dire d’aver trovato anche molte cose buone: solitamente la vita offre delle opportunità di crescita, anche camuffate come eventi spiacevoli (siamo in una realtà polare: un aspetto è spiacevole, l’altro è piacevole e sovente è il più difficile da scoprire); si può rimanerne schiacciati e vinti, o far finta di nulla e passar oltre, od accettare la sfida che, se ben sfruttata, permette di ottenere un miglioramento alla propria situazione, ma se mal affrontata può causare seri danni ed anche peggio.
Chi accetta la sfida è quel qualcuno cui prima ho accennato, che a suo rischio e pericolo ha il coraggio di andare a vedere: con incosciente temerarietà e superficialità equivale ad affrontarla male; ma, confortati dal coraggio, illuminati dalla “fiduciosa Speranza” e resi sufficientemente guardinghi e prudenti dalla salutare paura sovente ce la si può fare.
Percepire l’energia di cui parlo richiede impegno ed ascoltarne il sussurro ancora di più, altrimenti succede come un altro simpatico proverbio evidenzia a riguardo di uomini e formiche: “anche se l’orecchio è molto vicino, non sente una formica che passa”.
Diceva Confucio (almeno pare sia stato lui): “dai un pesce ad un affamato e mangerà per un giorno, insegnagli a pescare e mangerà per tutta la vita”; questo fa parte dell’atteggiamento con cui si procede nella cura a livello energetico: come ho già avuto modo di evidenziare questo non può essere visto alla stregua di un lavoro come tanti altri che si fanno principalmente per avere il necessario per vivere, cosa per altro buona, perché quando si raggiunge il livello di consapevolezza che permette
- prima di desiderare di poterlo fare (compito del maestro è - già detto nell'uscita del 15/03 - anzitutto indagare per capire se è un desiderio con solide basi su cui costruire, o se non è ancora stata raggiunta la necessaria consapevole maturazione e serve quindi un propedeutico lavoro di preparazione, o se è solamente un capriccio della modalità dell’avere – sfoggiare un potere che altri non hanno - un esempio calzante potrebbe essere quello contenuto negli Atti degli Apostoli 8, 18–24 a proposito di Simon Mago, ragion per cui, anche se la risposta del maestro sarà meno dura di quella dell’apostolo Pietro, a costui non potranno al momento essere dati altri insegnamenti eccetto quelli necessari a condurlo, se vorrà, sulla strada che porta alla necessaria consapevole maturità indispensabile per iniziare il cammino di preparazione)
- e poi di farlo (nessuno s’illuda: non si è per questo migliori degli altri),
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