giovedì 30 dicembre 2010
Bellezza, benessere, salute, gioia: parte 3 di 16
Ho esposto quella che considero l’utile base di partenza (che praticamente equivale alle fondamenta su cui si edifica una casa: se le fondamenta sono salde la casa può resistere a molte “intemperie”, ma se le fondamenta non sono adeguate . . .) per apprendere poi l’arte del massaggio terapeutico, che andrà arricchita dalla “sapienza” della comunicazione tattile. Chiaramente (nessuno può saper tutto) non è sufficiente per affrontare in autonomia tutti i casi, quindi questa preparazione non esimerà mai il massoterapista dal richiedere, prima di iniziare un trattamento “impegnativo”, sia la precisa diagnosi medica che l’eventuale prescrizione della terapia da seguire ogniqualvolta il caso lo necessiti (si deve usare ogni attenzione al fine di non far danni; l’imprevisto non può essere evitato, ma è indispensabile non andare mai oltre quelle che sono le proprie competenze; del resto chiedere ad un professionista altrimenti preparato non è certo sinonimo di incapacità; anzi, sono gli stessi medici a ricorrere al consulto quando necessario, quindi . . .).
Penso che quella indicata possa essere una solida base da cui partire per poi affrontare serenamente lo studio di materie indispensabili quali Fondamenti Clinici della Massoterapia e le Tecniche di Massaggio (in questi ultimi anni lo scambio di conoscenze tra diverse civiltà ha dato buoni frutti, tanto che tra antiche e nuove, occidentali ed orientali, molte sono a disposizione di chi vuole curare per quanto possibile senza utilizzare strumenti tecnologici), onde poter poi utilizzare con la necessaria padronanza le manovre manuali sui tessuti molli per risolvere determinati tipi di dolore, di disfunzioni e non solo.
In questa seconda parte dell’unico ciclo di studi andrebbe anche inserito un corso di Farmacologia come insegnata nei corsi triennali, visto che i farmaci utili alle cure saranno naturalmente sempre prescritti dal medico (senz’altro il massoterapista che sentisse poi la vocazione a proseguire gli studi e divenire medico potrà farlo; ma a meno che, qualora venisse presa in considerazione l’idea di programmare questo corso di laurea, le competenti autorità sanitarie non ritengano che questa nuova figura debba avere una maggiore preparazione, solo il medico è adeguatamente competente), però sapere a cosa servono e quali effetti possono avere è importante per capire e lavorare al meglio.
Anche se non farà il lavoro del fisioterapista, è chiaro che ampio sarà il ventaglio dei suoi possibili interventi, è quindi bene siano compresi corsi di Clinica ortopedica e traumatologica, nonché Medicina fisica e riabilitativa: non solo per agire con competenza nei confronti di ogni paziente, ma anche per poter meglio collaborare con quanti operano specificatamente in quel settore. Utile come completamento un corso di Radiologia, anche se naturalmente ci si affiderà alla diagnosi del medico radiologo; come pure è necessario un corso di Neurologia comprendente anche il settore delle neuroscienze (importante ad esempio la conoscenza della neuroplasticità collegata al discorso psicologico); visto che questo terapista non lavora secondo schemi rigidamente definiti, ma utilizza anche le “sensazioni a pelle” per intervenire nel modo che più si adatta alle caratteristiche di ogni singolo paziente, queste conoscenze servono ad ampliare l’apertura mentale per quanto riguarda sia la massoterapia, che la collaborazione interdisciplinare con altri professionisti.
Questo terapeuta, a parer mio dovrebbe essere soprattutto in grado di lavorare con un occhio di riguardo per quello che è l’aspetto psicologico del malessere accusato dal paziente; perché quel corpo, mezzo attraverso il quale ognuno avverte le proprie sensazioni dolorose e sul quale viene eseguito l’intervento massoterapico, è anche l’involucro-casa entro cui ciascuno di noi vive l’intera sua esistenza, sperimentando soprattutto a livello psichico l’effetto delle vicissitudini quotidiane, avendo la possibilità di evolversi sempre più: in modo consapevole ed in vari livelli di coscienza, magari con l’aiuto di qualcuno in quei momenti difficili ove le proprie forze sono insufficienti; vi sono infatti casi in cui nell’affannosa ricerca d’una via d’uscita si può anche inconsapevolmente regredire. Anche il massoterapista (PSICO-SOMA-TERAPISTA) olistico dev’essere quindi in grado di assolvere almeno in parte tale compito: sia collaborando con lo psicoterapeuta (il terapeuta energetico può a sua volta essere d’aiuto), ogniqualvolta ciò sia necessario, ma anche sapendo eseguire il massaggio tenendo presente l’aspetto psicologico di ogni singolo paziente, adattando cioè la tecnica alle necessità dell’anima: ho assistito ad insperati risultati dopo aver semplicemente effettuato trattamenti linfatici e viscerali “ascoltando” quello che del paziente sentivo dentro di me. L’evento psicosomatico segnala una disarmonia più profonda: attraverso determinate sintomatologie vengono attivati sistemi biologici, endocrini, neurovegetativi ed immunitari, che possono modificare la risposta dell’organismo e produrre un vasto repertorio di comportamenti difensivi. Il massoterapista olistico adeguatamente preparato può arrivare all’aspetto psicologico attraverso (comunicazione tattile) i nervi, i muscoli e la pelle, portando quindi un aiuto che non va sottovalutato, ecco perché serve un’indiscutibile alta statura morale, nonché una adeguata preparazione anche in campo psicologico.
Come ho evidenziato sul sito, mi occupo anche di Terapia Energetica , che come ho spiegato tocca tutti i livelli in cui un essere vivente esiste (anche il terapeuta energetico è una figura a sé, che non prende il posto d’altri); l’aspetto psicologico è il punto di contatto tra queste due terapie: in questi casi, soprattutto, occorre la “luce della coscienza” (che va pazientemente coltivata e difesa; ed anche di questo ne ho già parlato nei miei articoli), che permette di rendersi pienamente conto che quel paziente oggi davanti a noi è una persona momentaneamente “fragile”, bisognosa di un aiuto che va portato capaci d’Amore in un difficile momento della sua vita; ecco perché ritengo non basti essere buoni tecnici, ma si debba saper andare oltre la tecnica mantenendo sempre un altissimo rispetto per quel nostro simile che sta soffrendo e va cercando non tanto un sostegno, od un semplice conforto (cose senz’altro ottime, ma fornibili anche da veri amici ad esempio), quanto piuttosto un mezzo per venirne fuori e tornare ad essere “libero/a in casa propria”, non più oppresso da una sofferenza che “soffoca ed incatena”.
Per completare la preparazione del massoterapista olistico, naturalmente occorre poi prendere materie anche dal corso di laurea in Psicologia; ma, per non presentare uscite troppo lunghe è meglio che continui con la prossima.
Auguro a tutti un 2011 in cui serenità e letizia possano abitare in coloro che le cercano e nel quale anche la speranza non venga meno ed illumini le giornate di quanti ne hanno bisogno, nonostante tutte le prove della vita.
Cordiali saluti.
Robino Mariano
giovedì 9 dicembre 2010
Bellezza, benessere, salute, gioia: parte 2 di 16
Riprendendo il discorso interrotto, presento ora quella che io (con tutti i miei limiti) considero una adeguata preparazione per il massoterapista olistico al fine d’esser professionalmente competente. È chiaro che molto influisce in questa mia risposta l’aver frequentato trenta e più anni fa (sono di quei tempi anche i nomi con cui indico le materie), il primo ed iniziato il secondo triennio del corso di laurea in Medicina & Chirurgia, facoltà da cui mi son ritirato per sopraggiunte imprevedibili cause di forza maggiore. Quello che segue è l’elenco delle materie che mi son sembrate essenziali per massaggiare sapendo quello che stavo facendo e per comprendere la risposta del fisico di chi vi si sottoponeva, così da poter adeguare le tecniche che avevo appreso a quella individuale risposta per raggiungere nel modo migliore il risultato desiderato.
Non so proprio cosa potrebbero pensarne di quest’idea di istituire una nuova figura professionale ai Ministeri della Salute, o dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; è un lavoro che io faccio con passione (quella di curare chi si trova in una situazione di disagio fisico, psichico o/e morale è una vocazione che non s’è comunque mai spenta), tuttavia ben sapendo che ci sono persone più preparate di me sull’argomento, sono il primo a sapere che è compito di costoro eventualmente valutare la completezza di quest’elenco, decidere l’ampiezza del programma di ogni singola materia che sarà oggetto di studio, aggiungendovi poi tutte quelle necessarie per il rispetto sia delle leggi vigenti, che della totale salvaguardia di chi si sottopone a questi trattamenti.
Senza pretendere d’aver ragione ritengo sia il caso di suddividere il ciclo di studi in due parti, così da dar inizio alla formazione del futuro terapista, prima di passare all’insegnamento della parte pratica, fornendogli/le una solida base idonea a costruire quella forma mentale utile per procedere nel lavoro e su cui poggiare quelli che saranno i ragionamenti: sia sul come agire utilizzando con la dovuta padronanza le tecniche di massaggio che si apprenderanno, sia sul come adeguare il lavoro alle caratteristiche d’ogni singolo paziente (ci saranno anche servizi non propriamente curativi in senso strettamente clinico, tuttavia molto importanti sotto il profilo olistico, dal greco “hòlos” che significa tutto intero, di salute umana globale. Diceva David Bohm (1917 – 1992), fisico e filosofo, “se pensiamo all’Universo come ad una rete di interconnessioni energetiche, non possiamo più concepire l’idea di parte, quindi non siamo parti separate di un intero, siamo l’intero. Siamo così condotti ad una nuova nozione di interezza integra, che nega l’antica idea che il mondo possa essere analizzato e studiato in parti che esistono separatamente ed indipendentemente le una dalle altre”).
Nessuno me ne voglia per quanto andrò esponendo; è chiaro che facendo un’ipotesi su quanto si potrebbe eventualmente fare in un campo ove, che io sappia, non sono ancora tracciate specifiche linee guida, posso logicamente basarmi solo su personali esperienza e ragionamento, in base ai quali credo sarebbe buona cosa iniziare subito nella prima parte dell’unico ciclo di studi con alcune materie che ho trovato presentate e spiegate in modo chiaro e secondo un’ottima sequenza logica (non seguita nell’elencarle) nel corso di laurea in Medicina & Chirurgia; penso non sarebbe male dare in queste materie anche al massoterapista olistico uguale completezza nella preparazione:
- Fisica, importante sia per capire la natura dei movimenti e quanto ad essi collegato, sia per comprendere il funzionamento dell’organismo e le sue reazioni nell’ambiente ad esso esterno;
- Chimica Organica ed Inorganica, nonché Biochimica, che studia i processi chimici che avvengono negli organismi viventi; conoscenze indispensabili per comprendere quanto segue;
- Biologia e Genetica, per conoscere gli organismi viventi a livello molecolare, cellulare, di organo, di organismo e di popolazione;
- Microbiologia per comprendere i rapporti esistenti tra gli esseri microscopici e gli altri esseri viventi; molti microrganismi sono infatti agenti eziologici di malattia. Andrebbe poi completata nella seconda parte degli studi con un corso di Clinica Dermosifilopatica adeguato alle necessità di questo professionista che ha contatto epidermico con i pazienti;
- Immunologia per comprendere il complesso di fattori e di meccanismi per i quali gli organismi superiori possono essere resistenti a malattie ed infezioni, nonché i possibili problemi connessi;
- Citologia, in quanto la cellula è l’unità fondamentale degli organismi; base di tutti i fenomeni biologici e patologici, quindi è necessario conoscerne bene sia le caratteristiche fisico-chimiche, sia le varie funzioni cui è deputata, quindi i vari tipi nelle varie specializzazioni funzionali;
- Istologia, poiché i corpi su cui si lavorerà sono formati da diversi tipi di tessuti composti da diversi tipi di cellule; ogni tessuto ha caratteristiche proprie e svolge funzioni diverse dagli altri; è una conoscenza indispensabile per affrontare poi altre materie;
- Embriologia Generale ed Umana, per sapere come si formano gli esseri viventi a partire dal concepimento, con particolare attenzione all’essere umano; è un aiuto al ragionamento nel momento in cui si vanno a valutare olisticamente le cose;
- Anatomia Umana, perché naturalmente occorre sapere bene com’è fatto un corpo umano prima di pensare di poterci lavorare su; così come un meccanico che deve sapere com’è stato assemblato il mezzo su cui gli viene chiesto di intervenire prima di mettersi all’opera; completata poi nella seconda parte degli studi con Anatomia ed Istologia Patologica
- Fisiologia della vita vegetativa e della vita di relazione per comprendere come funziona e come reagisce all’ambiente che lo circonda un essere vivente e nel caso specifico un essere umano; altrimenti non è possibile comprendere le risposte del fisico del paziente;
- Patologia generale per avere le idee chiare circa la malattia nella sua natura, nelle sue cause, nel suo evolvere e nelle sue conseguenze; completato nella seconda parte di studi con un corso di Semeiotica adeguato alle necessità di questa professione.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)