giovedì 28 luglio 2011

Bellezza, benessere, salute, gioia: parte 13 di 16

Oltre ai casi esposti la massoterapia può essere utile anche per quanto riguarda le difficoltà-rigidità nel fare i movimenti, così come in quelle situazioni in cui oltre a sentirsi intorpiditi si ha pure la sensazione che ci sia qualcosa che non funziona più armoniosamente e che col passare del tempo porta prima ad insoddisfazione, poi a volte anche a disturbi fisici; naturalmente la massoterapia ha dei limiti naturali, superati i quali sono necessarie visite e diagnosi mediche ed a seguire idonee prescrizioni del necessario percorso terapeutico; come fatto sinora non entro in questo settore, che è fuori dagli argomenti che vado esponendo nel presente articolo. Parlando poi di salute - benessere in senso lato, un posto a sé occupa la Terapia Energetica, che può essere vantaggiosamente utilizzata anche per “schiarire e pulire le lenti degli occhiali” attraverso i quali si guarda dentro e fuori di sé: non è da paragonarsi ad una bacchetta magica, tuttavia molti sono i casi in cui può portare a piacevoli ed insperati risultati, mentre non ho ancor sentito che possa far danni. È chiaro che anche sentirsi bene ed in pace con se stessi è un fatto da non sottovalutare se davvero si vuole raggiungere una situazione di reale BEN – ESSERE. Quanto detto porta quindi al concetto di gioia, ma la via che porta alla gioia va preparata con cura. Per poter inserire degnamente questo argomento all’interno di questo discorso val la pena tornare un attimo a parlare delle emozioni, che come ho già detto sono eventi fisiologici che fanno parte della natura umana e, sino a quando vanno e vengono fluendo con misura ed in modo regolare, vengono considerate espressioni di una sana attività psichica dell'individuo; volendo, non mi sembra illogico paragonarle a movimenti di energia che nascono all'interno dell’essere vivente in risposta a stimoli esterni. Purtroppo a volte le emozioni possono divenire dannose portando a vari malesseri (ne ho parlato nell’articolo sul terapeuta energetico): possono essere eccessive per la capacità di sopportazione del singolo; ma può anche accadere che l'emozione non venga riconosciuta, né elaborata e compresa in modo appropriato, o che venga repressa nell'inconscio. Qui mi fermo; il discorso squisitamente psicologico è di competenza di precise figure professionali, con cui spero possa esserci sempre più ampia collaborazione: l’armonia del fare necessita del fecondo impegno di tutti gli esseri di “buona volontà”. Secondo le teorie-conoscenze che vengono prese in considerazione per prepararsi ad esercitare la professione di terapeuta energetico, quando le emozioni sono di intensità inappropriata per le possibilità di un essere umano determinano l’alterata movimentazione dell'Energia Vitale = Ki nel suo corpo, cosa che può riflettersi anche sul funzionamento degli organi. Le energie anormali, che cioè superano la capacità difensiva del singolo individuo, vengono considerate energie perverse, poiché penetrando nell’intero organismo (di cui il corpo è solo la parte più densa) generano disturbi e malattie; ragion per cui è necessario agire in modo da rendere armonicamente fluido e potente il movimento del Ki, onde riarmonizzare l’organismo. Nella Medicina Tradizionale Cinese, infatti, psiche e corpo non sono mai stati divisi e questa è una delle fondamentali differenze con la Medicina Occidentale. In oriente si fa notare come ogni volta che un organo è ammalato le manifestazioni dello stato patologico si manifestano anche a livello emozionale; e come ogni malattia in definitiva sia il risultato di un fluire eccessivo, o di un ingorgo, o di una carenza di Energia Vitale. Per portare il discorso ad un livello più “palpabile”, posso far presente come anche coloro che qui da noi praticano l’Agopuntura, o lo Shiatsu, imparano a considerare il corpo umano come un insieme armonico che coinvolge numerosi sistemi funzionali, in molti casi associabili ad organi fisici, cosicché lo stato di malattia equivale al venir meno di quell’armonia. Questo però si lega perfettamente all’occidentale concetto di omeostasi, di cui ho già parlato, in quanto l’omeostasi è di fatto armonia che viene mantenuta con un continuo lavoro di compensazione per contrastare gli effetti delle naturali reazioni che avvengono nell’organismo vivente. In terapie come Agopuntura e Shiatsu si utilizzano aghi, pressione, calore, ecc., per intervenire su uno o più di questi sistemi al fine di curare la disarmonia: questo perché anche studiando queste materie si impara come il corpo sia percorso da canali principali e secondari (da non intendersi fisicamente, infatti non possono essere esaminati con gli strumenti oggi a disposizione; sono un fenomeno vitale presente solo durante la vita e non dopo la morte) nei quali scorre il Ki. A questo punto posso dire che tutte le emozioni sregolate agitano il Cuore (che è anche uno dei meridiani = canali principali) e l'agitazione del Cuore turba la quiete interiore; diventa quindi più difficile entrare in contatto con il proprio sé originario e con la propria natura essenziale, cosicché, perdendo la possibilità di agire in modo spontaneo, tutto diventa più difficile e faticoso. È la vita vissuta in queste condizioni ad usurare l’individuo ed essergli d’ostacolo per la maturazione sul piano spirituale; mentre, al contrario, la serenità del Cuore lo migliora e gli permette di percepire quanto accade in lui e fuori di lui, dandogli così idonei mezzi per accrescere il personale livello di consapevolezza: arrivare a conoscersi davvero è assai arduo, tuttavia indispensabile per evitare sia di farsi inconsapevolmente del male da soli, sia per trarre vantaggio vero da quanto è a disposizione. È la consapevolezza profonda sia di chi siamo, sia che quanto necessita è a disposizione a portare alla gioia, cosa molto diversa dall'euforia. Nella gioia si continua a crescere in consapevolezza, cosicché s’arriva alla Gioia Piena. Per non esagerare porterò a termine il discorso nella prossima uscita. Cordiali saluti. Robino Mariano

giovedì 7 luglio 2011

Bellezza, benessere, salute, gioia: parte 12 di 16

Il gonfiore alle gambe è un disturbo comune, dovuto soprattutto al fatto che si trascorre molto tempo in una posizione statica: in piedi, o seduti. Specialmente nelle donne si possono avvertire fastidi agli arti inferiori, come sensazioni di pesantezza, tensione e gonfiori a gambe, caviglie e piedi; il fatto che spesso tali disturbi compaiono alla sera, magari dopo una giornata pesante, porta a considerarli come un’ovvia conseguenza della fatica e magari anche come un’inevitabile frutto del tempo che passa. Questi fastidi possono anche essere i primi sintomi di un’alterazione della microcircolazione negli arti inferiori ed il fatto che le donne possano essere più facilmente soggette a tale disturbo è dovuto all’azione degli ormoni estrogeni, che rilassando la muscolatura liscia delle pareti dei vasi sanguigni rendono possibile il ristagno del sangue, inoltre possono aumentare la permeabilità dei capillari e facilitare il passaggio di liquido nei tessuti circostanti, causando gonfiore. Naturalmente esistono altri fattori come soprappeso, ereditarietà, lunga esposizione a fonti di calore (che ha azione vasodilatatoria), ecc., cui son soggetti anche gli uomini. Il fatto che si possano provare sensazioni di pesantezza e di tensione si deve alla difficoltà che il nostro organismo incontra e deve superare per pompare il sangue dal basso verso l’alto nella fase di ritorno del sangue al cuore: un esempio calzante è quello dello scalatore che s’arrampica verso la cima della montagna; anche il sangue sale verso una cima quando dai piedi deve risalire al cuore. Come lo scalatore utilizza tutta una serie di attrezzi come piccozze, ramponi, corde, chiodi, ecc., anche il cuore si avvale di aiuti quali le valvole e la tonaca muscolare dei vasi sanguigni, il lavoro della muscolatura, che contraendosi esercita l’effetto di una pompa spingendo il sangue verso l’alto. Fatto questo accenno non mi dilungo, non volendo andare in settori non più di competenza del massoterapista: in presenza di dubbi è sempre bene ricorrere al medico, che può visitare, richiedere esami, fare una diagnosi e valutare cosa sia meglio fare. L’intervento massoterapico può consistere in una serie di sedute di drenaggio linfatico manuale di tipo specifico per questi casi (parlando della visione olistica del drenaggio linfatico ho fatto presente che esistono delle controindicazioni), così da beneficiare:
  • dell’effetto antiedematoso, permettendo il passaggio ai capillari linfatici dei residui presenti negli spazi interstiziali dei tessuti, così da eliminare le diffusioni di siero, che in questi casi il sistema sanguigno non riesce ad eliminare del tutto ed anche il sistema linfatico stesso senza questa manipolazione non è in grado di assorbire completamente, ottenendo la scomparsa dei disturbi;
  • dell’effetto sedativo, antalgico e rilassante, che in molti casi favorisce anche il sonno fisiologico in soggetti particolarmente affaticati ed aggiungendo tecniche energetiche anche in soggetti stressati, col risultato di portare il lavoro ad un piano psicofisico;
  • dell’effetto rigenerante, infatti tramite il drenaggio si ha un miglioramento della nutrizione e della respirazione cutanea, promuovendo così un lento, ma graduale miglioramento dell’aspetto globale della persona.
Molte volte bastano uno – due cicli di trattamenti l’anno per stare decisamente meglio; in ogni caso intervenire non appena il disturbo si ripresenta permette di ridurre al minimo il numero delle sedute necessarie per ottenere un buon risultato. Naturalmente anche il/la paziente può fare molto come azione preventiva; ad esempio camminare per una mezz’ora almeno al giorno, oppure andare in bicicletta, fare cyclette, ottimo il nuoto, come pure altre attività sportive, ma efficace è anche il semplice salire e scendere le scale, ecc.. È bene ricordarsi come nei lavori che obbligano a rimanere in piedi fermi a lungo comunque ci si può sollevare ogni tanto sulle punte dei piedi onde attivare la pompa muscolare; se possibile poi, è meglio evitare di rimanere seduti troppo a lungo, in ogni caso si può cercar di fare almeno qualche movimento con le gambe pur rimanendo seduti; inoltre, assumere magari l’abitudine di tenere le gambe in verticale, anche appoggiandole alla parete per non stancarsi, per almeno cinque minuti prima di coricarsi per dormire può dare buoni frutti. Non vuol certo essere un esaustivo elenco dei possibili rimedi, tuttavia anche questi pochi consigli possono essere utili. Un caso a sé sono poi i piedi che, oltre a rendere difficile il trovare calzature sufficientemente confortevoli, a volte per via del dolore che possono causare tolgono anche il piacere di una sana passeggiata; oltre al drenaggio manuale e senza disconoscere quanto possono fare coloro che lavorano nel campo del benessere e dell’estetica, posso comunque ricordare che la massoterapia mette a disposizione altre tecniche per migliorare la situazione in tutti quei casi che non richiedono l’intervento dei medici. Vi do appuntamento alla prossima uscita; cordiali saluti. Robino Mariano