giovedì 29 settembre 2011

Bellezza, benessere, salute, gioia: parte 16 di 16

Ho parlato di fronteggiare il silenzio, irrobustire il coraggio di affrontare la solitudine, pericoloso vuoto interiore, meditazione, vivere secondo la modalità dell’Essere, Via Sicura, incomprensibile angoscia e vaghi sensi di colpa. A questo punto voglio inserire una piccola parte di quanto ha scritto Giambattista Torellò (1920 – vivente), sacerdote laureato in Medicina & Chirurgia e specializzato in Psichiatria, che ha preso in esame anche questo aspetto degli umani bisogni: molti sono i punti in comune con quanto ritengo dovrebbe prendere in esame il terapeuta energetico (secondo quella che è la mia “idea” di terapeuta energetico) anche riflettendoci su, meditando; tanto che sovente mi capita di leggere libri, o partecipare a congressi e convegni ove vengono date informazioni cui ero già arrivato in totale autonomia e magari già inserite in articoli, o scritti miei. Con l’attenzione propria del “pastore” egli fa presente come un grande problema contemporaneo è la progressiva scomparsa sia del concetto che della coscienza del peccato (distingue il peccato = colpa dai suoi effetti, compresi quelli di peccati altrui per i quali si può soffrire senza averne alcuna personale colpevolezza; così come avverte che non va fatta confusione tra peccato ed insuccessi o sventure: sentirsi vinti e schiacciati dagli accadimenti della vita non vuol dire essere colpevoli) dalla mente degli esseri umani, che hanno sostituito l’idea stessa di peccato con processi psicologici e sociali, trascurando l’aspetto che riguarda la colpevolezza morale; evidenzia come l’aver coscienza di ciò sia invece molto importante per coloro che (per l’educazione ricevuta, la mentalità acquisita, la consapevolezza raggiunta, ecc.) possono guarire, cioè placare quel senso di colpa che sta alla base di disturbi che in modo più o meno grave li affliggono, solo passando attraverso il pentimento, la riparazione, la Confessione e la penitenza. Sottolineando come la religione consista nell’incontro tra la Parola di Dio e la risposta dell’essere umano, egli rende manifesto come effettivamente il peccato rientri nell’ambito delle relazioni personali tra uomo/donna ed il loro Creatore e sia conseguentemente un atto che lede un amore personale, essendo Dio prima di tutto Amore; ed ancora come sia questo fatto a motivare lo strazio interiore del sofferente, una ferita che porta con sé anche altri problemi, tra i quali il più grande è lo scompiglio emotivo che vien suscitato e che porta all’angoscia: evidenzia come solo nell’umile e serena accettazione della propria umana fragilità unita all’atto di pentimento si può beneficiare del conforto che porta la Confessione, che pacifica l’essere umano sano, permettendogli di riprendere serenamente e rinfrancato il proprio cammino. Giustamente mette in evidenza che è stata registrata la protesta dello spirito oppresso da una forma d’esistenza umana erroneamente ritenuta più libera e ricca di opportunità; ed anche che i credenti di oggi hanno purificato la loro Fede da alcune incrostazioni razionalistiche ed antropomorfiche; così possono muoversi con più disinvoltura nell’ambito della scienza e con più larghezza attingono ad una spiritualità meno devozionale e più teologica. A tutto ciò collega il fatto che la Psicologia moderna non è in contrasto con la Mistica nel guardare alla Coscienza come al centro di unificazione di tutta la personalità. Come psichiatra affronta poi il problema del nervosismo psicosomatico, che non intacca la personalità dell’individuo nel suo nucleo, e quello decisamente più grave della nevrosi; come sacerdote affronta poi il discorso della falsa spiritualità, che impedisce lo sforzo ascetico e può portare al “nulla”, e di contro quello della libertà dell’uomo/donna, che può condurre anche alla santità. Come già prima non sono entrato in campi altrui, neppure ora mi metterò a disquisire su queste cose che ho fatto presenti, sia perché ritengo possa essere un bene per molti leggerle e rifletterci, sia per poter poi esporre come anche il terapeuta energetico può fare la sua parte in questi casi. Mi sembra ancora degno di nota sia il fatto che puntualizzi come il sacerdote e lo psicoterapeuta (essendo egli sia sacerdote che psicoterapeuta si può ritenere abbia le idee chiare a questo riguardo) non sono figure simili, quindi non possono prendere l’uno il posto dell’altro; sia il fatto che evidenzi come l’azione del direttore spirituale può essere molto importante ed in alcuni casi insostituibile per una perfetta integrazione di tutte le dimensioni della personalità dell’individuo al fine di portare l’essere umano ad essere pacifico, paziente e fiducioso; ragion per cui ritiene auspicabile una collaborazione tra direttore spirituale e psicoterapeuta. Questo è un lavoro in cui si “onora” l’essere umano prendendosi cura di persone in preda a difficoltà che sfociano in problemi più o meno gravi; poiché anche il terapeuta energetico “onora” l’essere umano suo paziente prendendosene cura con i mezzi a sua disposizione, ecco quindi che anch’egli può trovare il suo spazio e dare il suo contributo a vantaggio di chi soffre. Naturalmente non è abilitato ad assolvere dai peccati commessi, ma lavorando con un’Energia che proviene da quell’UNITA’ nella quale trovano origine e ragion d’essere tutte le altre Unità e che pur essendo potentissima si dimostra obbediente a quell’UNITA’, non può non voler a sua volta sempre più “conoscere” quell’UNITA’ ed anche lavorare in unità d’intendimenti con l’UNITA’, quindi può senz’altro affrontare (maggiore sarà la consapevole maturità raggiunta dal terapeuta, migliore sarà l’intervento) il discorso a livello spirituale-religioso ed eventualmente aiutare il paziente ad avvicinarsi al sacerdote, se questi si riconosce nel Cristianesimo, o, nel caso di appartenenza ad altre Religioni, a chi può portare valido aiuto all’interno della Religione in cui si riconosce: indipendentemente dal proprio Credo religioso, il terapeuta che fa esperienza di questa Energia Obbediente all’UNITA’ ed ascolta il “sussurro energetico” può serenamente affrontare anche questo argomento sorretto dalla Sapienza dell’UNITA’, quindi nell’assoluto rispetto della sensibilità di chi si sta sottoponendo alle sue cure; non si sostituisce ad altre figure, ma può collaborare con altre figure al massimo bene d’ogni singolo, così da partecipare con la sua azione al massimo bene di tutto e tutti. Può anche sembrare che sia andato fuori tema, tuttavia questi aspetti d’umana esistenza sovente hanno un peso superiore a quanto si pensi; ed è necessario prenderli nella dovuta considerazione per aiutare davvero in ogni situazione coloro che stanno attraversando momenti dove l’insoddisfazione può essere la “punta di un iceberg”: un peso a livello spirituale si riflette non solo su gioia, serenità e benessere, ma può anche “offuscare” la bellezza ed irrancidire la vita. Un terapeuta energetico può intervenire anche a questo livello, poi potrà anche essere un lavoro di gruppo in collaborazione con altre figure: ben venga la feconda cooperazione. Questo articolo è arrivato al suo termine. Come al solito è stato un “volo d’aquila” su vari punti e spero sia servito non solo a dare qualche spiegazione in più su ciò che faccio, ma soprattutto sul perché e sul come lo faccio. Cordiali saluti.

giovedì 8 settembre 2011

Bellezza, benessere, salute, gioia: parte 15 di 16

Per concludere voglio fare un po’ di chiarezza sul posto che occupa la Terapia Energetica in questo discorso relativo ad argomenti per tutti importanti come la bellezza, il benessere, la salute, la gioia, affinché risulti chiaro che non sono parole scritte con l’intento di affascinare, convincere e far soldi vendendo illusioni, perché anche se non ha la bacchetta magica, né l’abilitazione a far miracoli, questo terapeuta che:
  • non è uno psicologo: questo professionista, infatti, consegue la relativa laurea magistrale, divenendo uno specialista che si occupa della psiche umana sia sul piano conoscitivo, impegnandosi ad accrescere le conoscenze al riguardo, sia sul piano clinico –operativo, cercando di comprendere ed accogliere la sofferenza, i vissuti e le domande di quanti a lui si rivolgono, al fine d’aiutarli ad acquisire maggior consapevolezza di se stessi, delle proprie difficoltà e potenzialità, acciocché possano metter ordine nella loro vita, modificare comportamenti dannosi, perdonarsi ed accettarsi per ciò che sono, onde poter agire in un modo migliore verso se stessi e gli altri;
  • non è uno psicoterapeuta: questi è uno psicologo od un medico che ha seguito una scuola di specializzazione in psicoterapia: l’aspetto mentale umano è complesso, lo si può guardare da diverse angolazioni, infatti esistono varie scuole di psicoterapia (dir di più non è compito mio);
può comunque fornire un aiuto importante a chi si trova ad affrontare un momento difficile e non è consapevole di cosa ci sia sotto tutto ciò: molto importante è anche l’aspetto metaforico della malattia, che sovente si manifesta più distintamente durante e dopo un ciclo di Terapia Energetica. Personalmente ritengo che potrebbe essere interessante affrontarlo lavorando in equipe con altre figure sanitarie in un clima di leale collaborazione. All’interno della continua ricerca di migliorare la propria situazione, gli esseri umani si rivolgono anche ad altre figure; tra queste, soprattutto quando si sentono tristi, disperati e soli, ve n’è una molto particolare per il ruolo che ricopre: il sacerdote. Mi è infatti capitato di sentire frasi del tipo “perché mai si dovrebbe andare dallo psicologo che ti costa, quand’è possibile andare dal prete che è senz’altro in grado di dare buoni consigli e per di più gratis?”. Entrambe le figure intervengono tramite l’ascolto e l’appropriato uso della parola, entrambi sono legati al segreto riguardo a ciò che è stato loro confidato; però al sacerdote ricorreranno solo coloro che appartengono alla stessa sua Fede, mentre per lo psicologo non ha importanza condividere la stessa Fede. Sempre interessandomi a quanto ruota intorno alla ricerca di come agire per migliorare la qualità della vita di chi non si sente a proprio agio in questo mondo, ho preso in esame anche quest’aspetto dell’umano vivere: soprattutto per un terapeuta energetico l’aspetto “spirituale” è da tenere sempre e per primo in considerazione; nell’articolo del 01/11/2010 avevo infatti concluso evidenziando l’esistenza del carattere spirituale della Terapia Energetica, che prende in considerazione anche quest’aspetto di cui è permeata la vita di ognuno, a cui pochissimi però prestano l’attenzione che occorre. Ne farò ora un piccolo accenno. L’attuale società di stampo occidentale valuta positivamente forse solo la vita attiva, a discapito della componente contemplativa, cosicché a patirne è anche la personale intimità di ognuno: da non intendersi come ricerca dell’intimità a qualsiasi costo (nell’esagerazione i rischi non mancano mai), bensì protezione della propria preziosissima sfera intima. Se si fa attenzione è impossibile non accorgersi che, proprio nella nostra civiltà secolarizzata ed orgogliosamente poggiata sul sapere scientifico, gli individui sono assetati ed affamati dell’aspetto trascendentale e misterioso della vita; quasi un’insopprimibile e forse inconscia nostalgia per qualcosa che è necessario alla natura umana, ma si fa difficoltà a trovare; questa complicazione fa si che il rischio d’avventurarsi su vie sbagliate sia molto alto. Come ho fatto presente nell’uscita del 01/05/2010, si respira un diffuso senso di scontento, di smarrimento. . . è bene riflettere se non è il caso di ripescare e rivisitare in modo intelligente qualcosa che per errore è stato considerato inutile e privo d’importanza. Le notizie stesse dei nostri giorni rendono evidente, infatti, a quali orrori si può giungere imboccando ed avanzando per vie “tenebrose”. È importante non temere di fronteggiare il silenzio, lontano dalle “mille luci e richiami” di questa realtà malata, e consapevolmente irrobustire il coraggio di affrontare la solitudine; comprendendo come i momenti in cui ci si trova davvero soli (cellulari, computer, MP3, ecc. spenti) non sono mai un fatto negativo, anzi, possono essere estremamente positivi poiché, superata la fase di riflessione su quanto è nei nostri pensieri, ci si può finalmente accorgere (l’aiuto di un buon maestro può essere importante) che si può andare oltre, accedendo alla meditazione: splendido mezzo per affacciarsi sul trascendente, imparando e traendo giovamento dalla sua misteriosa e benefica ricchezza; ottimo strumento per riempire quel pericoloso vuoto interiore che vien mantenuto accuratamente vuoto dalle “mille luci e richiami” dell’illusoria realtà polare, cosicché s’impedisce il raccoglimento ed è quindi possibile siano in molti ad essere normalmente insicuri senza averne coscienza. Ma quando ci si trova a vivere situazioni veramente difficili, ecco che nella prova s’arriva alla resa dei conti e nell’individuo senza difese la disperazione senza grandi fatiche può fare il suo ingresso ed ogni illusoria protezione rivela la sua inconsistenza. Molto importante in questi casi è non solo la moralità, ma la capacità di vivere secondo la modalità dell’Essere da parte di colui/ei o coloro a cui si ricorre per superare la difficile situazione che si sta vivendo: solo chi è davvero passato oltre può indicare l’Unica Via Sicura, anche se impegnativa, per passare indenni attraverso tutte le insidie che sono nascoste sul percorso. A questo punto non si può non considerare come tra le cause che facilmente tolgono gioia, felicità, benessere e bellezza, ci siano situazioni dove un’incomprensibile angoscia riesce a rovinare tutto e mettere l’individuo in uno stato di continuo smarrimento; quasi una nebbia che contrasta la luce del Sole, toglie vivacità ai colori, nitidezza al paesaggio, portando un freddo umido e la paura, sua triste compagna, nell’anima: ecco che a volte può succedere che nel profondo nuoti la sensazione d’aver disatteso un obbligo morale, assai insidiosa soprattutto se il tutto è vago e la coscienza non ha le necessarie certezze. Non è mia intenzione invadere il campo d’altri, però anche in questi casi l’intervento del terapeuta energetico può permettere a chi si trova in queste difficili situazioni di comprendere ciò di cui ha bisogno e trovarlo; magari rendendosi conto che è bene per lui/lei rivolgersi anche ad un sacerdote. Per non esagerare continuerò nella prossima uscita. Cordiali saluti. Robino Mariano