giovedì 23 febbraio 2012

Trattamenti convenzionali - non convenzionali (7/20)

Riprendendo:
  • Omeopatia: forme di omeopatia si possono trovare in varie Antiche ed importanti Medicine; la moderna omeopatia nasce grazie a Christian Friedrich Samuel Hahnemann, medico tedesco: si basa sul fatto che per curare un male, o i singoli sintomi di esso, sia necessario somministrare dosi bassissime di sostanze che, generalmente, provocano nell'organismo gli stessi sintomi o le stesse alterazioni della malattia che si vuol curare “Similia similibus curantur”; l’uso di un prodotto omeopatico, cioè, provoca una reazione simile ai sintomi della malattia del paziente. Le sostanze utilizzate per curare sono ricavate dal mondo vegetale animale e minerale e sono tutte diluite in alcol o acqua. Spesso si sente dire che alcuni rimedi omeopatici sono solo acqua perché non c’è materialmente sostanza farmacologicamente attiva: al fine di evitare gli effetti collaterali delle medicine Hahnemann aveva ridotto sempre di più il dosaggio, arrivando così a dosi estremamente basse, ritenendo che l'efficacia curativa delle sostanze veniva enormemente aumentata tramite il processo di "dinamizzazione", consistente nello scuotere ripetutamente il prodotto, cosicché abbinando diluizione e dinamizzazione dalla materia impiegata s’arrivava ad energia biologicamente attiva: secondo un antico insegnamento che si apprende anche studiando Terapia Energetica, ciò che a livello materiale è un veleno diventa informazione essenziale se lo si porta ad un livello d’esistenza superiore (parlando di Energia ho già spiegato come i livelli superiori intervengano su quelli inferiori). Per farmi capire ricordo che una grammomolecola di qualunque sostanza contiene 6,022 x 10²³ molecole (numero di Avogadro); il procedimento di diluizione e dinamizzazione consiste nel prendere una parte della “tintura” iniziale, portarla a 100 parti aggiungendone 99 d’acqua, agitare due volte, ottenendo la “prima diluizione centesimale” (1CH), quindi prenderne una parte, diluirla allo stesso modo, agitarla ottenendo la seconda centesimale (2CH), e così via fino ad ottenere quella voluta: decima, ventesima, trentesima centesimale (30CH). Ogni volta che diluiamo una soluzione in questo modo restano un centesimo delle molecole: una diluizione 12CH conterrà quindi 0,6022 molecole, cioè nei 100 ml non sarà rimasta nemmeno una sola molecola. Hahnemann riteneva che solo così vengono risvegliate le proprietà curative delle sostanze (dinamizzare viene dal greco “dinamis” che significa forza, potenza); la sua idea ha portato ad ipotizzare la “memoria dell’acqua”, non si può tuttavia negare che sotto un certo punto di vista concorda con il concetto di radiazione di Planck-Einstein: un frammento di materia, quando viene bombardato da una fonte esterna di energia, emette energia. Si tenga poi conto che l’omeopatia non punta tanto a guarire la singola malattia, vista come un sintomo del disordine interno dell’organismo, quanto alla guarigione dell'individuo nella sua integrità ed individualità: la guarigione non consiste nella regressione dei sintomi, ma nella loro energetica evoluzione. Un’importante precisazione venne poi da Costantin Hering, medico tedesco allievo del dott. Robbi che fu un oppositore dell’omeopatia, il quale in seguito (provare per credere) alla guarigione a mezzo d’un rimedio omeopatico da una ferita in gangrena che s’era fatto durante la dissezione d’un cadavere prese ad interessarsi dell’Omeopatia. Egli formulò quella che venne chiamata Legge della Guarigione:
    “La guarigione deve procedere dal centro alla periferia e dall’alto in basso”
    Conforme all’evoluzione delle malattie croniche, che all’inizio lavorano in superficie (periferia) e successivamente si portano poco alla volta sempre più all’interno dell’organismo, giungendo sino agli organi più importanti: la vera guarigione deve quindi seguire la via opposta. Tutto ciò non vuol affatto dire che si debba rifiutare la medicina allopatica (quando serve, avere il giusto antibiotico a disposizione è una “grazia ricevuta”), quanto piuttosto evidenziare come sia un bene per tutti dare il giusto spazio sia ai farmaci allopatici che omeopatici.
Per chiudere in bellezza presento ora due eccellenti interpretazioni dell’Arte Medica, cui di diritto spetta il posto d’onore: si sono sviluppate nel corso di millenni; con “personale” interpretazione al loro interno trovano posto molte delle Medicine non Convenzionali precedentemente presentate; appaiono diverse, ma non inferiori alla Medicina Convenzionale Occidentale, anzi, l’estrema loro tensione verso la visione assoluta dell’Intero e l’”umanità” con cui affrontano il male e la malattia per certi versi può renderle addirittura più vicine di quest’ultima alla ricerca di “purezza, verità ed essenza” propria dei nostri giorni:
  • Medicina Ayurvedica: nasce in India e si data la sua origine a circa seimila anni fa; alla base vi è la considerazione che il corpo fisico è pervaso da tre energie vitali (dosha: Vata, Pitta, Kapha), in proporzioni diverse, che determinano tramite il loro stato di equilibrio o squilibrio rispetto alla costituzione individuale lo stato di benessere o malattia dell'individuo; ogni dosha consta di due elementi ed ha determinate qualità che li caratterizzano: le patologie nascono quando si vengono a concretizzare degli squilibri; l'individuazione degli squilibri, corrispondente alla diagnosi, porta a trovare i rimedi per ristabilirne lo stato di equilibrio individuale = guarigione. Sistema medico naturale molto vasto e complesso prevede farmaci costituiti da sostanze vegetali ed animali, le cui proprietà intrinseche possono essere “modificate” attraverso processi e procedure farmaceutiche utili per conferire al prodotto finale particolari caratteristiche con potenzialità diverse; attraverso particolari procedure atte a renderli biocompatibili, vengono impiegati anche metalli e minerali. Comprende aspetti di prevenzione oltre che di cura; lo stato di benessere viene considerato sotto tutti i punti di vista (aspetto fisico, psichico e spirituale); si occupa tanto delle patologie quanto dello stato di salute normale; tra le sue branche troviamo medicina interna, chirurgia, otorinolaringoiatria, tossicologia, ginecologia, pediatria, psicologia, scienza del ringiovanimento, massoterapia, ecc. Ha lo scopo di aiutare tanto i malati a curarsi, quanto le persone sane a mantenere il proprio stato di benessere prevenendo le malattie: lo stato di salute è visto non tanto come assenza di malattia, quanto come un continuo appagamento e benessere, uno stato di felicità fisica, mentale e spirituale; tutto ciò comporta anche un rapporto di felice convivenza con tutte le creature, i familiari, gli amici, il lavoro, il clima, la cultura in cui si vive, i propri ideali, le abitudini, la verità, il concetto che si ha della Divinità, ecc..
Nella prossima uscita terminerò questa veloce panoramica ove ho cercato di far presente come nel corso della sua esistenza l’Umanità nelle molte culture di cui s’è arricchita s’è sempre confrontata con la vita, con problemi di salute, malattia, possibili cure e necessità dei singoli come dei “gruppi” di cui i singoli sono parte integrante. Cordiali saluti. Robino Mariano

giovedì 2 febbraio 2012

Trattamenti convenzionali - non convenzionali (6/20)

Passo ora ad un altro settore
- IV -
Sistemi medico terapeutici: meritano un discorso a sé poiché, anche se non fanno ancora parte integrante della MEDICINA CONVENZIONALE, viene tuttavia unanimemente loro riconosciuto l’avere un “corpus” completo a livello di fisiologia, diagnostica e terapia; alcuni sono relativamente recenti, altri si sono evoluti e perfezionati nel corso di secoli, di questi ultimi alcuni hanno addirittura un sistema approvato e riconosciuto, come nel caso della Medicina Tradizionale Cinese, con tanto di insegnamenti universitari:
  • Auricoloterapia: nasce in Francia ad opera del dott. Paul Nogier, cui capitò di visitare alcuni pazienti che erano stati curati da un guaritore; seppe così che queste cauterizzazioni venivano normalmente fatte in Corsica da maniscalchi per curare dolori sciatalgici. Indagando se c’erano precedenti nella medicina, scoprì che lo stesso Ippocrate aveva descritto la scarificazione della regione posteriore dell’orecchio per curare l’impotenza e la sciatica; che Galeno descrisse l’uso terapeutico della scarificazione dell’orecchio per curare alcune patologie. Scoprì così che nell’orecchio sono contenute le rappresentazioni delle innervazioni dei vari organi ed apparati in modo tale da formare sul padiglione auricolare l’immagine di un feto rovesciato; nel 1956 realizzò la prima mappa dei punti riflessi da utilizzare per la riflessoterapia tegumentaria: mediante infissione di aghi o con altre stimolazioni è possibile provocare dei riflessi che inducono delle stimolazioni di tipo neurogeno in organi e tessuti del corpo umano. In questa disciplina terapeutica il concetto di malattia non si discosta minimamente da quello della Medicina Ufficiale.
  • Fitoterapia: fondamentalmente vede il suo inizio nella preistoria, giacché l’utilizzo terapeutico di piante od estratti di piante sia per curare le malattie che per mantenere lo stato di benessere si ritrova in tutti i sistemi terapeutici umani, da quelli più antichi basati sull’osservazione e metodo empirico, sino a quelli più sofisticati della biomedicina dei nostri giorni.
  • Iridologia: le prime notizie sono contenute nei Papiri Medici dell’Antico Egitto, 1500 a.C. circa, ove si trovano riferimenti all’analisi dell’occhio in relazione con le malattie; documenti mesopotamici di oltre duemilacinquecento anni fa fan riferimento a presunte relazioni esistenti tra variazione del colore dell’occhio e malattie epatiche, od approssimarsi della morte; ad oggi si può notare come anche nella Tradizione Medica Cinese l’osservazione dell’occhio e dell’iride è stata utilizzata a fine diagnostico: le varie zone dell’iride e della sclera sono considerate legate agli elementi costitutivi dell’uomo secondo la teoria su cui si basa l’agopuntura, ove il corpo umano è considerato un insieme coinvolgente numerosi “sistemi funzionali” che debbono essere in equilibrio tra loro affinché l’individuo possa godere di vero e pieno benessere. La moderna iridologia è dovuta a Ignatz von Peczely, medico ungherese che pubblicò la prima topografia iridea rappresentante le varie parti del corpo, basata sull’idea che in presenza di un’anomalia in uno specifico organo la corrispondente zona dell’iride manifesta alterazioni caratteristiche specifiche.
  • Naturopatia: è una scienza multidisciplinare col fine di promuovere l’educazione della salute individuale e sociale; non cura tanto la specifica malattia, ma l’individuo nella sua interezza, si avvicina quindi al malessere ed al disagio accusati con l’attenzione rivolta a tutte le circostanze somatiche, emotive, spirituali, culturali, biochimiche, che possono esserne causa: ogni individuo vien visto nella sua totalità ed unicità, sulla base delle specifiche caratteristiche costituzionali e dello stile di vita, viene quindi considerato farmaco qualsiasi sostanza naturale avente per le sue proprietà virtù terapeutiche, utili cioè ad attivare le capacità autorisanatrici del corpo, ponendo in essere le condizioni idonee per dargli l’opportunità di manifestare la forza vitale e l’energia autoguarente che da sempre è insita nell’essere umano ed è l’unica vera guaritrice.. Ha origini antichissime e ad oggi contempla elementi della Medicina Classica quali anatomia, fisiologia, genetica, patologia, ecc., come pure fitoterapia, aromoterapia, floriterapia, omeopatia, ecc.. Il termine Naturopatia venne adottato nel 1895 da John Scheel, medico di New York.
  • Tibb e Unani: è una forma di medicina che è stata adottata da molti popoli ed in diverse epoche a partire dalle regioni orientali del Mediterraneo, all’Asia , al Nord Africa, anche in stati europei nel periodo di massima espansione musulmana. Venne elaborata da praticanti Ebrei, Cristiani e Musulmani che vi armonizzarono le loro conoscenze. Unani = greco/ionico e Tibb = medicina vengono dall’arabo; il concetto base di quest’arte curativa è che il corpo umano è un luogo ove interagiscono “fluidi” (prodotti dalla mistura di quattro elementi - fuoco, terra, acqua, aria - e le corrispondenti qualità - calore, freddo, secchezza, umidità - che si manifestano come umori) e “forze” del cosmo: la digestione è la trasformazione del cibo ad opera del calore innato del corpo per produrre i quattro umori e la composizione degli umori nel corpo di ogni singolo individuo, ne produce il suo temperamento caratteristico, responsabile delle reazioni personali: pur ammettendo l'esistenza di microbi, il sistema unani sostiene che è lo squilibrio originale di temperamento che fornisce un ambiente biologico alterato in cui questi virus e batteri possono prosperare; così come le cause dello squilibrio iniziale di temperamento si possono trovare in elementi “sottili” della vita: l’aria respirata, i cibi e le bevande assunti, attività, riposo, sonno, veglia, digestione, evacuazione, emozioni. L’aria respirata è considerata il nutrimento più importante, il respiro è la connessione tra la nostra forza vitale e la “luce” del cosmo. Lo stato di salute è il risultato di un’armonia degli umori; curare la causa della malattia equivale quindi a ripristinare l’armonia degli umori: se il sintomo viene curato, ma non si riequilibrano gli umori, la malattia si ripresenterà o sorgeranno altri sintomi in altre parti del corpo; il corpo umano è visto come la perfetta sintesi dell’equilibrio tra materia e psiche, quando questo equilibrio viene turbato la cosa migliore è affidarsi al naturale potere di auto-guarigione dell’organismo, che può essere aiutato a mezzo di idonea dieta, opportuni trattamenti a base di erbe e trattamenti manuali sul corpo.
Per problemi di spazio rimando l’accenno all’omeopatia alla prossima uscita. Cordiali saluti. Robino Mariano