giovedì 28 giugno 2012

Trattamenti convenzionali - non convenzionali (13/20)

Avevo posto la domanda: “A chi e/o che cosa è dovuta questa volontà di informazione parziale = disinformazione nei riguardi di queste cure, diverse sì, eppure fondamentalmente utili, nonché di gettar discredito su chiunque a queste si dedichi con umiltà, coraggio e costante impegno?”, facendo presente come anche le battute e quel sorrisetto ironico sul viso dei più bonari non son certo segno di stima e tutto ciò è passivamente accettato dalla maggior parte di quelle stesse persone capaci di far “fuoco e fiamme” in altri casi. Avevo fornito una possibile risposta nel fatto che la cultura in cui cresciamo è ancora piena di idee ereditate dall’Illuminismo, basato su ragionamento, tolleranza e libertà di giudizio, che unito alla Rivoluzione Scientifica fornì la base per il successivo progresso civile, economico e sociale; e consigliato di togliere “paraocchi e tappi” per tornare ad essere liberi nelle nostre decisioni Il valore completo compreso in “ragionamento, tolleranza e libertà di giudizio” non è così restrittivo come quella parzialità nell’informazione lascerebbe presupporre, quindi questa Società necessita solo d’un attimo di riflessione per fare il punto, comprendere, dopodichè programmare quanto serve; ad evidenziare ciò vediamo come già la Carta di Ottawa del 1986 sottolineava l’importanza della salute individuale, raggiungibile come riflesso d’una società in cui tutte le componenti devono concorrere a migliorarla; sagacemente si faceva notare come la promozione della salute non è responsabilità esclusiva del settore sanitario, ma richiede un’azione coordinata da parte di tutti i soggetti coinvolti: governi, settore sanitario e gli altri settori sociali ed economici, le organizzazioni non governative e di volontariato, le autorità locali, l’industria ed anche i mezzi di comunicazione di massa. Veniva messo chiaramente in luce come le persone di ogni ceto sociale sono coinvolte come individui, famiglie e comunità. Coinvolgendo anche i settori che influiscono sulla salute stessa con un approccio intersettoriale per realizzare iniziative in grado di migliorare lo stato di salute della popolazione, questa Carta porta inesorabilmente il problema all'attenzione dei responsabili delle scelte in tutti i settori, a tutti i livelli, invitandoli alla piena consapevolezza delle conseguenze sul piano della salute di ogni loro decisione, e ad una precisa assunzione di responsabilità in merito. Viene chiaramente evidenziato come i cambiamenti dei modelli di vita, di lavoro e del tempo libero hanno un importante impatto sulla salute. Lavoro e tempo libero dovrebbero esser una fonte di salute per le persone. Il modo in cui la società organizza il lavoro dovrebbe contribuire a creare una società sana; cosicché s’arriva alla promozione della salute per generare condizioni di vita e di lavoro che siano sicure, stimolanti, soddisfacenti e piacevoli. In conclusione, si evidenzia oltre ogni ragionevole dubbio come sia indispensabile “moralità, coesione e forza nell’azione della Comunità”. Ma una tale Comunità non può essere divisa = frammentata in se stessa, altrimenti non può sussistere. L’essenza di questa mia chiacchierata è: “Qual è il modo migliore per occuparsi dell’essere umano in modo completo?”. Come ho cercato di mettere in evidenza, le proposte per ampliare ed integrare le nostre conoscenze non mancano e la loro accettazione non porta a rinunciare alla nostra identità culturale e scientifica, ma chiede di trovare il coraggio di guardare in tutte le direzioni: potremmo aver lasciato dietro di noi quanto andiamo cercando, ma se non ci giriamo non ce ne accorgeremo mai . . . l’essere umano non è infallibile; ciò che in un determinato periodo storico s’è interamente buttato, magari contiene qualcosa di ancora necessario. Il progresso scientifico è stato senz’altro utile alla Medicina, oggi si possono fare esami diagnostici impensabili anche solo qualche anno fa; gli stessi farmaci, opportunamente utilizzati, sono oggi in grado di portare a guarigione in molti casi; tuttavia . . . vi son ancora “malesseri” privi di rimedi adatti. Ecco come Terapie e Medicine non Convenzionali, più vicine all’essenza dell’essere umano integrato con l’”ambiente”, sia quello scientificamente conosciuto che quello sconosciuto, e molto più in linea con principi di rispetto e salvaguardia di quest’essere nella sua interezza non solo fisica, possono rappresentare un valido aiuto e completamento: è auspicabile un rinnovamento nel modo di affrontare dolore e malattia. Il processo che ha portato l’Occidente ad essere quello che oggi è affonda le sue radici nel mondo greco antico, che rappresenta l’elemento di discontinuità all’origine della scienza moderna con la costruzione teorica che origina dalla speculazione filosofica e rimane struttura portante del sapere: consiste nel concepire il sapere come un processo razionale che permette di conoscere in modo pieno ed adeguato una data realtà; da allora non fu più possibile limitarsi ad affermare l’esistenza di una realtà e descriverla, ma diventò necessario comprendere il perché di quella determinata realtà. Ecco che la Ragione venne “incoronata” dal momento che permette di conoscere l’oggetto del nostro studio, indagarne cause ed effetti e fornire dimostrazione dei risultati raggiunti attraverso principi universali. Altro grande cambiamento avvenne tra Umanesimo e Rinascimento con la nascita della scienza moderna, che provocò diversi punti di frattura col precedente orizzonte conoscitivo:
  • la natura viene ridotta ad oggetto di ricerca da parte dell’uomo slegata completamente da qualsiasi carattere metafisico;
  • si scoprono e si utilizzano nuovi strumenti come ad esempio telescopio e microscopio;
  • si assiste al trionfo del linguaggio matematico applicato alla fisica;
  • si diffonde una mentalità sperimentale basata sull’osservazione sistematica dei fenomeni e sul controllo dei risultati;
  • l’essere umano acquista fiducia in se stesso e nella propria capacità di scoprire e fare senza “interventi superiori”.
Questa Rivoluzione Scientifica fece definitivamente crollare teorie che per due millenni avevano costituito dei punti di riferimento per gli uomini. Si giunge così all’Illuminismo che vide la battaglia da una parte contro le resistenze di quanti difendevano il “sapere aristotelico” e dall’altra contro “maghi e stregoni”: la magia considerava il mondo alla pari di un essere vivente; il mago, a mezzo di conoscenze nascoste e segrete rivelate solo agli iniziati, poteva provocare trasformazioni al di fuori del normale; al contrario la scienza non ammette segreti, si schiera contro l’idea della presenza dell’Occulto (conoscenza di ciò che è nascosto, sovrannaturale, in antitesi alla conoscenza del visibile; studio di una realtà spirituale più profonda, che sta sotto la superficie delle cose e non può essere compresa usando solo ragione e scienza materiale: naturalmente la scienza rifiuta sia ciò che non si piega ai suoi metodi d’indagine, così come continua ad indagare su ciò che non sa spiegare, ma è altrettanto vero che la scienza è solo una delle forme di sapere umano; così come non tutto ciò che è definito “occulto” è un bene da valorizzare). Cordiali saluti. Robino Mariano

giovedì 7 giugno 2012

Trattamenti convenzionali - non convenzionali (12/20)

Come ho fatto presente l’essere umano è fondamentalmente un “animale socievole”, ma la cultura dell’immagine, dello scontro per trionfare, . . . , quotidianamente imposta da giornali, televisione, ecc., porta a prefissarsi traguardi spesso troppo distanti dalle proprie reali possibilità, troppo legati all’avvento d’un fatto straordinario e casuale al tempo stesso; ad un certo punto può accadere che i desideri a lungo repressi, unitamente alla troppa sofferenza inghiottita e dovuta al fatto di “non farcela nonostante che ce la si metta tutta”, minino il fragile equilibrio interiore di molti: ecco che l’aggressività può emergere in manifestazioni anche estreme e razionalmente inspiegabili. Serve una “correzione di rotta”: è bene rimanere “animali sociali”, nonostante tutta la complessità di quell’insieme di inter-azioni ↔ inter-dipendenti e del costante paziente impegno che il fare questa scelta porta necessariamente con sé, resta comunque una protettiva “armatura” ed una ricchezza da non sottovalutare. Per socializzare davvero è necessario ridurre al minimo le occasioni di scontro per trionfare sugli altri; è necessario dedicare tempo ad incontrarsi fisicamente, anziché voler guadagnar tempo (per farne cosa poi di effettivamente utile?) incontrandosi per lo più virtualmente: nell’incontro virtuale si resta fisicamente soli; non è qualcosa che va eliminato, ma assolutamente non è da privilegiare. Giungere a saper apprezzare lo star soli è importante, ma non equivale allo stare in compagnia d’un hardware dotato di software che ci permettono . . . “bombardandoci ed invadendoci”; star soli vuol dire non temere il “silenzio” ed il “distacco dal mondo”, sapersi interiorizzare ed ascoltare “l’Intimo Maestro”, accettare il cambiamento, . . .: saper vivere la solitudine nel silenzio ed arricchirsene equivale a trasformare un potente veleno in medicina; è un traguardo elevatissimo che non può essere preso in considerazione con superficialità, giacché non ci si avvedrebbe dei tanti pericoli che come mortali serpenti potrebbero “mordere” iniettandoci un letale veleno, ma a cui si può tendere con umiltà e pazienza; indispensabili sono un percorso di crescita interiore, fiducia nell’UNITA’ ASSOLUTA e nei “mezzi” messici a disposizione, costanza e volontà di non lasciarsi abbattere, capacità di sacrificio, di sopportazione, unitamente a studio, riflessione, meditazione ed un grande e continuo lavoro su se stessi; non è certo qualcosa che l’attuale modo di vivere rende agevolmente raggiungibile: il veleno non correttamente trattato, uccide! Abituati al mondo virtuale, però, non se ne ha purtroppo più l’indispensabile consapevolezza . . . ed i risultati si vedono. Il non restare fisicamente soli richiede l’esistenza di una comunità in cui essere inseriti. Per formare una comunità veramente salda e capace di vicendevole sostegno, non basta limitarsi all’incontrarsi in palestra, discoteca, pizzeria, ecc., dev’esserci alla base l’educazione ad essere gente capace di lavorare insieme, progettare insieme, produrre insieme, vicendevolmente soccorrersi, soffrire, ridere e gioire insieme: fondamenta solide. Viceversa, prendiamo il caso di una casa costruita su fragili fondamenta, non può reggere in condizioni difficili ed è destinata a crollare, con grave danno per gli occupanti. Ecco perché ho insistito sulla necessità del comprendere il significato e l’importanza del sapersi e volersi relazionare “faccia a faccia” con gli altri, lasciando la sfida (che trasforma anche l’amico in avversario = nemico da battere) in secondo piano: il virtuale ha enormi potenzialità, ma limiti ancora più grandi e rischi oltre il prevedibile. Purtroppo questa società, anche imponendo traguardi spesso impossibili da raggiungere ai più, non solo non aiuta a formare Comunità, ma può portare alla frammentazione: individui soli e tristi come mosche imprigionate in quella ragnatela che magari aveva attirato la loro attenzione. Non bisogna essere nemmeno troppo pessimisti, di solito “il diavolo non è brutto come lo si immagina”, una volta che il pericolo è individuato, volendolo le possibilità di salvarsi diventano numerose. Certo è che molti sono coloro che, anche in buona fede, “remano contro” a tale inversione di tendenza; in questa società il frammentatissimo Approccio Scientifico è di sicuro il ben-venuto, mentre quello delle Terapie olistiche, non andando per questa strada, non può che trovare ovunque ostacoli d’ogni tipo; sovente i pazienti vi ricorrono perché trovandosi all’ultima spiaggia compiono un ultimo disperato tentativo: quando tutto sembra ormai perduto ci si attacca a qualsiasi cosa nella speranza di . . ., ma sono veramente pochi ad essere davvero convinti del valore di queste discipline che tanto si discostano da quanto gode di pieno riconoscimento. Fondamentalmente v’è una cultura molto limitata ed ostile nei riguardi del “naturale” e delle discipline di “riequilibrio energetico”, che spesso ed in molti modi possono venir innocentemente derise ed in alcuni casi anche apertamente screditare: vengono portati all’attenzione del grande pubblico casi di loschi individui che per i più disparati motivi s’approfittano di chi è nel bisogno e/o sta soffrendo, ma ci si guarda bene dal dare spazio, “portando in equilibrio i piatti della bilancia”, a chi opera in modo corretto a beneficio di chi usufruisce della sua opera, cosicché quanti hanno ricevuto il primo messaggio possano seriamente confrontarlo col secondo e giungere ad equo giudizio. Certamente gli imbroglioni ci sono come in qualsiasi altro campo, non per nulla v’è il detto “ladro in guanti gialli”, molti però sono gli onesti che in questo modo non vengono creduti e rispettati come tali. A chi e/o che cosa è dovuta questa volontà di informazione parziale = disinformazione nei riguardi di queste cure, diverse sì, eppure fondamentalmente utili, nonché di gettar discredito su chiunque a queste si dedichi con umiltà, coraggio e costante impegno? Anche le battute e quel sorrisetto ironico sul viso dei più bonari non son certo segno di stima. Ed infine, qualcuno s’è mai chiesto come mai tutto ciò è passivamente accettato dalla maggior parte di quelle stesse persone capaci di far “fuoco e fiamme” in altri casi? Il fatto è che la cultura di cui iniziamo a nutrirci insieme alle prime poppate è ancora piena di idee che abbiamo ereditato dall’Illuminismo, che se pur ha avuto dei meriti, tuttavia ha anche portato i semi da cui sono germogliati molti mali odierni e del recente passato: non siamo, come crediamo, liberi in tutte le nostre decisioni, ma condizionati; non dobbiamo vergognarcene e neppure sentirci sviliti o depauperati, bensì consci d’avere “paraocchi e tappi nelle orecchie” avere il coraggio di toglierli, guardare ed ascoltare il tutto onde poter davvero decidere con la propria testa . . . e dire che proprio su ragionamento, tolleranza e libertà di giudizio si fondava l’Illuminismo, che unito alla rivoluzione scientifica fornì la base per il successivo progresso civile, economico e sociale. V’è già molta “carne al fuoco”; meglio fermarsi. Cordiali saluti. Robino Mariano