- le proposizioni empiriche, ad esempio “tutti i gravi cadono verso il centro della Terra”, che sono quindi verificate a mezzo d’esperimenti; rientrano quindi anche tutte le teorie scientifiche;
- le verità analitiche, ad esempio “la somma degli angoli interni d’un quadrilatero convesso è pari a 360 gradi”, che sono quindi vere per definizione; rientrano quindi anche tutte le proposizioni matematiche.
giovedì 19 luglio 2012
Trattamenti convenzionali - non convenzionali (14/20)
Riprendo dal fatto che questa Rivoluzione Scientifica portò all’Illuminismo, quindi alla battaglia da una parte contro le resistenze di quanti difendevano il “sapere degli antichi maestri” e dall’altra contro “maghi e stregoni”, che consideravano il mondo alla pari di un essere vivente e che, fedeli a conoscenze segrete gelosamente conservate e tramandate solo agli iniziati, sostenevano di poter fare quanto è normalmente impossibile, contrariamente ai cultori della scienza che non ammettendo segreti si schierarono contro l’idea della possibile esistenza dell’Occulto = conoscenza di ciò che è nascosto, che è sovrannaturale, in antitesi alla conoscenza del visibile; realtà spirituale più profonda, quella Verità che sta sotto la superficie delle cose e non può essere compresa usando solo ragione e scienza materiale: sta di fatto che per sua stessa natura la scienza rifiuta ciò che non si piega ai suoi metodi d’indagine e conseguentemente non può trovare il modo di spiegare. È altresì vero, però, che non tutto è accessibile alla scienza che conosciamo.
È da questo periodo storico che si inizia a definire ciarlatano chi sostiene di lavorare con mezzi non indagabili scientificamente; è un condizionamento mentale che, come un’informazione genetica, è passato attraverso le generazioni, ma non è assolutamente detto che poggi sulla Verità. La ricerca della Verità per mezzo dell’esperienza, così come a quei tempi s’è scontrata con l’autorità che da secoli veniva riconosciuta agli antichi (es.: Aristotele, Platone, Tolomeo, ecc.), allo stesso modo cozza violentemente oggi contro i condizionamenti retaggio di quei tempi: benché sia lapalissiano che tutto l’umano sapere ci viene dalle umane percezioni, giacché l’umana conoscenza è figlia dell’esperienza, non va tuttavia mai dimenticato che v’è dell’altro e comunque siamo noi a dover sempre rendere conto alla Vita e mai viceversa; inoltre la vita è piena d’un’infinito numero di “cose - ragioni” che non è affatto detto debbano esserci note: alcune possono venir percepite solo da alcuni (ogni individuo è unico), altre mai verranno percepite; quel che noi ne pensiamo in proposito non ha importanza alcuna, non essendo in nostro potere apportar modifiche al modo con cui ne vien data coscienza. Anche la scienza deve inchinarsi alla Vita.
L’evoluzione vale anche per i movimenti di pensiero; dall’Illuminismo nel XIX secolo si passò al Positivismo che fu caratterizzato da una tale fiducia nel progresso scientifico da voler applicare il metodo scientifico a tutte le sfere della conoscenza e della vita umana; nel XX secolo si passò al Neopositivismo, detto anche Empirismo Logico, che giunse ad affermare: “una proposizione ha significato solo nella misura in cui essa è verificabile”. Questo penso sia stato il culmine evolutivo, dopodichè è iniziato l’inevitabile declino; da quanto ho letto, infatti, ad aver significato sarebbero state solo più:
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