Per meglio riflettere sul problema dei genitori in crisi, mi sembra opportuno ricordare che come per arricchire il figlio col doppio dono di cui ho parlato è necessaria
- da una parte l’accettazione del figlio per quello che è, valorizzandone le qualità personali e al tempo stesso non pretendendo di modellarlo secondo i propri criteri;
- dall’altra il controllo = sapersi mettere in gioco senza abbandonare il proprio ruolo per guidare e stimolare il figlio sia sul piano psicologico che su quello comportamentale rispettando le sue tendenze;
- partendo da quella reciproca accettazione che aveva loro permesso di edificare la coppia, non porre un secco rifiuto a come negli anni l’altro/a è cambiato/a, ma con calma, coraggio e umiltà reciprocamente voler comprendere (sempre possibile se davvero ci si vuol bene) i motivi che hanno indotto i mutamenti e,
- sfruttando la sfida alla loro intelligenza e maturità posta in essere dalla crisi adolescenziale dei figli e che nell’azione privilegia una manovra congiunta dei genitori ognuno al suo posto ma in armonica co-operazione,
- operare su se stessi e al tempo stesso con reciproco fiducioso controllo “entrare” nell’altro/a per ri-trovarsi a livello psicologico al fine di colmare i “vuoti di presenza” degli anni passati e ri-conoscersi, svuotando d’ogni potenza le incomprensioni del momento, ricostruendo ancora più saldo l’indispensabile armonico equilibrio per continuare a essere un NOI = un’Unità che può porsi come tetragono di fronte alle avversità e permettere al suo interno una calda serenità e sicurezza;
- anche accettando sia di rinunciare alla pari a qualcosa che singolarmente si vorrebbe, come di rendersi disponibili a fare qualcosa che l’altro/a personalmente desidera, consapevoli del gran valore di quanto in questo modo non si dis-perde.
Chiaramente, in seguito ai cambiamenti del sistema familiare i due coniugi per portare a guarigione la coppia e fare opera di prevenzione al fine di mantenerla in buona salute dovranno prendere in seria considerazione la necessità di coltivare con nuovo slancio interessi culturali e sociali sia come singolo individuo che congiuntamente, valorizzare l’attività lavorativa di ciascuno, re-imparare a prestare attenzione al comportamento dell’altro/a onde sapergli/le esternare la giusta gratitudine e ammirazione, ecc.; ma per non ritrovarsi caricati di svantaggi che potrebbero impedire di superare la prova, i due devono “chiudere fuori di casa” genitori, parenti e amici che, nonostante le buone intenzioni, con la loro intromissione potrebbero rendere insanabili alcuni dissidi.
Se sia singolarmente che in coppia i due riescono a elaborare questi cambiamenti, automaticamente verrà in essere un processo di ristrutturazione con positiva evoluzione della coppia stessa e i diversi “frutti” che il passare degli anni produrrà saranno motivo di serenità con non pochi momenti felici; ma se ciò non avviene e ci si limita a “rattoppare”, allora nel tempo lo “squarcio” si ripresenterà e sarà peggiore del precedente.
Come già evidenziato, le crisi possono arrivare sempre perché tante situazioni portano a disillusione e delusione nello scoprire un po’ per volta che l’altro/a ha dei difetti che non avevamo colto e che il rapporto mai potrà essere come nell’intimo ciascuno lo vorrebbe;
- mai dimenticare quindi che ogni essere è unico, non può essere fatto diventare un altro e non è perfetto,
- sempre coscienti che è possibile superare le prove (dispensate a piene mani dalla vita acciocché misurandoci con esse impariamo a conoscerci e diveniamo così sempre più consapevoli del valore dell’esistenza) solo nel fiducioso reciproco sostegno e contributo, quindi è necessario evitare sia di assumere la “posizione di vittima”, come di “lasciarsi cadere le braccia” e ridursi a vivere in modo frammentato (di cui già ho parlato);
- ricordando che ognuno di noi è il momentaneo risultato d’un bilanciamento di tante polarità presenti e dei diversi opposti in lui/lei essenti, che continuamente danzano tra loro e si cedono il passo per dare consistenza e forma a un insieme vitale teso all’evoluzione: è con precisi atti di volontà che si può progredire come regredire.
- Consapevoli che la complementarietà permette assoluta libertà nell’inter-dipendenza e vera unione nell’inter-azione; pertanto, anche se nessun essere umano è perfetto, l’imperfezione dell’uno/a può far la differenza e renderlo/a perfetto per l’altro/a, rendendo così possibile un miglioramento in continua positiva evoluzione per entrambi.
Nella prossima uscita parlerò di quando purtroppo non si riesce a salvare la coppia.
Cordiali saluti.