giovedì 25 dicembre 2014
Terapia Energetica e crisi di identità 21 di 32
Un puro caso ha fatto si che passando il tempo il giorno della cadenza trisettimanale con cui gli articoli vengono messi in rete coincidesse col giorno in cui si ricorda la Nascita di Gesù Cristo.
Oltre a fare a tutti gli auguri di passarlo nel modo migliore, ne approfitto per ricordare come nella ricorrenza è contenuto un messaggio di Speranza importante ancor più oggi, ove la capacità di sperare è messa a dura prova. Purtroppo questa nostra società continua a mettere in secondo piano l'Annuncio Religioso (non è far propaganda per una Religione; come penso abbiate capito, ho letto e attinto dalle Sacre Scritture di diverse Religioni, che ad una ad una rispetto: v'è una Verità di fondo che nessuna rigetta, solo leggendoLe e riflettendoci su è possibile conoscerLa e trarne giovamento; quindi, dalla coscienziosa lettura di quei Testi se ne può trarre un guadagno.) evidenziando solo l'immagine d'una festa di consumi, che porta pure ingiustificabili sprechi; mentre quel messaggio è l'inizio di un'istruzione tesa a farci comprendere il significato della Vita: questo è reale motivo per rallegrarsi e far festa, non giustifica consumi eccessivi, senz'altro condanna ogni spreco.
Tornando all'articolo va rilevato come sia indubbio che quanto al momento si sa è unicamente quanto si constata che accade; mentre non v'è certezza del definitivo perché ciò accada, ovvero per qual motivo così e non diversamente è strutturata questa realtà: qual è il suo scopo effettivo? Studio e sperimentazione negli anni portano a scoprire e conoscere varie leggi fisiche; utilizzandole correttamente si può progettare - costruire e trarne vantaggi, ma fuor dalla portata degli esperimenti fisici sta lo scoprire il motivo di fondo per cui così dev'essere questa realtà: a qual risultato deve portare? Pertanto, affermare che i pensieri nascono nel cervello è un'opinione rispettabile, ma nulla più di un'opinione: la stessa Natura che opera in questa realtà di fatto utilizza la materia per porre in atto un certo piano evoluzionistico, ma non è dimostrabile che la Natura dipenda dalla materia: potrebbero esistere anche altri "strumenti" di cui si serve e di cui ignoriamo l'esistenza e la Natura stessa esistere a un livello superiore a quello materiale; l'importanza di questo mezzo, cui alcuni vorrebbero dare suprema rilevanza, in tutto ciò è equiparabile solo a mattoni - calce - cemento - ferro - . . . nelle mani dei costruttori, o a pennello - colori - supporto - . . . per dare forma all'estro d'un pittore, ecc.; ma nulla più.
Guardando il tutto da un'altra sfaccettatura, vediamo che in questa fisicità il tipo di organismo in cui gli esseri umani vivono utilizza gli enzimi come catalizzatori capaci d'abbassare l'energia di attivazione delle reazioni chimiche utili e nel contempo renderle molto più veloci, gli ormoni quali messaggeri chimici per trasmettere segnali che possono attivare o inibire determinate funzioni fisiologiche; lavora con pompe e meccanismi vari e tutto ciò che in esso sta ha un preciso scopo. Lo stesso vale anche per gli altri appartenenti al Regno Animale, con possibili differenze legate alla particolarità con cui la vita si presenta nelle sue varie espressioni. Chiaramente l'organismo, che è un essente intelligente, comprende ciò che gli diciamo quando gli mettiamo dentro quelle stesse sostanze ch'esso usa per compiti specifici e reagisce di conseguenza (questo è campo in cui opera ad esempio la farmacologia, i cui prodotti sanno essere assai utili); ma tutto ciò equivale unicamente ad aver imparato una lingua, potersi esprimere in quell'idioma ed essere compresi da chi lo parla.
Non voglio certo togliere importanza ai grandi e utilissimi passi avanti fatti dall'umana scienza, né in modo alcuno sminuir l'importanza delle scoperte che il Pensiero Occidentale ha reso possibili soprattutto in questi ultimi cinque secoli; ma semplicemente ricordare che ciò non è tutto: per raggiungere questi risultati molto da questo Pensiero è stato sacrificato; e non si può dire "a ragion veduta", giacché ha pure prodotto i motivi che stanno alla base di terribili crisi con cui si debbono confrontare gli umani, che insidiano e stritolano i più fragili e soli, che stanno rendendo dis-umane e sempre più ostili alla vita le odierne società non più sorrette dalla "saggezza antica" capace d'un "respiro pieno" che va al di là del prettamente materiale, scientificamente verificabile: nelle possibilità dell'umano livello di esistenza rientra più di quanto si sia portati a credere, tuttavia gli evidenti nostri limiti, che tanti guai causano, fanno notare la necessità di non dimenticare mai che, secondo un detto popolare, non siamo i "padroni del vapore".
Senza tirare in ballo quanto si può "conoscere" operando con l'Energia (un mondo scientificizzato e frenetico come quello d'oggi non sopporta neppure l'idea che tanto in totale umiltà ci si debba-possa impegnare per apprendere come si opera a livello energetico e quant'altro utile per completare la propria preparazione; meglio definire queste pratiche buffonate e ciarlatani quanti sostengono il contrario, che dover riconoscere pari dignità tra queste terapie e altre convenzionali: proprio il voler rifiutare credito a queste "vie" e rispetto a quanti efficacemente operano, permette che prosperino e si diffondano quanti vendono "fumo" a chi soffre), si potrebbe "girare la frittata" e riflettere sulla possibilità che non sia l'attività cerebrale a dare origine al pensiero, bensì il contrario; quindi non sia frutto d'un Sistema Materiale la coscienza di noi e quanto/i abbiamo intorno, ma che un "Apparato Superiore" sia responsabile di questa consapevolezza e di tutte le azioni e reazioni che avvengono nei vari Sistemi Materiali che compongono il corpo: quest'idea non contraddice i risultati dei test scientifici; però ribalta la visione secondo cui l'encefalo è organo attivo e autonomo, responsabile anche del vissuto psicologico individuale, declassandolo a passivo strumento esecutore d'ordini.
Ciò in considerazione pure del fatto che andando oltre il solo regno animale troviamo interessanti scoperte in Neurobiologia Vegetale, disciplina che studia i segnali e le comunicazioni delle piante a tutti i livelli di organizzazione biologica: dalla singola molecola sino alle comunità ecologiche.
Nelle piante non c'è un analogo fisico dell'animale tessuto nervoso, ma cellule che, soprattutto nelle punte delle radici, sono in grado di produrre segnali elettrici sotto forma di potenziale d'azione (vedi uscita 18) e di trasmetterli alle cellule vicine: già Charles Darwin sosteneva che gli apici radicali dessero forma a un "cervello sparso" delle piante capace tanto di percepire segnali dall'ambiente che di prendere decisioni sulle strategie d'azione; oggi è stato dimostrato che le radici hanno strutture capaci di elaborare e trasmettere questi segnali e che molte sostanze presenti nel nostro cervello con la funzione di neurotrasmettitori sono presenti anche nelle piante; che mancanza o eccesso di certe sostanze portano la radice a crescere in modo anomalo; che la zona degli apici radicali consumando molto più ossigeno delle zone vicine indica una forte richiesta di energia, quindi si dimostra sede di qualche intensa attività non ancora ben conosciuta.
Con l'occasione porgo a tutti i migliori auguri per un 2015 fruttuoso, sereno e lieto.
giovedì 4 dicembre 2014
Terapia Energetica e crisi di identità 20 di 32
Ricordando le parole del Cristo ho voluto portare la riflessione sia sul fatto che si parla tanto di amore quale importantissimo elemento per "assaporare" la vita in armonia e felicità, salvo poi dover prendere atto che molto spesso non è presente in noi e nella nostra vita, sia sul fatto che ci siamo abituati a etichettare "amore" un gran numero di surrogati che stanno in pensieri - atteggiamenti - emozioni nostre. Man mano che si acquista consapevolezza di se stessi e della Vita ci si rende conto che quei surrogati nulla hanno a che fare con l'amore e al tempo stesso come il modo di vivere che tanto va "di moda" tende a rendere il "Cuore" arido e sterile, preparando così il terreno a "cataclismi spirituali" capaci di portar "buio, freddo, morte e zizzania" nella vita.
Senza scendere nei particolari voglio ricordare che esistono altri punti di vista su quanto all'essere umano è necessario per far si che corpo - mente - intelletto - antahkarana (organo spirituale/ponte secondo la tradizione vedica, che permette all'individuo che evolve spiritualmente di collegare la mente inferiore con quella superiore) siano un tutt'uno per riconoscere l'ingannevole apparenza di questa realtà e così divenir consapevole che nel mondo nulla è separato da lui, e di qui avanzare verso la conoscenza/saggezza suprema, che consente di raggiungere in modo diretto il risveglio spirituale. In Cina e Giappone è conosciuta una frase attribuita a Confucio, che in modo diverso presenta lo stesso ammonimento: "Keiten Aijin", ovvero: venera (kei) il cielo (ten), ama (ai) l'uomo (jin).
Come già sottolineato in altri articoli, l’amore è libertà e capacità di donare sentendosi arricchiti e non depauperati! (le cose davvero importanti per la Vita si possono unicamente dare/ricevere in dono, non comprare e/o vendere) Permette di esistere in pienezza, protegge dai tanti danni che il voler possedere/controllare arreca, richiede però consapevole sforzo e costante impegno per conoscersi, accettare i propri limiti, migliorarsi ove possibile e divenir consapevoli del valore della Vita; porta a comprendere l'importanza di rispettare gli altri, vederli oltre l'apparenza per quanto sono e così poter co-operare lealmente in rapporti alla pari, che automaticamente tendono al massimo bene di tutti. È certamente l'ingrediente indispensabile per rendere funzionale qualsiasi rapporto, gruppo, popolo, . . . "per far fiorire il deserto". Chi davvero lavora con l'Energia non ha dubbi in proposito. Nel prendersi cura di chi sta attraversando una grave crisi anche questo va ricordato/spiegato; molte volte riesce a "reidratare" la mente "inaridita" dal dolore ed è balsamo sanificante per le ferite dello spirito.
Come ho già messo in rilievo parlando di neuroscienze e connettomica, ogni individuo ha un cervello che è unico nella sua particolarità; e questa unicità/diversità dimostra quanta differenza ci sia tra uomini/donne e computer; sebbene nel sistema razionale puro gli elementi che compongono un ragionamento hanno tutti pari dignità/importanza, infatti in una dimostrazione matematica ad esempio non vi sono argomenti che possano vantare maggior importanza d'altri, tant'è che togliendo un qualunque pezzo crolla il tutto, tuttavia il logico procedere dell'intelligenza artificiale lavora in binario 0 - 1, quindi i risultati cui perverrà possono identificarsi solo negli opposti vero ↔ falso, mentre l'umana intelligenza può ad esempio dare un ventaglio di risultati umanamente utili relativamente alle molte sfumature fisiche - mentali - spirituali - . . . che percepisce anche oltre i cinque sensi, e della stessa emozione può considerare come non vi sia un assolutamente vero e un assolutamente falso, bensì un'infinità di nuance più o meno forti e importanti che trascendono la netta distinzione tra vero e falso: questo permette la Misericordia (da non confondere col buonismo, che fa violenza alla Giustizia, non corregge chi sbaglia e "concima" il Male) che rientra nell'Amore, capace di elevar la Giustizia a un livello superiore completandola; mentre lo 0 ↔ 1 = assolto ↔ condannato permette solo fredda Giustizia e non essendo capace d'andare oltre non può portare gioia nella vita . . . potrà, forse, andar bene per una "macchina", ma uccide l'essere umano.
È anche grazie a quest'intima ricchezza e alla capacità di meravigliarsi e così risollevarsi con nuove altrimenti incomprensibili fiducia e speranza, che uomini e donne possono "guarendo tornare a vera vita".
Come ho detto, per capire cos'è l'essere umano occorre capire cos'è l'Umanità, che non è la mera somma degli esseri che la compongono; ma il problema è complicato dal peso che hanno le società umane di cui gli individui fanno parte: spesso gli individui vivono in funzione della società in cui sono, ma, per dirla in modo matematico, non sono una funzione della società, bensì della specie umana; quindi per comprendere cos'è l'essere umano non è tanto il rapporto tra individuo e società che va indagato, bensì quello tra individuo e specie umana cui appartiene. Ecco che le varie divisioni in razze, popoli, ecc. perdono importanza: sono solo parti/sfaccettature d'un intero che nella sua globalità ha la risposta che cerchiamo e nella sua universalità supera ogni divisione e conflitto . . . la lotta è tra le parti che non accettando d'esser tali cercano di prevalere e assoggettar le altre; purtroppo i risultati che vengono così conseguiti non sono buoni e si vede. Considerandoli anche sotto questo punto di vista, ecco che i vari "Religiosi Lieti Annunci" presentano significati purtroppo troppo spesso ignorati, eppur molto utili.
Come spero sia ormai chiaro a tutti, queste mie parole non hanno lo scopo di far proseliti alle varie Religioni, bensì tendono a render evidente come una riflessione matura e senza pregiudizi su quanto l'evoluzione della moderna cultura ha reso sempre meno visibile, e "velandone" l'importanza anche poco "appetibile", può risultare un'indispensabile arma vincente nell'affrontare molte vicende della vita e fare la differenza in varie situazioni. Tutto ciò perché compito d'un terapeuta energetico è pure il "rendere testimonianza alla Verità"; non è importante far notare la ricchezza che si ha dentro (equivale a lodarsi, quindi è contrario all'indispensabile Umiltà); è bensì importante far vedere a chi soffre e non ha più fiducia in sé, la ricchezza ch'egli/ella stesso/a ha dentro e di cui troppo spesso non è consapevole.
Dopo tutto questa chiacchierata si può anche dare spazio a una domanda posta da alcuni: "Chi l'ha detto che i pensieri nascono proprio nel cervello?". Non è infatti sufficiente far presente come si sia compreso che le diverse aree del cervello mostrano selettivamente attività crescente all'insorgere di determinati pensieri. Neppure basta constatare che cervelli danneggiati da particolari traumi più non hanno possibilità d'effettuare determinati tipi di attività mentale.
Come si può dimostrare senza ombra di dubbio che sentimenti (es.: amore) altro non siano che l'effetto/risultato d'una serie di processi chimici che avvengono all'interno del cranio; e che invece non sia vero l'esatto contrario, ovvero che il cervello lavora in un certo modo e quei processi hanno luogo perché "resi obbligatori" dalla presenza di quel sentimento?!!!
Cordiali saluti.
Robino Mariano
giovedì 13 novembre 2014
Terapia Energetica e crisi di identità 19 di 32
Al fine di rendere sempre più evidente come il lavoro del terapeuta energetico possa essere utile per uscire da situazioni difficili e poter essere sempre più padroni della propria vita, continuo il discorso.
In molti sostengono che vi è una certa identità tra l'organizzazione del pensiero, quella del cervello e quella del sistema nervoso, che il cervello presiede pur dipendendone al tempo stesso, cosicché nel corso del tempo pensiero ↔ cervello ↔ sistema nervoso si sono evoluti insieme per cogliere la complessità della realtà. Continuando in questa direzione si può ipotizzare che il cervello partendo dalle sollecitazioni dell'ambiente in cui si trova abbia la possibilità di giungere a diversi significati lavorando sul rapporto che ha con queste; la coscienza viene quindi affinata nel tempo a mezzo di tante percezioni sottoposte a continui aggiustamenti e compensazioni a seguito di una riflessione obbligatoriamente discontinua, in quanto ogni volta parte da momenti di vita per lo più slegati tra loro e situazioni che mai sono uguali; ciò implica che non potrà mai essere perfetta; considerando poi quanto gli umani siano intimamente tra loro diversi, qualsiasi risultato il lavoro congiunto dei vari umani "cervelli" raggiunga sarà sempre imperfetto; e questo motiva anche i costanti insuccessi nel costituire società in grado di rispondere validamente alle necessità dei singoli. Di conseguenza, anche se sviluppo biologico del cervello e del sistema nervoso riguardano la Biologia, che pare cosa diversa e separata dal pensiero invece riguardante lo sviluppo della coscienza e della cultura, a livello di essere umano i due settori vanno considerati strettamente connessi.
Questa considerazione poggia sul fatto che dalla logica generale, vista come riflesso d'un rapporto tra un soggetto, che è l'Umanità nel suo insieme, e un oggetto, che è l'organizzazione della materia, a sua volta immagazzinata nel corso dei secoli tramite il linguaggio orale e/o scritto in "strutture" intellettuali dai vari singoli elaborate, viene a formarsi la logica individuale di ogni singolo essere umano; tutto ciò ha come conseguenza che i singoli pensieri traggano obbligatoriamente origine da quell'insieme di "insegnamenti", anche se l'individuo non ha consapevolezza di ciò e pensa che ogni suo pensiero sia interamente farina del suo sacco. Da questa serie di considerazioni appare come sia dall'apporto collettivo/sociale alla logica individuale che il Pensiero Umano si va inarrestabilmente "costruendo" . . . già in passato avevo evidenziato come l'essere umano è sempre stato un animale socievole, tanto che a partire dalla preistoria ha sempre contato sulla forza del gruppo per aumentare le probabilità di sopravvivenza, così anche per la caccia e poi per l’agricoltura che richiedevano divisione dei compiti e lavoro coordinato; per di più il vivere in gruppo ha obbligato i singoli a uno sforzo quotidiano per trovare equilibrio tra un me stesso “individuo” e la comunità in cui vivo, così da contribuire alla stabilità della stessa, rendendola tutti insieme salda e permettendo al tempo stesso ai singoli di lavorare - progettare - produrre insieme, vicendevolmente soccorrersi, sostenersi, insieme soffrire, ridere e gioire; pertanto l'Umanità è ben più della mera somma degli esseri umani che la compongono: riflettendo e meditando sull'Umanità nel suo variegato insieme si può giungere a comprendere cos'è l'uomo/donna . . . entra in ciò anche quel "Sentimento Religioso" così presente in molti esseri umani, che non si può con semplicioneria definire un comodo mezzo usato per trovare una risposta a quanto altrimenti non si sa spiegare; ma per non "sconfinare" non vado avanti nel discorso. Pur seguendo questo ragionamento vedo assai arduo trovare per la materia altri significati oltre all'essere considerata un mezzo utile per raggiungere un certo obiettivo.
Essendo questo un articolo che prende in esame la crisi di identità e la collegata crisi esistenziale, è chiaro che le considerazioni possano spaziare su tutto ciò che rientra nel formarsi/trasformarsi del pensiero, giacché è dal pensare/ragionare/riflettere/giudicare/convincersi/agire/reagire che le crisi si formano e prendono forza.
Va tenuto conto del fatto che quando si approfondisce un concetto si può giungere a cambiare la struttura stessa del concetto, pur lasciandone inalterata la forma; ora, dal momento che il concetto riflette la realtà è logico affermare che quest'operazione d'approfondimento e analisi ha cambiato per il soggetto quello ch'egli/ella ritiene essere il contenuto della realtà analizzata senza tuttavia che apparentemente sia mutata la forma, cosa che permette all'individuo di esclamare ad esempio "È quello che ho sempre detto!". Questo, a parte il motivare molti incontri/scontri ove ogni singolo partecipante è convinto d'aver ragione, a volte si trasforma in un "procedimento trappola" per il singolo individuo che finisce per trovarsi in "gabbia" senza accorgersene: di ciò il/la paziente va reso/a cosciente affinché possa venir fuori dalla crisi che lo/a sta stritolando.
Altro punto da notare è che il pensiero logico-razionale è di fatto un pensiero lineare-orizzontale: un solo filo conduttore si trova lungo una catena di cause ed effetti che portano da un punto all'altro in una serie consequenziale; la ramificazione che segue all'analisi della totalità di cause→effetti è ancor sempre orizzontale. Il pensiero analogico-intuitivo è invece reticolare-verticale, accetta il valore delle catene cause → effetti, ma avanza collegando con similitudini, capaci di sollevarsi e spaziare nelle varie dimensioni, sistemi che altrimenti apparirebbero tra loro scollegati. La stessa capacità di intuire, così importante nel lavoro terapeutico e che a tanti individui ha permesso di salvarsi in situazioni pericolose, può essere un "segnale" indicante i limiti della razionalità, che può portare a una scoperta, ma non a un'intuizione.
La cosa si complica se consideriamo che il pensiero si basa su diversi tipi di intelligenza di cui siamo dotati: logica, analogica, sistemica, visiva, motoria, emotiva. Come detto, ognuno di noi è al tempo stesso parte di sistemi diversi a livello micro - medio - macro e cerca di individuare il proprio posto, acciocché occupandolo possa raggiungere benessere e felicità. Osservando gruppi funzionali (famiglie effettivamente felici, comunità coese, organizzazioni che raggiungono lodevoli risultati) salta all'occhio come ci sia, anche se non facilmente individualizzabile, un "ingrediente" che manca ai gruppi disfunzionali: quest'ingrediente è detto intelligenza sistemica; particolare sensibilità che permette alle persone di capire (dapprima istintivamente poi, quando si raggiunge la maturità, anche consapevolmente) quali siano gli atteggiamenti interiori, i modi di comportarsi/relazionarsi in modo funzionale per la "salute" del sistema di cui fanno parte, e al tempo stesso che così facendo ne verrà loro un importante vantaggio personale. Come non vedere l'affinità tra questo punto e il "Salutare Consiglio" contenuto nel secondo comandamento fatto presente dal Cristo: "Amerai il prossimo tuo come te stesso"?!
Alla prossima uscita.
Cordiali saluti.
Robino Mariano
giovedì 23 ottobre 2014
Terapia Energetica e crisi di identità 18 di 32
La materia per quanto ne sappiamo è passiva e obbedisce a precise leggi; a seconda della massa di materia a disposizione avvengono determinati processi. Si pensa che l'Universo che conosciamo sia stato generato da un'iniziale distribuzione della materia che è improvvisamente collassata portando alla formazione di varie strutture: ammassi di galassie, ammassi stellari, stelle, pianeti, ecc..
Sappiamo che una nube interstellare rimane in uno stato di equilibrio finché l'energia cinetica (che genera una pressione verso l'esterno) dei gas contenuti è uguagliata dall'energia potenziale della gravità interna (che tende a farla collassare); quando la gravità riesce a vincere si ha il collasso gravitazionale con progressiva compressione della materia e formazione di un corpo massiccio, che se abbastanza grande può portare alla nascita di una stella innescando la fusione dell'idrogeno. Se la stella è molto massiccia l'enorme forza di gravità non trova forze in grado d'esserle antagoniste e oltrepassato un certo punto la contrazione è tale da generare un buco nero; al contrario se la massa non è in quantità sufficiente a innescare la fusione dell'idrogeno nasce una nana bruna, che irradia energia per la fusione del deuterio e se abbastanza grande anche per quella del litio.
Anche le stelle hanno un'esistenza limitata, che va dal collasso gravitazionale che l'ha generata sino all'ultimo collasso gravitazionale che per quanto ne so a seconda delle sue caratteristiche la trasformerà in una nana bianca, una stella di neutroni, un buco nero, . . .
Per come la conosciamo sulla Crosta terrestre la materia pare avere un'esistenza duale: un sasso ad esempio da sé rimane immobile, solo l'intervento di un agente esterno lo può far muovere, diventare caldo/freddo, ecc.; vi son condizioni che portano a fenomeni particolari come venti, fulmini, ecc.; all'interno la Terra mostra d'avere attività che continuano da quando il pianeta s'è formato e che sono conseguenza dell'azione che ne ha determinato la nascita e tutto ciò influisce sulla vita nel mare e sulla terraferma.
Risulta pertanto che questa realtà polare, come ho già detto parlando della Terapia della Polarità ideata dal dott. Randolph Stone, è basata su tre elementi essenziali: due poli opposti (positivo e negativo) ed uno neutro (cui spesso non si presta sufficiente attenzione) che obbligatoriamente va attraversato per andare da una polo all'altro.
Quando la passiva materia vien "reclutata" dalla Vita dimostra di operare in pieno attraverso questi tre punti.
Per chiarire con un esempio fatto "alla buona", ricordo che nei liquidi contenuti nel corpo all'interno e all'esterno delle cellule molte sostanze si presentano sciolte sotto forma di ioni, particelle dotate di carica elettrica positiva (cationi) o negativa (anioni). In condizioni di riposo, nella cellula gli anioni son presenti in concentrazione maggiore e viceversa all'esterno di essa sono i cationi ad essere in maggioranza: all'interno il polo negativo, la membrana è il polo/punto neutro (che si rivela essere indispensabile affinché i processi possano aver luogo), all'esterno il polo positivo; tra i cationi nel liquido intracellulare prevale il potassio (K+) e in quello extracellulare il sodio (Na+); la differenza dipende dalla permeabilità di membrana, 50-100 volte più permeabile per il K+ che non per il Na+ e al tempo stesso dalla presenza a livello di membrana della pompa sodio-potassio che di continuo espelle sodio e immette potassio. Vari tipi di stimoli (elettrici, chimici, ecc.) capaci di raggiungere l'intensità di soglia possono eccitare la membrana e così, modificando la permeabilità a K+ e Na+, generare una variazione di potenziale elettrico chiamata potenziale d'azione: l'aumento di permeabilità al sodio che si viene così ad avere determina un flusso di Na+ dall'esterno all'interno della cellula, cosicché gradatamente porta il polo da negativo → a neutro, quindi → a positivo; naturalmente poi il processo si capovolge, si ritorna da positivo a negativo e tutto ciò, che avviene in 2 - 4 millisecondi, vien definito depolarizzazione e ripolarizzazione.
Le cellule eccitabili (neuroni, cellule muscolari e neuroendocrine) non rispondono solo in modo passivo agli stimoli elettrici, ma son capaci di generare risposte attive che portano al propagarsi del potenziale d'azione; quando ciò avviene lungo le fibre nervose costituisce l'impulso nervoso: a un potenziale d'azione segue un periodo refrattario, dopodiché si può generare un secondo potenziale d'azione e così via; dal momento che il periodo refrattario impedisce che possa tornare indietro, la trasmissione del segnale elettrico lungo l'assone si propaga in una sola direzione e grazie a questo rigenerarsi del potenziale d'azione si propaga lungo la fibra senza alterazioni di forma e ampiezza fino a raggiungere la parte terminale e cominciare così la trasmissione sinaptica: con un esempio visualizzabile si può paragonare questa propagazione del potenziale d'azione alla fiamma che avanza lungo una miccia.
Sempre legati al sistema nervoso, possiamo notare come la Vita nei millenni abbia fatto evolvere i possibili utilizzi della materia in varie direzioni; restringendo all'essere umano si nota come due siano le vie con cui avviene la propagazione degli impulsi:
- Nelle fibre amieliniche si formano dei circuiti di corrente che punto dopo punto attraversano la membrana; ciò fa si che la depolarizzazione si propaghi lentamente lungo la fibra nervosa.
- Mentre nelle fibre mieliniche la membrana cellulare è rivestita all'esterno da una spessa guaina mielinica che, fungendo da isolante, impedisce il passaggio della corrente dall'interno all'esterno e solo a intervalli regolari presenta delle strozzature (nodi di Ranvier) ove manca il rivestimento isolante: il circuito di corrente si ha solo tra un nodo e l'altro e la propagazione avvenendo a salti tra un nodo di Ranvier e l'altro è molto più veloce che nelle fibre amieliniche.
giovedì 2 ottobre 2014
Terapia Energetica e crisi di identità 17 di 32
A produrre una qualsiasi crisi nell'individuo è sempre un risultato cui giunge la sua mente col suo continuo lavoro; certamente per aiutare efficacemente i singoli è sì bene conoscere il funzionamento della mente, ma ancor più è possibile se si sa cos'è la mente. Nello scorrere dei secoli in molti hanno tentato di rispondere alla domanda "Che cos'è e dove si trova la mente?"; proverò ora a guardare il problema da un'altra prospettiva.
Alcuni si basano sul fatto che se è vero che il pensiero riflette la realtà e che l'individuo conosce le forme della realtà è perché prendono forma nel suo pensiero; tuttavia non è il pensiero che fonda la realtà, ma è la realtà a dare fondamento al pensiero: è con il pensiero che l'essere umano prende coscienza della realtà e individualmente è il grado di consapevolezza raggiunto che permette l'avere un maggiore o minore grado di coscienza della realtà. Da ciò se ne deduce che la logica generale, cioè dai più accettata, riflette il rapporto tra l'Umanità (soggetto) e l'organizzazione della materia (oggetto); mentre la logica individuale riflette il rapporto tra l'individuo (soggetto) e il mondo che lo circonda compresi tutti gli altri esseri umani (oggetto). Partendo da ciò si può ragionevolmente pensare che ogni linguaggio umano (che si ipotizza si sia evoluto da un preesistente sistema di comunicazione gestuale) rappresenta l'esperienza accumulata dalle generazioni precedenti nel rapporto con la realtà: scritto o parlato, è il mezzo con cui ai singoli individui viene trasmessa l'esperienza sociale del sapere accumulato nelle generazioni
Su ciò si può fondare l'idea che la materia di per sé è priva di coscienza, ma attraverso il pensiero umano prende coscienza di sé; nasce quindi il problema di capire la realtà, divisa tra quella che sta dentro all'individuo e quella che sta fuori: la realtà nel suo insieme esiste indipendentemente dalla realtà interna, ma abitando nel suo corpo è la realtà interna che riesce a condizionare l'essere umano nella di lui/lei comprensione della realtà nel suo insieme.
Diversi sono i modi di dipanar l'intreccio tra comprensione dell'oggetto, comprensione del soggetto e rapporto tra soggetto, oggetto e diversi soggetti; tre sono le principali Linee Guida: Religione, Filosofia, Scienza. Non son queste tra loro estranee, tanto che in ognuna di esse si trovano tracce delle altre in quanto, a eccezione della prima, son totalmente frutto dell'Umanità e ogni essere umano col tempo prende coscienza e riflette in sé più aspetti dell'esistente. Non è però vero che man mano che la comprensione della realtà si completa la Religione tende a scomparire mentre filosofia e scienza tendono a fondersi, così come i "miopi" materialisti danno per scontato: scienza e filosofia "bloccate" all'umano basso livello non possono "superar lo stato fanciullesco" e conoscere il Multiverso; energeticamente è chiaro come gli Annunci Religiosi siano di fatto "Ponti" che, con le dovute "accortezze", permettono di attraversare "bui e profondi baratri" e superare "enormi distanze" per andare incontro a nuove conoscenze, solo colà raggiungibili, e poter così godere d'una Vita migliore!
Un dato ritenuto certo è che per sperimentare la realtà è necessario che la realtà esista; in questa fase dell'esistenza l'essere umano infatti impara a conoscere la realtà per lo più grazie all'esperienza che giorno dopo giorno ne ha, e questo fatto si ritiene confermi da se stesso l'esistenza di questa realtà . . . ma attenzione, anche per i sogni nel momento in cui stiamo sognando vale lo stesso tipo di conferma. Il fatto poi che l'individuo abbia bisogno della realtà per conoscerla e viverla, mentre la realtà al contrario non ha bisogno dell'individuo per esistere, e che proprio in questo consiste l'oggettività della realtà, vale anche per la Realtà Annunciata dalle Religioni: può benissimo esistere anche se l'intera Umanità non ci crede; ragion per cui il poter aver esperienza di quella Realtà (vedi meditazione - estasi - ecc.) dimostra oltre ogni ragionevole dubbio non solo che esiste, ma che vi è possibilità di conoscerla! Ecco che l'attuale pensiero, detto sia moderno che scientifico, di certo può nel suo ricercar la verità spostare il concetto di realtà a quello di esperienza, tant'è che solo risultati che non cambiano in seguito a esperimenti riproducibili vengono considerati degni della massima fiducia; in questo senso si può accettare che il pensiero scientifico abbia il merito d'aver spostato il concetto di verità a quello di realtà e quello di realtà a quello di esperienza; ma in questi passaggi non può rientrare il concetto di Verità in Assoluto: chiaramente son verità quei risultati sempre uguali non ostante il passare del tempo e i vari esperimenti condotti da ricercatori diversi, ma tutte queste verità frutto di studi ed esperimenti riproducibili altro non sono che un'infinitesimale parte della Realtà . . . non s'è mai scoperto un solo teorema che possa negare o dimostrare l'esistenza di Dio: per il semplice fatto che l'umano livello di esistenza non è sufficiente per comprendere la Realtà nella sua totalità . . . però non è impossibile giungere alla consapevolezza dell'esistenza di livelli superiori.
Passiamo a un altro punto; si dice che la coscienza riflette come uno specchio ciò che conosce nella sua interezza e se possibile anche scomposto nei suoi componenti; servono quindi almeno due passaggi: visione e seguente analisi della stessa. Anche qui si conferma che la realtà non è fatta solo di oggetti osservabili perché fisici; ad esempio una reazione chimica è indubbiamente reale e osservabile, ma non è un oggetto che ha consistenza e allo stesso modo i processi storici che tanta importanza hanno e, benché ogni singola percezione d'essi è una forma conclusa limitatamente a quell'attimo e non contiene informazioni sufficienti a comprenderli, portano a conseguenze di cui si ha coscienza solo dopo riflessioni che possono investire intere generazioni e provocare crisi più o meno gravi. Il problema viene dal fatto che questa realtà in continuo divenire ha un suo modo di apparire e i processi di trasformazione e di trapasso da uno stato all'altro non sono osservabili in quanto si presentano in forme scollegate nell'immediato e apparentemente tra loro separate; tuttavia con lo scorrere del tempo quello "specchio" archivia sempre più immagini e l'analisi può distinguere contorni sempre più netti e semplificare processi a prima vista sempre più complessi.
Ma come ogni individuo dispone d'un personale "specchio" che riflette (rapporto realtà - pensiero) e in cui si rispecchia (rapporto se stesso - pensiero) e che rispecchia (rapporti tra strutture, come può essere l'economia - la scuola - ecc., componenti la realtà; tra momenti diversi della realtà, come tra sovrastrutture, ad esempio la cultura, composte di più strutture), anche le comunità hanno "specchi" che collettivamente usano: ciò porta alla coscienza collettiva . . . come l'evoluzione naturale un gradino sopra la semplice materia.
Nella prossima uscita cercherò di portare avanti questo discorso in modo logico e al tempo stesso conforme alla Verità conosciuta attraverso il lavoro con l'Energia.
Cordiali saluti.
Robino Mariano
giovedì 11 settembre 2014
Terapia Energetica e crisi di identità 16 di 32
Altro punto d'unione tra la Programmazione Neuro Linguistica e la Terapia Energetica si trova nel modo di porsi le domande; infatti non si considera tanto il "Come mai le persone si ammalano?", quanto piuttosto "Come fanno le persone a guarire?". Quest'Arte, studiando i comportamenti delle persone capaci d'ottenere risultati eccellenti pur passando attraverso situazioni critiche e d'estrema tensione, guardando dal di fuori e dal di dentro il "processo del pensare", permette all'individuo di "ridimensionare" le credenze negative, accorgersi del resto e così beneficiare di uno stato fisico e mentale più positivo: divenendo capaci di girare sottosopra le convinzioni negative e "vedere cosa cade", i sintomi di prima si trasformano in stimoli per re-agire, tanto che lo stesso non lasciarsi "far trappetta" dallo stress diventa una sfida evolutiva e al tempo stesso si diviene consapevoli che è una propria possibilità/responsabilità raggiungere il ben-essere. Così come l'intervento energetico tende a migliorare efficacemente il modo di porsi rispetto ai veri obiettivi della vita, anche questo intervento tende allo stesso fine.
Nulla però può dire riguardo a cosa sia e dove si trovi la MENTE.
Per visualizzare la trasmissione delle informazioni nel nostro cervello si può pensare al traffico automobilistico su strade, autostrade, incroci, rotonde, ingorghi, deviazioni, ecc.; capire che strada fanno, dove nascono, come si propagano e dove vanno a finire stimoli e pensieri rientra nel campo ove operano le neuroscienze ed è l'obiettivo di uno specifico ambito di ricerca: la Connettomica, cioè l'insieme di tutti i collegamenti che i neuroni formano l'uno con l'altro nella corteccia cerebrale nel corso della vita di un individuo al fine di elaborare nel miglior modo possibile le informazioni che pervengono dall'esterno (ogni organismo vivente è costituito da un insieme di parti allestite in modo da poter determinare l'organizzazione interna, inoltre i sistemi viventi nell'entrare in relazione tra loro e col mondo esterno vengono per così dire "perturbati" ed è nel reagire a ciò che son portati a modificare le relazioni interne tra le parti di cui son costituiti al fine d'ottenere i risultati migliori per raggiungere gli obiettivi ritenuti utili; questa situazione garantisce straordinaria adattabilità e permette grande plasticità di comportamento e pensiero: il patrimonio genetico fa sì che le varie aree del cervello siano funzionalmente simili in individui della medesima specie, ma da solo mai avrebbe potuto consentire tutto ciò; è il cervello ad essere strutturato in modo che partendo dalla base genetica possa selezionare i gruppi di neuroni che con efficacia e frequenza meglio possono reagire a segnali e messaggi in arrivo da tutto il corpo; pertanto è attraverso l'attività cerebrale a mezzo dell'interazione con l'ambiente in cui l'individuo vive che vengono selezionate le potenzialità da sviluppare per venire incontro alle sue necessità; in conseguenza a ciò nel cervello d'un musicista, ad esempio, si svilupperanno maggiormente aree del cervello diverse da quelle che verranno sviluppate in un lottatore; e allo stesso modo ci saranno alcuni che svilupperanno meno alcune parti e altri che ne svilupperanno meno altre; quindi ogni cervello in definitiva è unico.). Le connessioni dipendono pertanto in gran parte dalle esperienze individuali e hanno vie preferenziali in base alla natura dello stimolo da elaborare; tutto ciò meglio chiarisce come mai ogni individuo è unico: tra le altre cose anche perché ha un cervello che è unico nella sua particolarità e capace di determinare la personalità dell'individuo.
Questo fatto porta in evidenza:
- sia come, benché in base a calcoli statistici si possano ricondurre le caratteristiche dei singoli individui in "tot insiemi" di modalità di funzionamento comuni, questo fatto ci differenzia dai computer e al tempo stesso mette in evidenza l'estrema differenza di quanto è possibile alla materia inerte, da una parte, e a quella "vivificata" dall'altra;
- sia come l'affermazione che più volte ho ricordato e che sta alla base dell'intervento energetico, "l'essere umano è indescrivibilmente più di quanto non sia la materia di cui è composto", sia fondatamente vera.
giovedì 21 agosto 2014
Terapia Energetica e crisi di identità 15 di 32
La mente umana sana è chiaramente più portata a costruire che non a distruggere, ma è altrettanto vero che è portata a compiere meno sforzi possibili, allo stesso modo del corpo umano predisposto a ottenere il massimo effetto col minimo sforzo (per farsene un'idea si possono prendere come esempi i complessi articolari formati da muscoli - tendini - capsule - ossa, infatti, benché formino per lo più leve ove il braccio della potenza è inferiore al braccio della resistenza, parendo così contraddire l'affermazione fatta, guardando i risultati che in questo modo sono ottenibili ci si rende conto che di fatto ciò permette un guadagno nell'ampliamento dello spostamento dell'estremo cui si applica la resistenza a conferma di quanto detto; tramite la fascia connettivale che circonda e avvolge ogni struttura corporea e grazie al lavoro di controllo e coordinazione fatto dal sistema nervoso, ogni singolo muscolo non è mai isolato e si presenta come parte di una catena che si comporta come un'unica struttura capace di armonizzare i movimenti e suddividere il lavoro; dal lavoro in co-operazione delle varie catene si ottiene quindi il massimo risultato col minimo sforzo possibile.); di conseguenza di fronte a un'affermazione come questa trova più semplice cercare di capire se è vera, piuttosto che spendere una maggior quantità di energie per falsificarla, magari modificando anche la propria opinione in proposito.
Val quindi la pena considerare che di solito la gente cambia davvero solo se è costretta perché ha le "spalle al muro", o perché non ha alternative per evitare la catastrofe; questa "pigrizia" porta a mettere in evidenza le prove a favore dell'ipotesi in cui si crede, trascurando pure completamente a volte quelle che potrebbero far intravedere un'altra via e per ciò stesso richiedere sforzo e consumo di energie. Ne consegue che
- da una parte si spiega come mai sia così facile che una crisi possa peggiorare senza che ce ne si avveda quando si sarebbe ancora in tempo ad arginarla senza notevoli impegno e fatica;
- dall'altra come mai l'individuo quando si rende conto d'esser perso può davvero impegnare ogni sua risorsa e cercare anche l'aiuto dal terapeuta pur di "tornare a galla".
- Che cos'è la mente?
- Dove si trova?
- CHE COS'E' LA VITA?
- programmazione: ognuno ha propri schemi di pensiero e di comportamento che costantemente ripete giorno dopo giorno;
- neuro: ognuno quando pensa rielabora delle informazione che vengono dagli organi di senso, che possono variare da uno all'altro, pertanto questo influenza la sua percezione del mondo in cui vive e di conseguenza ciò determina il suo modo di comportarsi;
- linguistica: le parole che diciamo hanno influenza su di noi, quindi parlando influenziamo in parte il nostro comportamento; attraverso la comunicazione verbale tutto ciò naturalmente influisce a determinare la reazione degli altri.
giovedì 31 luglio 2014
Terapia Energetica e crisi di identità 14 di 32
Descrivo ora gli ultimi due dell'elenco proposto:
- Schizoide: manca il desiderio di relazioni strette con altri esseri umani ed è presente un distacco emotivo rispetto alle persone e alla realtà che lo circondano, cosa che impedisce di trarre piacere dalla realtà esterna e percepirsi come pienamente esistente nel mondo, di conseguenza assente o ridotta è la capacità di provare vero piacere o interesse in qualsiasi attività e al tempo stesso fa apparire lontano/chiuso in se stesso, elusivo/freddo. A differenza della schizofrenia il disturbo non intacca le capacità cognitive e logiche e, benché non vi partecipi emotivamente, l'individuo è consapevole della realtà. Spesso sono considerati dagli altri come eccentrici, isolati e solitari.
- Schizotipico: oltre alla tendenza all'isolamento sociale si trovano uno stile comunicativo e di pensiero eccentrico insieme a stranezze nel comportamento e idee/credenze insolite; tuttavia la percezione della realtà non è alterata e il pensiero, sebbene appaia divagante e strano nello stile, non è tuttavia disorganizzato. Possono perdersi nei propri pensieri (le idee fisse non sono forti come nel paranoide; non ci sono proiezioni di ostilità verso l'esterno), isolarsi e mostrare blanda ansietà.
- perché sono portato a vedere tutto nero?
- Con questo atteggiamento voglio forse comunicare un messaggio alle persone che mi stanno intorno? . . . e se si, quale?
- Che vantaggi mi vengono da questo atteggiamento? . . . e quali svantaggi?
- Col mio atteggiamento ipercritico sulla quotidianità, la visione negativa del passato e il pessimismo riguardo al futuro, cerco forse di smentire qualcuno? . . . una parte di me in cui continua a vivere qualcuno che ha contribuito alla mia educazione?
- Ecc.
giovedì 10 luglio 2014
Terapia Energetica e crisi di identità 13 di 32
Riprendendo la serie dei disturbi che si possono manifestare e cui può far caso anche chi vive accanto alla persona in crisi, ricordo però che alcune caratteristiche di un disturbo possono essere presenti anche in altri disturbi e che queste sono semplici informazioni; in caso di necessità è bene rivolgersi sempre a terapeuti preparati, che possono valutare e distinguere.
- Istrionico: è caratterizzato da eccessive emotività e ricerca di attenzione, insieme a bisogno di approvazione e inappropriata seduttività; possono essere vitali, esprimere entusiasmo e al tempo stesso avere comportamenti teatrali e considerare le proprie relazioni più intime di quanto non siano in realtà; inconsapevolmente portati a recitare una parte come a cercar di controllare l'altro/a e al tempo stesso presentando una marcata dipendenza affettiva (spaventati all'idea della separazione e molto sensibili al rifiuto), hanno difficoltà a essere autentici con chi si relazionano e tendono a non vivere emozioni e sentimenti in profondità; facilmente sono emotivamente immaturi e il bisogno dell'approvazione altrui li porta a considerare se stessi in funzione del giudizio d'altri, di conseguenza ad avere uno scarso senso di identità personale, ciò comporta un elevato grado di suggestionabilità, quindi opinioni e sentimenti con facilità sono influenzati da convinzioni e stati d'animo altrui, come pure da entusiasmi del momento, impressioni, semplici circostanze. Spesso preoccupati dell'aspetto fisico, in quanto strumento per attirare l'attenzione su di sé, lo curano molto e facilmente una critica può turbarli in modo eccessivo. Questo loro modo di vivere mettendo in atto strategie tendenzialmente manipolative al fine di ottenere l'ammirazione e l'appoggio altrui, possono compromettere le loro relazioni sociali e professionali, nonché quelle sentimentali per le quali s'aggiunge il fatto che quelle pressanti e drammatiche richieste d'aiuto che possono venir messe in atto quando hanno la sensazione di non essere considerati o di dover affrontare le difficoltà della vita da soli, possono ottenere l'effetto opposto facendo allontanare partner, parenti e amici esasperati.
- Borderline: caratterizzata da una straordinaria instabilità dell'affettività, del comportamento, dell'umore, delle relazioni sia con gli oggetti che con l'immagine che l'individuo ha di se stesso. Un tempo era considerata la linea di confine tra nevrosi e psicosi, campo questo in cui lascio la parola a psichiatri e psicoterapeuti. Tra i sintomi tipici vi è la paura dell'abbandono e cronici sensi di vuoto; possono soffrire di momenti depressivi anche molto brevi (poche ore) alternati a comportamenti normali. Sono impulsivi, preda di crolli dell'umore, della fiducia in se stessi, di accessi d'ira, portati a iperidealizzazione e svalutazione; possono avere comportamenti sia autodistruttivi che distruggenti le relazioni interpersonali. Il loro classificare e giudicare cose, persone e situazioni, tende a incasellare oscillando solo tra opposti (es.: amore - odio; buono - cattivo), sfruttando inconsciamente al massimo semplici e primitivi meccanismi di difesa. Non permette certo una stabilità esistenziale, porta a relazioni affettive intense ma turbolente che spesso terminano bruscamente e naturalmente provoca crolli sia nella vita lavorativa che in quella di relazione di questi individui.
giovedì 19 giugno 2014
Terapia Energetica e crisi di identità 12 di 32
Riprendendo la serie dei disturbi che si possono manifestare e cui può far caso anche chi vive accanto alla persona in crisi:
N.B.:
legandomi a questo e al prossimo disturbo, ricordo che "seduzione" e "seduttività" hanno aspetti in comune solo a livello superficiale, ma sono realtà differenti nella loro natura:
Cordiali saluti.
- Ossessivo compulsivo: da non confondere con un accettabile stile di vita orientato a precisione e ordine con qualche tratto ossessivo-compulsivo (ossessione è un termine che viene dal latino obsessiō obsessiōnis, porta in sé il concetto di assediare: in pratica è un pensiero fisso ricorrente con caratteristica d'essere un intruso e un parassita che l'individuo riconosce come non suo, tuttavia lo sente tanto forte da non riuscire a liberarsene e non ostante si renda conto anche dell'assurdità dello stesso finisce per pensarci; compulsione dal latino compello, is, compŭli, compulsum, compellěre, ha in sé il senso di forzare/costringere: l'individuo si sente costretto a comportarsi in un certo modo anche se è contro la sua volontà): tutti abbiamo punti deboli che in caso di difficoltà facilitano certe reazioni difensive e non v'è nulla di preoccupante in ciò. Quando invece inizia a presentarsi un troncamento più o meno deciso con la realtà, allora è il caso di fare attenzione: si presenta la tendenza a conformarsi a procedure, abitudini e/o regole in modo eccessivo e non flessibile insieme alla costante ricerca del perfezionismo, tanto che chi ne soffre tende a manifestare senso d'ansia quando le procedure vengono alterate o gli standard tendenti al perfezionismo non sono soddisfatti; pensieri e comportamenti son per lo più ripetitivi e forte è il desiderio d'ordine e fedeltà alla routine, tanto che ogni situazione percepita come non prevedibile causa eccessiva inquietudine. Vi è notevole difficoltà a delegare compiti ad altri per paura che non rispettino le procedure, come pure a valutare correttamente i gradi d'importanza nelle questioni, limitando così la preoccupazione ai dettagli rispetto agli aspetti essenziali. La rigidità della personalità, unita agli elevati standard pretesi nell'agire degli altri in ogni ambito, finiscono per rendere molto problematica la vita di relazione sino a impedire d'aver un'esistenza regolare, l'isolamento diventa molto probabile e anche il normale svolgersi delle attività quotidiane viene compromesso.
- Narcisistico: tanto per chiarire ricordo che Sigmund Freud (fondatore della psicanalisi, 1856 - 1939) considerava la normalità "capacità di amare e lavorare" (cioè non solo semplice salute psichica, bensì condizione di benessere esistenziale) e che Heinz Kohut (psicanalista austriaco naturalizzato statunitense, grande innovatore della teoria e della tecnica psicoanalitica, 1913 - 1981) con la frase: "l'individuo sano deve essere capace di amare e lavorare con successo" dette una possibile descrizione di salute psichica. Entro certi limiti il narcisismo può quindi rientrare nelle abilità e potenzialità sane e positive dell'individuo; ma ciò richiede contemporaneamente la capacità di Saggezza, che sola porta ad avere un atteggiamento stabile della personalità verso il mondo che ci circonda e la vita in tutte le sue sfaccettature, dai particolari al suo carattere Universale, quindi accettazione della caducità in questa realtà, riconoscimento di una salda scala di valori cui far riferimento, reale padronanza di se stessi nella propria interezza. Sotto questo punto di vista il "sano narcisismo" rientra pure nella capacità di autostima che porta a sviluppare in pieno le proprie capacità e potenzialità. Ciò non è purtroppo la norma; il problema sorge quando il soggetto che ha un grave deficit nella capacità di provare empatia verso altri, che è incapace di riconoscere e percepire i sentimenti degli altri e perciò ne resta più o meno indifferente, ignorandone quindi il valore e le opere o addirittura con arrogante e sprezzante alterigia disprezzando ciò, prende a sfruttare il prossimo per raggiungere i propri scopi e di contro, sempre assorbito da fantasie d'illimitato successo, fa delle proprie qualità il centro preminente/esclusivo del proprio interesse, nonché l'oggetto d'una compiaciuta estrema ammirazione: considerandosi una persona speciale s'aspetta naturalmente un trattamento speciale, tollera poco le critiche e può sia adirarsi con chi osa contestare il suo modo di fare, come apparire completamente indifferente a qualsiasi critica non considerandola, alla pari della persona che l'ha espressa, neppur degna d'esser presa in considerazione.
- la prima coinvolge la totalità dell'individuo ed è un'esperienza profonda e molto intensa, poggia sulla verità dei sentimenti di chi vuol sedurre quell'altra persona perché ne è attratto/a e prova per lei un genuino interesse, perciò impiega ogni sua risorsa nell'impresa; è quindi un'esperienza diadica che giunge alla sua massima espressione solo dopo aver consapevolmente raggiunto la maturità della "mente", che sola permette di "accettare e digerire" anche quei rifiuti che mai si vorrebbero, senza che possano minare l'autostima, o che in qualche modo facciano venir meno il rispetto per l'altrui libertà nelle scelte di vita.
- La seconda invece non coinvolge intimamente, ma è un mezzo con cui si cerca solo di sfruttare al meglio le relazioni umane; è una seduzione finta e simulata, che usa strategie e dispositivi psicologici come strumenti per manipolare l'altro/a e trarne un vantaggio personale; non c'è quindi rispetto per la libertà dell'altro/a nelle sue scelte di vita e naturalmente è possibile usarla nei confronti di molte persone diverse nello stesso tempo.
Cordiali saluti.
giovedì 29 maggio 2014
Terapia Energetica e crisi di identità 11 di 32
Dopo aver fatto questa digressione, sia per chiarire come ci siano molte figure professionali che si occupano di curare casi specifici, sia per evidenziare alcune particolarità della Terapia Energetica, torno a dove avevo considerato come ognuno di noi interpretando in modo personale quanto accade in base al suo vissuto costruisce una propria visione della realtà, pertanto vedere del bicchiere la parte mezza piena o quella mezza vuota sostanzialmente dipende dalla visione che si ha della realtà, quindi non è fuor dalla portata di nessuno fermarsi, divenirne cosciente, girarsi e percorrere con fiduciosa costanza la via al contrario verso la "guarigione".
Penso nella digressione d'aver dato alcune risposte alla domanda: "Perché la cosa è tanto difficile e ci sono così tanti pessimisti al mondo?" e pure all'affermazione: "Per cambiare il percorso che in alcuni casi potrebbe portare ad autodistruggersi è indispensabile comprendere i motivi che nel tempo hanno strutturato il nostro atteggiamento interiore, obbligando così la mente a guardare quanto ci accade attraverso lenti che alterano la visione anziché renderla nitida.": quando da soli non si capisce occorre l'intervento di qualcuno capace di aiutare; ma, tenendo presente come sia in effetti molto difficile rendersi conto che non si comprende la portata del proprio comportamento, diventa estremamente difficile sentire di dover chiedere aiuto a un terapeuta, con i risultati che, volendo fare attenzione al perché accade ciò che accade, tutti possono vedere nella nostra società.
Come ho detto, le caratteristiche della personalità di ciascun essere umano sono determinate in gran parte dai meccanismi di difesa caratteristici di quell'individuo; e quando questi funzionano in modo efficace, l'individuo con disturbi di personalità è in grado di controllare ansia - depressione - collera - vergogna - colpa - aspetti affettivi senza avvertire disagio, quindi, anche se questo comportamento può avere effetti negativi sul rapporto con gli altri, a prima vista sembra dia maggiori vantaggi che svantaggi; entra in crisi solo quando si presenta qualcosa di sufficientemente potente da spezzare quest'equilibrio malato e il profondo dolore che viene in essere obbliga la persona a ri-mettere tutto in discussione tanto da poter sfociare anche in "crisi esistenziale" e "crisi di identità".
V'è poi tutto il discorso a riguardo dell'interiorizzazione e dell'introiezione introdotto da Sigmund Freud per spiegare la formazione del Super-Io, ripreso poi in psicologia evolutiva per spiegare lo sviluppo del giudizio morale, e in psicologia sociale per spiegare come sia possibile che le norme possano valere indipendentemente dalle minacce di punizioni o dalle promesse di ricompense. Ad altri spetta un approfondito discorso a questo proposito; a me basta questo accenno per far capire come tramite questi processi è possibile nel corso della vita incorporare nei tratti di personalità propria quelli d'altri che hanno rivestito un particolare significato nella nostra esistenza, e non è detto che questo avvenga sempre nel modo migliore, giacché dipende dalla comprensione di cui si è capaci; tengono il loro posto poi anche fattori legati al temperamento, alla famiglia e all'ambiente in cui si cresce e si matura; ragion per cui quando si deve affrontare una seria crisi ci si deve armare di "sacrosanta" pazienza e umiltà per potersi perdonare divenendo così capaci di perdonare anche tutti gli altri, altrimenti quella sofferenza che porta a essere "ciechi - sordi" oltre a "congelare il cuore", crescendo su "radici e muffe" che abbiamo lasciato, si ripresenterà e ci rimetterà "in catene".
Senza entrare nel merito più dello stretto necessario, per dare completezza all'articolo e spiegare come questa "misteriosa" Terapia Energetica può venire in soccorso di chi è messo in difficoltà dalla crisi in cui s'è venuto a trovare presento una serie di disturbi (nei casi gravi non serve la crisi a renderli evidenti e da subito necessitano di supporto terapeutico) che erano probabilmente già presenti in forma tanto lieve da passare inosservati, ma che lo sconvolgimento cui l'individuo è soggetto porta a manifestarsi e cui può far caso anche chi vive accanto alla persona in crisi:
Cordiali saluti.
Robino Mariano
V'è poi tutto il discorso a riguardo dell'interiorizzazione e dell'introiezione introdotto da Sigmund Freud per spiegare la formazione del Super-Io, ripreso poi in psicologia evolutiva per spiegare lo sviluppo del giudizio morale, e in psicologia sociale per spiegare come sia possibile che le norme possano valere indipendentemente dalle minacce di punizioni o dalle promesse di ricompense. Ad altri spetta un approfondito discorso a questo proposito; a me basta questo accenno per far capire come tramite questi processi è possibile nel corso della vita incorporare nei tratti di personalità propria quelli d'altri che hanno rivestito un particolare significato nella nostra esistenza, e non è detto che questo avvenga sempre nel modo migliore, giacché dipende dalla comprensione di cui si è capaci; tengono il loro posto poi anche fattori legati al temperamento, alla famiglia e all'ambiente in cui si cresce e si matura; ragion per cui quando si deve affrontare una seria crisi ci si deve armare di "sacrosanta" pazienza e umiltà per potersi perdonare divenendo così capaci di perdonare anche tutti gli altri, altrimenti quella sofferenza che porta a essere "ciechi - sordi" oltre a "congelare il cuore", crescendo su "radici e muffe" che abbiamo lasciato, si ripresenterà e ci rimetterà "in catene".
Senza entrare nel merito più dello stretto necessario, per dare completezza all'articolo e spiegare come questa "misteriosa" Terapia Energetica può venire in soccorso di chi è messo in difficoltà dalla crisi in cui s'è venuto a trovare presento una serie di disturbi (nei casi gravi non serve la crisi a renderli evidenti e da subito necessitano di supporto terapeutico) che erano probabilmente già presenti in forma tanto lieve da passare inosservati, ma che lo sconvolgimento cui l'individuo è soggetto porta a manifestarsi e cui può far caso anche chi vive accanto alla persona in crisi:
- Evitante: ci si sente inadeguati, non attraenti come persona, si diventa estremamente sensibili al rifiuto e alle valutazioni negative nei propri confronti e si finisce per evitare i rapporti sociali per paura d'essere ridicolizzati, umiliati, ecc.; si ha sempre più bisogno di forti garanzie d'acritica accettazione, quindi si finisce per evitare sempre più le inter-azioni sociali per timore d'essere rifiutati, nonostante forte sia intimamente il desiderio del calore e della sicurezza che vengono dall'umana compagnia. Lasciati da soli costoro finiscono per estraniarsi dalla società e chiusi in se stessi corrono il rischio d'esser "schiacciati dal mondo".
- Dipendente: sempre più si ricercano certezze, sicurezze e conforto da parte d'altri, cresce un eccessivo bisogno d'essere accuditi; per gradi il comportamento diventa remissivo/depressivo o ossessivo/aggressivo e in alcuni casi i due comportamenti possono presentarsi entrambi a fasi alterne, che si possono succedere anche in modo repentino. L'individuo ha sempre più difficoltà nel prendere decisioni, richiede un'eccessiva quantità di consigli e rassicurazioni e può giungere al punto di sentire il bisogno che altri si assumano la responsabilità di quelle più importanti; di conseguenza ha difficoltà sempre maggiori nell'esprimere il proprio disaccordo verso il parere d'altri per timore di perdere supporto o approvazione. Per progressiva mancanza di fiducia nel proprio giudizio e/o nelle proprie capacità, quand'anche non fossero venute meno motivazioni o energia propria, sempre maggiore è la difficoltà che incontra nel fare le cose in modo autonomo e soprattutto nel dare inizio a progetti, anche se intimamente molto importanti.
- Paranoide: diffidenza e sospetto son sempre più forti, tanto da portare il soggetto a interpretare in modo malevolo le motivazioni degli altri. Pensieri fissi di persecuzione prendono posto nella mente, cresce il timore di venir danneggiati e con esso la paura di subire tradimenti pure dalle persone amate, anche se per fortuna l'individuo riesce ancora a giudicare correttamente quanto accade. È possibile che per difesa il soggetto proietti fuori di sé quelle caratteristiche proprie che ritiene cattive attribuendole ad altre persone o all'intero ambiente in cui vive, percependolo così come ostile e pericoloso per sé; purtroppo il proiettare fuori porta a non mettersi in discussione e rimanere su posizioni sbagliate, non permette la crescita interiore e peggiora la situazione.
- Antisociale: cresce gradualmente il disprezzo per le regole e le leggi vigenti nella società in cui si vive; seguono un comportamento sempre più impulsivo, una crescente incapacità di assumersi responsabilità e giorno dopo giorno aumenta l'indifferenza nei confronti dei sentimenti altrui. Grave problema è che più questo disturbo s'impossessa della persona, più vengono "cacciati" il senso di colpa e conseguentemente il rimorso.
Cordiali saluti.
Robino Mariano
giovedì 8 maggio 2014
Terapia Energetica e crisi di identità 10 di 32
Lascio naturalmente agli psicologi/psicoterapeuti il discorso relativo alla sessualità e all'angoscia viste pure come direzioni opposte del medesimo processo d'eccitazione, ov'è dominante la reazione parasimpatica (espansione) nel primo caso e quella simpatica (contrazione) nel secondo. Rispetto però a quanto all'Università appresi riguardo alla fisiologia della vita vegetativa ove i due dirigenti del Sistema Nervoso Autonomo sono unicamente il Parasimpatico e il Simpatico, lavorando col massaggio insieme alla Terapia Energetica in stato meditativo-percettivo mi sono reso conto dell'importanza di quell'indomito Sistema Nervoso Enterico che pretende autonomia ed è capace d'irremovibili decisioni proprie: per certi versi quasi "preistorico", eppur forse proprio per questo versato nell'uso di mezzi semplici e brutali capaci di vincere/sciogliere/corrodere blocchi presenti a livelli diversi, invincibili invece per i "moderni e raffinati" mezzi di cui dispone il cervello che nel cranio sta. Facendo attenzione ai risultati cui potevo giungere con la sua collaborazione e vedendo come l'azione manuale necessaria a "metterlo in moto", adattata ogni volta all'unicità di chi stavo trattando, sempre però calma - dolce - ritmata, sia ben accolta da chi vi si sottopone, ho preso a giovarmi sempre più spesso del suo aiuto (col tempo il lavoro in campo "energetico" abitua a entrare in contatto con quanto esiste e opera nei vari livelli e trovar così modo di collaborare per raggiungere un comune obiettivo: nessuno gode a star male, neppure le parti di cui siamo composti e che "nel loro piccolo" continuamente cercano un rimedio valido); in molti casi rende più agevole, se non addirittura possibile ciò che diversamente sarebbe impossibile, il superamento di ostacoli altrimenti generatori d'ulteriore ansia, angoscia e paura. Molto utile è pure l'aiuto che viene dalla corretta respirazione (funzione vitale per eccellenza; tanto che l'aria, come già detto nell'articolo sui trattamenti convenzionali - non convenzionali - collaterali - alternativi - complementari - . . . , può essere considerato il più importante tra i nutrimenti: si muore prima per mancanza d'aria che per mancanza "d'acqua o pane". Stante la diffusa acquisizione della cattiva abitudine di difendersi "trattenendo", sovente va insegnata) cui torace e ventre co-operano armonicamente permettendo al diaframma di liberarsi gradualmente dai blocchi, che "congelando" energia ed emozioni dolorose da una parte indeboliscono l'individuo e dall'altra mantengono attivi pericolosi "immateriali agenti patogeni", consentendo così d'aumentar la propensione a prendere coscienza della Verità necessaria per, sciogliendo correttamente inutili "argini" che hanno formato "malsane paludi", un po’ per volta risanare le proprie parti "malate".
Ho citato la Vegetoterapia, che accoglie il concetto d'espansione-contrazione, proprio della dualità Parasimpatico-Simpatico alla base dell'equilibrio dinamico tra contatto con se stessi e contatto con gli altri, e processo vitale basato su un comportamento antitetico come respirazione-espirazione (usato nel corso della terapia), che porta a ipotizzare una circolazione energetica pulsante avente quindi bisogno di un organismo libero da ostacoli per poter funzionare al meglio, perché ritengo sia un metodo che potrebbe operare fianco a fianco all'umilissima ed efficace Terapia Energetica di cui parlo. Con esercizi psico-corporei (acting) lavora sul corpo per favorire una più sana distribuzione dell'energia vitale e al tempo stesso con un'analisi del carattere emergente dal linguaggio del corpo lavora sulla psiche, contribuendo così a liberare l'essere umano dalla rigidità della sua armatura caratteriale e migliorando la sua funzione pulsante e vitale; obiettivo cui pure la Terapia Energetica, che estende il campo d'azione oltre il singolo sino alla totalità dell'esistente e divide il corpo fisico in trentacinque zone principali (undici singole, dieci doppie, sei tratti singoli e otto doppi) da trattare singolarmente (poi a seconda dei casi vi sono molte sottozone su cui intervenire e altro ancora non più solo sul corpo fisico), tende: l'operare sui livelli superiori va oltre la vita nella polarità cui lo sviluppo psico-affettivo, psico-corporeo e la maturazione emozionale appartengono.
Prender consapevolezza del proprio corpo e dei livelli energetici rende sempre più consci di chi siamo, di conseguenza cambiano la modalità di percepire la realtà e di relazionarsi con quanto e quanti intorno abbiamo, quindi mutano le identificazioni mentali e non solo: si capisce come il far del male in definitiva è autolesionismo e quanto grandi siano limiti e brutture di questa realtà polare. Senza toccare le Religioni e rimanendo in Occidente, mi pare corretto ricordare che già Socrate (470 - 399 a.C.) nel cercare di fornire una risposta all'antico motto "Conosci te stesso" prese in considerazione l'anima dell'uomo (considerata il vero "se stesso", mentre il corpo vien reputato essenzialmente uno strumento) e la necessità di prendersene cura apprendendo la conoscenza del bene che porta a operare in vita le giuste decisioni (virtù) e così permette l'instaurarsi della felicità = salute dell'anima, mentre evidenziò come ignorare il bene impedisce il prendersi cura di sé e così rende infelici e vittime delle proprie "pulsioni". Da quanto ne so appare come ai suoi occhi ci sia una chiara alternativa tra la cura dell'anima e la cura di ogni altro bene, in fondo cioè un'alternativa di modi di vita: riconoscere l'esistenza di questa alternativa e mettere in atto la cura dell'anima porta a rivoluzionare la propria vita. Ciò spiega come mai già ai suoi tempi in tanti, sebbene a parole apprezzassero l'esortazione di Socrate, tuttavia si guardassero bene dal metterla in pratica: da lui alle loro domande volevano risposte tali da soddisfare sul piano intellettuale, senza però dover in alcun modo cambiare il loro modo di vivere, mentre come prima cosa a Socrate importava che essi cambiassero il modo di vita: egli propose un metodo di ricerca e di esame, nonché un modo di vivere; non propose alcuna dottrina perché realizzare la conoscenza di se stesso è un risultato che cambia la propria vita, ma non si può tradurre in una dottrina che uno possa trasmettere ad altri.
Con metodi diversi da quella che io presento come Terapia Energetica, ma con identico obiettivo, la Psicoterapia Analitico Reichiana attenta alle informazioni che sistema nervoso - apparati endocrino e muscolare - "pulsazione energetica" mettono a disposizione, oltre a curare problemi emozionali, disturbi del carattere e della personalità, del comportamento e delle disfunzioni psicosomatiche, in fondo è uno strumento che permette di cambiare - crescere - maturare - divenir consapevole della Realtà; può quindi essere utile agli esseri umani a partire dall'inizio dell'età evolutiva e permette trattamenti sia individuali che di gruppo, ugualmente a quello che si può in altro modo fare con la Terapia Energetica: nessun essere umano può saper tutto; riconoscendo il "valore" proprio e degli altri, eliminando invidia e ingordigia, dall'unione delle forze di quanti operano con "coscienza" nel reciproco rispetto si possono raggiungere i migliori risultati. Chissà se prima di passar a "miglior vita" vedrò avviata questa cooperazione?
Cordiali saluti.
Ho citato la Vegetoterapia, che accoglie il concetto d'espansione-contrazione, proprio della dualità Parasimpatico-Simpatico alla base dell'equilibrio dinamico tra contatto con se stessi e contatto con gli altri, e processo vitale basato su un comportamento antitetico come respirazione-espirazione (usato nel corso della terapia), che porta a ipotizzare una circolazione energetica pulsante avente quindi bisogno di un organismo libero da ostacoli per poter funzionare al meglio, perché ritengo sia un metodo che potrebbe operare fianco a fianco all'umilissima ed efficace Terapia Energetica di cui parlo. Con esercizi psico-corporei (acting) lavora sul corpo per favorire una più sana distribuzione dell'energia vitale e al tempo stesso con un'analisi del carattere emergente dal linguaggio del corpo lavora sulla psiche, contribuendo così a liberare l'essere umano dalla rigidità della sua armatura caratteriale e migliorando la sua funzione pulsante e vitale; obiettivo cui pure la Terapia Energetica, che estende il campo d'azione oltre il singolo sino alla totalità dell'esistente e divide il corpo fisico in trentacinque zone principali (undici singole, dieci doppie, sei tratti singoli e otto doppi) da trattare singolarmente (poi a seconda dei casi vi sono molte sottozone su cui intervenire e altro ancora non più solo sul corpo fisico), tende: l'operare sui livelli superiori va oltre la vita nella polarità cui lo sviluppo psico-affettivo, psico-corporeo e la maturazione emozionale appartengono.
Prender consapevolezza del proprio corpo e dei livelli energetici rende sempre più consci di chi siamo, di conseguenza cambiano la modalità di percepire la realtà e di relazionarsi con quanto e quanti intorno abbiamo, quindi mutano le identificazioni mentali e non solo: si capisce come il far del male in definitiva è autolesionismo e quanto grandi siano limiti e brutture di questa realtà polare. Senza toccare le Religioni e rimanendo in Occidente, mi pare corretto ricordare che già Socrate (470 - 399 a.C.) nel cercare di fornire una risposta all'antico motto "Conosci te stesso" prese in considerazione l'anima dell'uomo (considerata il vero "se stesso", mentre il corpo vien reputato essenzialmente uno strumento) e la necessità di prendersene cura apprendendo la conoscenza del bene che porta a operare in vita le giuste decisioni (virtù) e così permette l'instaurarsi della felicità = salute dell'anima, mentre evidenziò come ignorare il bene impedisce il prendersi cura di sé e così rende infelici e vittime delle proprie "pulsioni". Da quanto ne so appare come ai suoi occhi ci sia una chiara alternativa tra la cura dell'anima e la cura di ogni altro bene, in fondo cioè un'alternativa di modi di vita: riconoscere l'esistenza di questa alternativa e mettere in atto la cura dell'anima porta a rivoluzionare la propria vita. Ciò spiega come mai già ai suoi tempi in tanti, sebbene a parole apprezzassero l'esortazione di Socrate, tuttavia si guardassero bene dal metterla in pratica: da lui alle loro domande volevano risposte tali da soddisfare sul piano intellettuale, senza però dover in alcun modo cambiare il loro modo di vivere, mentre come prima cosa a Socrate importava che essi cambiassero il modo di vita: egli propose un metodo di ricerca e di esame, nonché un modo di vivere; non propose alcuna dottrina perché realizzare la conoscenza di se stesso è un risultato che cambia la propria vita, ma non si può tradurre in una dottrina che uno possa trasmettere ad altri.
Con metodi diversi da quella che io presento come Terapia Energetica, ma con identico obiettivo, la Psicoterapia Analitico Reichiana attenta alle informazioni che sistema nervoso - apparati endocrino e muscolare - "pulsazione energetica" mettono a disposizione, oltre a curare problemi emozionali, disturbi del carattere e della personalità, del comportamento e delle disfunzioni psicosomatiche, in fondo è uno strumento che permette di cambiare - crescere - maturare - divenir consapevole della Realtà; può quindi essere utile agli esseri umani a partire dall'inizio dell'età evolutiva e permette trattamenti sia individuali che di gruppo, ugualmente a quello che si può in altro modo fare con la Terapia Energetica: nessun essere umano può saper tutto; riconoscendo il "valore" proprio e degli altri, eliminando invidia e ingordigia, dall'unione delle forze di quanti operano con "coscienza" nel reciproco rispetto si possono raggiungere i migliori risultati. Chissà se prima di passar a "miglior vita" vedrò avviata questa cooperazione?
Cordiali saluti.
sabato 26 aprile 2014
Due parole sul sito di massoterapia e trattamenti energetici
Onde rendere il sito più interessante e vicino ai visitatori, ho accettato il consiglio di inserirvi una sezione aperta ove presentare argomenti collegati a quanto proposto.
E’ questo un sistema di comunicare per me nuovo; così facendo viene meno una componente a mio avviso importante del discorso diretto faccia a faccia e cioè l’espressività corporea, che considero come un’espansione del dialogo stesso e che ne rafforza i contenuti dando ulteriori informazioni ai partecipanti; è altresì vero che in contraccambio si ottiene la possibilità di raggiungere un maggior numero di persone, fatto anche questo importante per far conoscere in modo trasparente ciò che offro.
Massaggio e linfodrenaggio sono argomenti con cui, chi più chi meno, tutti hanno una certa familiarità; nel tempo ne parlerò, ben sapendo che è quasi impossibile dire qualcosa di nuovo considerata la quantità degli scritti, dal semplice articolo ai testi universitari, a disposizione sulla materia.
Inizio pertanto affrontando subito l’argomento del sospetto verso ciò che è poco e mal conosciuto: è mio desiderio ridurre i dubbi al minimo, qualora non fosse possibile eliminarli del tutto.
Un tempo si sarebbe detto “ EXCUSATIO NON PETITA, ACCUSATIO MANIFESTAT “ (scusa non richiesta, esprime una colpa), però il problema esiste realmente e non penso abbia senso, volendo far le cose seriamente, far finta di niente.
So benissimo, anche per averne avuto conferma da professionisti operanti in campo sanitario, che vi è una grande diffidenza, se non addirittura una chiusura totale, nei confronti di chi propone terapie energetiche; giustamente mi è stato fatto notare come già si siano verificati fatti spiacevoli, che di sicuro non predispongono alla fiducia; ma, ho anche avuto qualche incoraggiamento a continuare e, visto che non è mia intenzione abbindolare il prossimo, farmi conoscere.
Secondo il mio punto di vista, il non promettere l’impossibile, l’evidenziare i limiti attuali nonché le effettive possibilità, il lavorare seriamente ed onestamente, accettando anche il confronto e la critica costruttiva, il continuare ad impegnarsi per aumentare la propria preparazione per dare sempre di più, nel tempo può dare solo buoni frutti.
Del resto: che la materia non sia il tutto non sono in pochi a saperlo, che la conoscenza proceda a piccoli passi e conti anche insuccessi e revisioni è chiaro a molti, che si sia ancor molto lontani dal poter dire di saper tutto è lapalissiano.
Il corpo umano può essere visto anche come una complessa macchina elettromagnetica e non solo, capace di molte funzioni delle quali alcune possono esserci ancora completamente sconosciute, ma tuttavia operanti con risultati che non vediamo e non sappiamo collegare loro, allo stesso modo con cui le molte leggi fisiche oggi note erano operanti e rispettate in tutti gli accadimenti naturali anche prima che gli esseri umani ne scoprissero l’esistenza; per questo motivo quando anni fa venni casualmente a conoscenza di alcune di queste tecniche non ne risi, ma, pur rispettando la saggezza del popolare proverbio “Fidarsi è bene, ma non fidarsi è molto meglio", decisi di “vederci più chiaro”, cosa che sto facendo ancora oggi.
Non chiedo che mi venga data ciecamente fiducia; anzi, per non “inciampare” è necessario per tutti fare attenzione tenendo gli “occhi bene aperti”; tuttavia, anche il solo prendere in considerazione un argomento poco conosciuto è gia un passo importante, il primo scalino per procedere a valutazioni serie ed attente, il resto si vedrà col tempo che, come recita un noto proverbio, “è un galantuomo”: cioè fa giustizia.
Probabilmente in molti si sarebbero aspettati un primo articolo più leggero, accattivante e maggiormente idoneo ad incuriosire ed avvicinare quanti più possibili fruitori dei servizi proposti: certo, lavoro anche per vivere ed è per me un lavoro gratificante e fatto quindi con piacere, ma nel pieno rispetto di una scala di valori che rende onore alla dignità di chi e di ciò che esiste ed ho cercato di rendere questo evidente a tutti.
Forse non sarà tra le presentazioni migliori, ma almeno è sincera; un cordiale saluto a tutti.
giovedì 17 aprile 2014
Terapia Energetica e crisi di identità 9 di 32
È chiaro che in una persona in crisi più facilmente possono rendersi evidenti disturbi prima magari troppo deboli per contare, che hanno la subdola capacità sia di adattarsi all'ambiente esterno che di essere accettabili dall'individuo (lascio agli psicologi il discorso relativo a Ego - Io - Sé). Ecco che non avvertendo sofferenza per questi "problemi" difficilmente la persona li riconosce, viene così a mancare la motivazione che spinge a rivolgersi a un terapeuta e affrontare un trattamento, anche se di fatto la loro azione porta a trovarsi in uno stato di infelicità.
Pur senza voler invadere il campo d'altri, limitatamente alle mie conoscenze e al fine di chiarire il discorso ritengo utile inserire uno stringatissimo accenno all'analisi del carattere. Nella prima metà del XX secolo Wilhelm Reich, allievo di Sigmund Freud, prendendo in considerazione le resistenze caratteriali s'accorse che nel loro insieme danno origine a quella che definì corazza caratteriale (che è ulteriormente suddivisa in muscolare - energetica - caratteriale), che se da una parte è utile all'individuo per fronteggiare le esperienze frustranti e dolorose della vita, dall'altra blocca quella che potremmo definire la sua "pulsione vitale" obbligandolo a un rigido modo di vivere: l'effetto negativo di ciò è che se in qualche modo salva dall'angoscia, al tempo stesso, mantenendo in uno stato che potremmo definire di continua tensione senza tempi di pausa e ristoro, non permette il libero fluire dell'energia impedendo così il godimento del piacere.
Per molto tempo l'ambiente intrauterino e chi in esso si sviluppava sono stati esplorati dalla scienza da un punto di vista strettamente medico per assicurarsi che la madre fosse in buone condizioni e il feto avesse un sano sviluppo, ma a partire dalla seconda metà del XX secolo sempre più si son presi in considerazione gli aspetti psicologici, sociali, emozionali che la donna vive e che sono percepiti anche da chi vive nel suo grembo: grazie agli strumenti oggi a disposizione s'è compreso come già nel corso della gestazione quell'esserino ha grande sensibilità e un elevato livello di competenze psicofisiologiche e neuropsicologiche. Negli anni '70 è venuta in essere la Psicologia Prenatale, che indagando su tutti gli aspetti che connettono i "mondi" pre- e post-natale ha messo in luce come il nascituro sia un essere intelligente, capace di orientare l'attenzione, di percepire e discriminare gli stimoli, di ricordare e apprendere dall'esperienza; dotato di una sua individualità con caratteristiche e tendenze personali, preferenze e bisogni specifici; capace di collegare l'esperienza affettiva con determinate esperienze sensoriali. Questo è il motivo per cui quell'essere umano che nel grembo materno si sta sviluppando, colà riceve i primi condizionamenti e subisce i primi traumi che, rimanendo nella sua memoria, possono produrre effetti nella sua vita futura; pertanto già in questo periodo prende a formarsi la "corazza".
La struttura caratteriale è quindi, per dirla terra - terra, il modo di "funzionare" del singolo e si rispecchia a vari livelli: la persona ad esempio rigida nel modo di pensare tenderà a esserlo anche nel corpo fisico come nel modo di relazionarsi, emozionarsi, ecc.; tutto ciò in campo energetico si ritrova nei bassi livelli che rientrano nell'unità psicosomatica dell'individuo. Naturalmente anche i livelli superiori (che vanno oltre all'esistenza nella polarità) influiscono, ma ciò va oltre quanto al momento accettato dalla scienza.
È chiaro quindi quanto possa essere utile anche un'analisi del carattere (il singolo praticamente mai è espressione pura d'un singolo carattere, ma spazia in un ventaglio di possibili miscelazioni) per permettere al/la paziente di divenirne consapevole, cosicché possa procedere ad "aggiustamenti" per renderlo più equilibrato e funzionale; naturalmente ogni terapeuta usa i metodi propri dell'Arte che esercita per ottenere questo risultato.
S'evidenzia quindi come la Somatopsicodinamica, accogliendo il concetto di Reich per cui soma e psiche rappresentano non un'unità quanto piuttosto l'Identità Funzionale attraverso cui l'essere umano funziona energeticamente in dinamico equilibrio continuamente influenzato dalle variabili ambientali, si discosta e va oltre la medicina psicosomatica da cui è nata e che ancora conserva la dicotomia corpo-psiche (retaggio dell'antica divisione cartesiana, cui ho accennato in altro articolo, tra res cogitans = realtà psichica libera consapevole e senza estensione fisica, e res extensa = realtà fisica limitata, inconsapevole e dotata di un'estensione) individuando in quest'ultima la causa delle malattie, e così s'avvicina alla visione (che chiamo energetica) dell'essere vivente = unità essente a più livelli e al tempo stesso, anche se il più delle volte inconsapevolmente, parte integrante d'Unità Superiori. Pur senza inserire ora un discorso di carattere religioso (benché l'aspetto "Religioso" sia importante nel lavoro energetico) e men che mai mancare di rispetto a quanti ritengono oltraggioso voler trovare (quasi a cercare un avallo) punti di convergenza tra quanto insegnato nei Testi Sacri e conoscenze che neppur hanno "conforto" scientifico, ricordo come nelle parole dell'Apostolo Pietro (prima lettera 2, 4 - 5) si trova un esempio visualizzabile d'Unità Superiore: ". . . Stringendovi a Lui, pietra viva, . . . anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di . . .": per quanto mi riguarda non racconto curiose e/o piacevoli favole, ma quanto giorno dopo giorno nel mio cammino di studio - lavoro - riflessione - meditazione raggiungo divenendone cosciente.
Vi sono poi ulteriori passi per aiutare il/la paziente a liberarsi dalle "imbracature" che impediscono di vivere liberamente: Reich intuì che tra gli atteggiamenti muscolari del soma e quelli caratteriali della psiche non esiste una relazione di causalità, bensì un'identità di funzione; poté quindi concepire una metodologia detta vegetoterapia carattero-analitica e tra quanti vi si son poi dedicati si possono ricordare il norvegese Ola Rackness e l'italiano Federico Navarro. Non ne sono certo un esperto, ma operando con l'Energia ho avuto la dimostrazione sia dell'influenza esercitata dai livelli superiori su ogni livello inferiore affinché la reazione messa in atto a ogni livello operi per giungere allo stesso fine, a conferma dell'identità di funzione, sia come la discesa del "disturbo" a livelli inferiori è data dall'atteggiamento dell'individuo che non raccoglie l'"invito" a reagire/cambiare: più si evita di fare quanto necessario, più il richiamo deve scendere in basso per farsi notare e sempre maggiore è la dolorosa evidenza dello stesso, giacché il grado di "rozzezza e aggressività" aumenta ogni volta che si scende a un livello inferiore; per fare un esempio si può paragonare il tutto a una sequenza che parte da una semplice "occhiata" acciocché ci si avveda che così non va, segue un consiglio dato a quattr'occhi e se non basta un richiamo verbale meno "delicato", poi una parola più pesante e se non basta un richiamo scritto, e così di seguito sino a "imprigionare" chi imperterrito si rifiuta di fare quanto va fatto.
Cordiali saluti.
Robino Mariano
Pur senza voler invadere il campo d'altri, limitatamente alle mie conoscenze e al fine di chiarire il discorso ritengo utile inserire uno stringatissimo accenno all'analisi del carattere. Nella prima metà del XX secolo Wilhelm Reich, allievo di Sigmund Freud, prendendo in considerazione le resistenze caratteriali s'accorse che nel loro insieme danno origine a quella che definì corazza caratteriale (che è ulteriormente suddivisa in muscolare - energetica - caratteriale), che se da una parte è utile all'individuo per fronteggiare le esperienze frustranti e dolorose della vita, dall'altra blocca quella che potremmo definire la sua "pulsione vitale" obbligandolo a un rigido modo di vivere: l'effetto negativo di ciò è che se in qualche modo salva dall'angoscia, al tempo stesso, mantenendo in uno stato che potremmo definire di continua tensione senza tempi di pausa e ristoro, non permette il libero fluire dell'energia impedendo così il godimento del piacere.
Per molto tempo l'ambiente intrauterino e chi in esso si sviluppava sono stati esplorati dalla scienza da un punto di vista strettamente medico per assicurarsi che la madre fosse in buone condizioni e il feto avesse un sano sviluppo, ma a partire dalla seconda metà del XX secolo sempre più si son presi in considerazione gli aspetti psicologici, sociali, emozionali che la donna vive e che sono percepiti anche da chi vive nel suo grembo: grazie agli strumenti oggi a disposizione s'è compreso come già nel corso della gestazione quell'esserino ha grande sensibilità e un elevato livello di competenze psicofisiologiche e neuropsicologiche. Negli anni '70 è venuta in essere la Psicologia Prenatale, che indagando su tutti gli aspetti che connettono i "mondi" pre- e post-natale ha messo in luce come il nascituro sia un essere intelligente, capace di orientare l'attenzione, di percepire e discriminare gli stimoli, di ricordare e apprendere dall'esperienza; dotato di una sua individualità con caratteristiche e tendenze personali, preferenze e bisogni specifici; capace di collegare l'esperienza affettiva con determinate esperienze sensoriali. Questo è il motivo per cui quell'essere umano che nel grembo materno si sta sviluppando, colà riceve i primi condizionamenti e subisce i primi traumi che, rimanendo nella sua memoria, possono produrre effetti nella sua vita futura; pertanto già in questo periodo prende a formarsi la "corazza".
La struttura caratteriale è quindi, per dirla terra - terra, il modo di "funzionare" del singolo e si rispecchia a vari livelli: la persona ad esempio rigida nel modo di pensare tenderà a esserlo anche nel corpo fisico come nel modo di relazionarsi, emozionarsi, ecc.; tutto ciò in campo energetico si ritrova nei bassi livelli che rientrano nell'unità psicosomatica dell'individuo. Naturalmente anche i livelli superiori (che vanno oltre all'esistenza nella polarità) influiscono, ma ciò va oltre quanto al momento accettato dalla scienza.
È chiaro quindi quanto possa essere utile anche un'analisi del carattere (il singolo praticamente mai è espressione pura d'un singolo carattere, ma spazia in un ventaglio di possibili miscelazioni) per permettere al/la paziente di divenirne consapevole, cosicché possa procedere ad "aggiustamenti" per renderlo più equilibrato e funzionale; naturalmente ogni terapeuta usa i metodi propri dell'Arte che esercita per ottenere questo risultato.
S'evidenzia quindi come la Somatopsicodinamica, accogliendo il concetto di Reich per cui soma e psiche rappresentano non un'unità quanto piuttosto l'Identità Funzionale attraverso cui l'essere umano funziona energeticamente in dinamico equilibrio continuamente influenzato dalle variabili ambientali, si discosta e va oltre la medicina psicosomatica da cui è nata e che ancora conserva la dicotomia corpo-psiche (retaggio dell'antica divisione cartesiana, cui ho accennato in altro articolo, tra res cogitans = realtà psichica libera consapevole e senza estensione fisica, e res extensa = realtà fisica limitata, inconsapevole e dotata di un'estensione) individuando in quest'ultima la causa delle malattie, e così s'avvicina alla visione (che chiamo energetica) dell'essere vivente = unità essente a più livelli e al tempo stesso, anche se il più delle volte inconsapevolmente, parte integrante d'Unità Superiori. Pur senza inserire ora un discorso di carattere religioso (benché l'aspetto "Religioso" sia importante nel lavoro energetico) e men che mai mancare di rispetto a quanti ritengono oltraggioso voler trovare (quasi a cercare un avallo) punti di convergenza tra quanto insegnato nei Testi Sacri e conoscenze che neppur hanno "conforto" scientifico, ricordo come nelle parole dell'Apostolo Pietro (prima lettera 2, 4 - 5) si trova un esempio visualizzabile d'Unità Superiore: ". . . Stringendovi a Lui, pietra viva, . . . anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di . . .": per quanto mi riguarda non racconto curiose e/o piacevoli favole, ma quanto giorno dopo giorno nel mio cammino di studio - lavoro - riflessione - meditazione raggiungo divenendone cosciente.
Vi sono poi ulteriori passi per aiutare il/la paziente a liberarsi dalle "imbracature" che impediscono di vivere liberamente: Reich intuì che tra gli atteggiamenti muscolari del soma e quelli caratteriali della psiche non esiste una relazione di causalità, bensì un'identità di funzione; poté quindi concepire una metodologia detta vegetoterapia carattero-analitica e tra quanti vi si son poi dedicati si possono ricordare il norvegese Ola Rackness e l'italiano Federico Navarro. Non ne sono certo un esperto, ma operando con l'Energia ho avuto la dimostrazione sia dell'influenza esercitata dai livelli superiori su ogni livello inferiore affinché la reazione messa in atto a ogni livello operi per giungere allo stesso fine, a conferma dell'identità di funzione, sia come la discesa del "disturbo" a livelli inferiori è data dall'atteggiamento dell'individuo che non raccoglie l'"invito" a reagire/cambiare: più si evita di fare quanto necessario, più il richiamo deve scendere in basso per farsi notare e sempre maggiore è la dolorosa evidenza dello stesso, giacché il grado di "rozzezza e aggressività" aumenta ogni volta che si scende a un livello inferiore; per fare un esempio si può paragonare il tutto a una sequenza che parte da una semplice "occhiata" acciocché ci si avveda che così non va, segue un consiglio dato a quattr'occhi e se non basta un richiamo verbale meno "delicato", poi una parola più pesante e se non basta un richiamo scritto, e così di seguito sino a "imprigionare" chi imperterrito si rifiuta di fare quanto va fatto.
Cordiali saluti.
Robino Mariano
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