V'è poi tutto il discorso a riguardo dell'interiorizzazione e dell'introiezione introdotto da Sigmund Freud per spiegare la formazione del Super-Io, ripreso poi in psicologia evolutiva per spiegare lo sviluppo del giudizio morale, e in psicologia sociale per spiegare come sia possibile che le norme possano valere indipendentemente dalle minacce di punizioni o dalle promesse di ricompense. Ad altri spetta un approfondito discorso a questo proposito; a me basta questo accenno per far capire come tramite questi processi è possibile nel corso della vita incorporare nei tratti di personalità propria quelli d'altri che hanno rivestito un particolare significato nella nostra esistenza, e non è detto che questo avvenga sempre nel modo migliore, giacché dipende dalla comprensione di cui si è capaci; tengono il loro posto poi anche fattori legati al temperamento, alla famiglia e all'ambiente in cui si cresce e si matura; ragion per cui quando si deve affrontare una seria crisi ci si deve armare di "sacrosanta" pazienza e umiltà per potersi perdonare divenendo così capaci di perdonare anche tutti gli altri, altrimenti quella sofferenza che porta a essere "ciechi - sordi" oltre a "congelare il cuore", crescendo su "radici e muffe" che abbiamo lasciato, si ripresenterà e ci rimetterà "in catene".
Senza entrare nel merito più dello stretto necessario, per dare completezza all'articolo e spiegare come questa "misteriosa" Terapia Energetica può venire in soccorso di chi è messo in difficoltà dalla crisi in cui s'è venuto a trovare presento una serie di disturbi (nei casi gravi non serve la crisi a renderli evidenti e da subito necessitano di supporto terapeutico) che erano probabilmente già presenti in forma tanto lieve da passare inosservati, ma che lo sconvolgimento cui l'individuo è soggetto porta a manifestarsi e cui può far caso anche chi vive accanto alla persona in crisi:
- Evitante: ci si sente inadeguati, non attraenti come persona, si diventa estremamente sensibili al rifiuto e alle valutazioni negative nei propri confronti e si finisce per evitare i rapporti sociali per paura d'essere ridicolizzati, umiliati, ecc.; si ha sempre più bisogno di forti garanzie d'acritica accettazione, quindi si finisce per evitare sempre più le inter-azioni sociali per timore d'essere rifiutati, nonostante forte sia intimamente il desiderio del calore e della sicurezza che vengono dall'umana compagnia. Lasciati da soli costoro finiscono per estraniarsi dalla società e chiusi in se stessi corrono il rischio d'esser "schiacciati dal mondo".
- Dipendente: sempre più si ricercano certezze, sicurezze e conforto da parte d'altri, cresce un eccessivo bisogno d'essere accuditi; per gradi il comportamento diventa remissivo/depressivo o ossessivo/aggressivo e in alcuni casi i due comportamenti possono presentarsi entrambi a fasi alterne, che si possono succedere anche in modo repentino. L'individuo ha sempre più difficoltà nel prendere decisioni, richiede un'eccessiva quantità di consigli e rassicurazioni e può giungere al punto di sentire il bisogno che altri si assumano la responsabilità di quelle più importanti; di conseguenza ha difficoltà sempre maggiori nell'esprimere il proprio disaccordo verso il parere d'altri per timore di perdere supporto o approvazione. Per progressiva mancanza di fiducia nel proprio giudizio e/o nelle proprie capacità, quand'anche non fossero venute meno motivazioni o energia propria, sempre maggiore è la difficoltà che incontra nel fare le cose in modo autonomo e soprattutto nel dare inizio a progetti, anche se intimamente molto importanti.
- Paranoide: diffidenza e sospetto son sempre più forti, tanto da portare il soggetto a interpretare in modo malevolo le motivazioni degli altri. Pensieri fissi di persecuzione prendono posto nella mente, cresce il timore di venir danneggiati e con esso la paura di subire tradimenti pure dalle persone amate, anche se per fortuna l'individuo riesce ancora a giudicare correttamente quanto accade. È possibile che per difesa il soggetto proietti fuori di sé quelle caratteristiche proprie che ritiene cattive attribuendole ad altre persone o all'intero ambiente in cui vive, percependolo così come ostile e pericoloso per sé; purtroppo il proiettare fuori porta a non mettersi in discussione e rimanere su posizioni sbagliate, non permette la crescita interiore e peggiora la situazione.
- Antisociale: cresce gradualmente il disprezzo per le regole e le leggi vigenti nella società in cui si vive; seguono un comportamento sempre più impulsivo, una crescente incapacità di assumersi responsabilità e giorno dopo giorno aumenta l'indifferenza nei confronti dei sentimenti altrui. Grave problema è che più questo disturbo s'impossessa della persona, più vengono "cacciati" il senso di colpa e conseguentemente il rimorso.
Cordiali saluti.
Robino Mariano