giovedì 29 maggio 2014

Terapia Energetica e crisi di identità 11 di 32

Dopo aver fatto questa digressione, sia per chiarire come ci siano molte figure professionali che si occupano di curare casi specifici, sia per evidenziare alcune particolarità della Terapia Energetica, torno a dove avevo considerato come ognuno di noi interpretando in modo personale quanto accade in base al suo vissuto costruisce una propria visione della realtà, pertanto vedere del bicchiere la parte mezza piena o quella mezza vuota sostanzialmente dipende dalla visione che si ha della realtà, quindi non è fuor dalla portata di nessuno fermarsi, divenirne cosciente, girarsi e percorrere con fiduciosa costanza la via al contrario verso la "guarigione". Penso nella digressione d'aver dato alcune risposte alla domanda: "Perché la cosa è tanto difficile e ci sono così tanti pessimisti al mondo?" e pure all'affermazione: "Per cambiare il percorso che in alcuni casi potrebbe portare ad autodistruggersi è indispensabile comprendere i motivi che nel tempo hanno strutturato il nostro atteggiamento interiore, obbligando così la mente a guardare quanto ci accade attraverso lenti che alterano la visione anziché renderla nitida.": quando da soli non si capisce occorre l'intervento di qualcuno capace di aiutare; ma, tenendo presente come sia in effetti molto difficile rendersi conto che non si comprende la portata del proprio comportamento, diventa estremamente difficile sentire di dover chiedere aiuto a un terapeuta, con i risultati che, volendo fare attenzione al perché accade ciò che accade, tutti possono vedere nella nostra società. Come ho detto, le caratteristiche della personalità di ciascun essere umano sono determinate in gran parte dai meccanismi di difesa caratteristici di quell'individuo; e quando questi funzionano in modo efficace, l'individuo con disturbi di personalità è in grado di controllare ansia - depressione - collera - vergogna - colpa - aspetti affettivi senza avvertire disagio, quindi, anche se questo comportamento può avere effetti negativi sul rapporto con gli altri, a prima vista sembra dia maggiori vantaggi che svantaggi; entra in crisi solo quando si presenta qualcosa di sufficientemente potente da spezzare quest'equilibrio malato e il profondo dolore che viene in essere obbliga la persona a ri-mettere tutto in discussione tanto da poter sfociare anche in "crisi esistenziale" e "crisi di identità".

V'è poi tutto il discorso a riguardo dell'interiorizzazione e dell'introiezione introdotto da Sigmund Freud per spiegare la formazione del Super-Io, ripreso poi in psicologia evolutiva per spiegare lo sviluppo del giudizio morale, e in psicologia sociale per spiegare come sia possibile che le norme possano valere indipendentemente dalle minacce di punizioni o dalle promesse di ricompense. Ad altri spetta un approfondito discorso a questo proposito; a me basta questo accenno per far capire come tramite questi processi è possibile nel corso della vita incorporare nei tratti di personalità propria quelli d'altri che hanno rivestito un particolare significato nella nostra esistenza, e non è detto che questo avvenga sempre nel modo migliore, giacché dipende dalla comprensione di cui si è capaci; tengono il loro posto poi anche fattori legati al temperamento, alla famiglia e all'ambiente in cui si cresce e si matura; ragion per cui quando si deve affrontare una seria crisi ci si deve armare di "sacrosanta" pazienza e umiltà per potersi perdonare divenendo così capaci di perdonare anche tutti gli altri, altrimenti quella sofferenza che porta a essere "ciechi - sordi" oltre a "congelare il cuore", crescendo su "radici e muffe" che abbiamo lasciato, si ripresenterà e ci rimetterà "in catene".

Senza entrare nel merito più dello stretto necessario, per dare completezza all'articolo e spiegare come questa "misteriosa" Terapia Energetica può venire in soccorso di chi è messo in difficoltà dalla crisi in cui s'è venuto a trovare presento una serie di disturbi (nei casi gravi non serve la crisi a renderli evidenti e da subito necessitano di supporto terapeutico) che erano probabilmente già presenti in forma tanto lieve da passare inosservati, ma che lo sconvolgimento cui l'individuo è soggetto porta a manifestarsi e cui può far caso anche chi vive accanto alla persona in crisi:
  • Evitante: ci si sente inadeguati, non attraenti come persona, si diventa estremamente sensibili al rifiuto e alle valutazioni negative nei propri confronti e si finisce per evitare i rapporti sociali per paura d'essere ridicolizzati, umiliati, ecc.; si ha sempre più bisogno di forti garanzie d'acritica accettazione, quindi si finisce per evitare sempre più le inter-azioni sociali per timore d'essere rifiutati, nonostante forte sia intimamente il desiderio del calore e della sicurezza che vengono dall'umana compagnia. Lasciati da soli costoro finiscono per estraniarsi dalla società e chiusi in se stessi corrono il rischio d'esser "schiacciati dal mondo".
  • Dipendente: sempre più si ricercano certezze, sicurezze e conforto da parte d'altri, cresce un eccessivo bisogno d'essere accuditi; per gradi il comportamento diventa remissivo/depressivo o ossessivo/aggressivo e in alcuni casi i due comportamenti possono presentarsi entrambi a fasi alterne, che si possono succedere anche in modo repentino. L'individuo ha sempre più difficoltà nel prendere decisioni, richiede un'eccessiva quantità di consigli e rassicurazioni e può giungere al punto di sentire il bisogno che altri si assumano la responsabilità di quelle più importanti; di conseguenza ha difficoltà sempre maggiori nell'esprimere il proprio disaccordo verso il parere d'altri per timore di perdere supporto o approvazione. Per progressiva mancanza di fiducia nel proprio giudizio e/o nelle proprie capacità, quand'anche non fossero venute meno motivazioni o energia propria, sempre maggiore è la difficoltà che incontra nel fare le cose in modo autonomo e soprattutto nel dare inizio a progetti, anche se intimamente molto importanti.
  • Paranoide: diffidenza e sospetto son sempre più forti, tanto da portare il soggetto a interpretare in modo malevolo le motivazioni degli altri. Pensieri fissi di persecuzione prendono posto nella mente, cresce il timore di venir danneggiati e con esso la paura di subire tradimenti pure dalle persone amate, anche se per fortuna l'individuo riesce ancora a giudicare correttamente quanto accade. È possibile che per difesa il soggetto proietti fuori di sé quelle caratteristiche proprie che ritiene cattive attribuendole ad altre persone o all'intero ambiente in cui vive, percependolo così come ostile e pericoloso per sé; purtroppo il proiettare fuori porta a non mettersi in discussione e rimanere su posizioni sbagliate, non permette la crescita interiore e peggiora la situazione.
  • Antisociale: cresce gradualmente il disprezzo per le regole e le leggi vigenti nella società in cui si vive; seguono un comportamento sempre più impulsivo, una crescente incapacità di assumersi responsabilità e giorno dopo giorno aumenta l'indifferenza nei confronti dei sentimenti altrui. Grave problema è che più questo disturbo s'impossessa della persona, più vengono "cacciati" il senso di colpa e conseguentemente il rimorso.
Continuerò sulla prossima uscita.

Cordiali saluti.

Robino Mariano

giovedì 8 maggio 2014

Terapia Energetica e crisi di identità 10 di 32

Lascio naturalmente agli psicologi/psicoterapeuti il discorso relativo alla sessualità e all'angoscia viste pure come direzioni opposte del medesimo processo d'eccitazione, ov'è dominante la reazione parasimpatica (espansione) nel primo caso e quella simpatica (contrazione) nel secondo. Rispetto però a quanto all'Università appresi riguardo alla fisiologia della vita vegetativa ove i due dirigenti del Sistema Nervoso Autonomo sono unicamente il Parasimpatico e il Simpatico, lavorando col massaggio insieme alla Terapia Energetica in stato meditativo-percettivo mi sono reso conto dell'importanza di quell'indomito Sistema Nervoso Enterico che pretende autonomia ed è capace d'irremovibili decisioni proprie: per certi versi quasi "preistorico", eppur forse proprio per questo versato nell'uso di mezzi semplici e brutali capaci di vincere/sciogliere/corrodere blocchi presenti a livelli diversi, invincibili invece per i "moderni e raffinati" mezzi di cui dispone il cervello che nel cranio sta. Facendo attenzione ai risultati cui potevo giungere con la sua collaborazione e vedendo come l'azione manuale necessaria a "metterlo in moto", adattata ogni volta all'unicità di chi stavo trattando, sempre però calma - dolce - ritmata, sia ben accolta da chi vi si sottopone, ho preso a giovarmi sempre più spesso del suo aiuto (col tempo il lavoro in campo "energetico" abitua a entrare in contatto con quanto esiste e opera nei vari livelli e trovar così modo di collaborare per raggiungere un comune obiettivo: nessuno gode a star male, neppure le parti di cui siamo composti e che "nel loro piccolo" continuamente cercano un rimedio valido); in molti casi rende più agevole, se non addirittura possibile ciò che diversamente sarebbe impossibile, il superamento di ostacoli altrimenti generatori d'ulteriore ansia, angoscia e paura. Molto utile è pure l'aiuto che viene dalla corretta respirazione (funzione vitale per eccellenza; tanto che l'aria, come già detto nell'articolo sui trattamenti convenzionali - non convenzionali - collaterali - alternativi - complementari - . . . , può essere considerato il più importante tra i nutrimenti: si muore prima per mancanza d'aria che per mancanza "d'acqua o pane". Stante la diffusa acquisizione della cattiva abitudine di difendersi "trattenendo", sovente va insegnata) cui torace e ventre co-operano armonicamente permettendo al diaframma di liberarsi gradualmente dai blocchi, che "congelando" energia ed emozioni dolorose da una parte indeboliscono l'individuo e dall'altra mantengono attivi pericolosi "immateriali agenti patogeni", consentendo così d'aumentar la propensione a prendere coscienza della Verità necessaria per, sciogliendo correttamente inutili "argini" che hanno formato "malsane paludi", un po’ per volta risanare le proprie parti "malate".

Ho citato la Vegetoterapia, che accoglie il concetto d'espansione-contrazione, proprio della dualità Parasimpatico-Simpatico alla base dell'equilibrio dinamico tra contatto con se stessi e contatto con gli altri, e processo vitale basato su un comportamento antitetico come respirazione-espirazione (usato nel corso della terapia), che porta a ipotizzare una circolazione energetica pulsante avente quindi bisogno di un organismo libero da ostacoli per poter funzionare al meglio, perché ritengo sia un metodo che potrebbe operare fianco a fianco all'umilissima ed efficace Terapia Energetica di cui parlo. Con esercizi psico-corporei (acting) lavora sul corpo per favorire una più sana distribuzione dell'energia vitale e al tempo stesso con un'analisi del carattere emergente dal linguaggio del corpo lavora sulla psiche, contribuendo così a liberare l'essere umano dalla rigidità della sua armatura caratteriale e migliorando la sua funzione pulsante e vitale; obiettivo cui pure la Terapia Energetica, che estende il campo d'azione oltre il singolo sino alla totalità dell'esistente e divide il corpo fisico in trentacinque zone principali (undici singole, dieci doppie, sei tratti singoli e otto doppi) da trattare singolarmente (poi a seconda dei casi vi sono molte sottozone su cui intervenire e altro ancora non più solo sul corpo fisico), tende: l'operare sui livelli superiori va oltre la vita nella polarità cui lo sviluppo psico-affettivo, psico-corporeo e la maturazione emozionale appartengono.

Prender consapevolezza del proprio corpo e dei livelli energetici rende sempre più consci di chi siamo, di conseguenza cambiano la modalità di percepire la realtà e di relazionarsi con quanto e quanti intorno abbiamo, quindi mutano le identificazioni mentali e non solo: si capisce come il far del male in definitiva è autolesionismo e quanto grandi siano limiti e brutture di questa realtà polare. Senza toccare le Religioni e rimanendo in Occidente, mi pare corretto ricordare che già Socrate (470 - 399 a.C.) nel cercare di fornire una risposta all'antico motto "Conosci te stesso" prese in considerazione l'anima dell'uomo (considerata il vero "se stesso", mentre il corpo vien reputato essenzialmente uno strumento) e la necessità di prendersene cura apprendendo la conoscenza del bene che porta a operare in vita le giuste decisioni (virtù) e così permette l'instaurarsi della felicità = salute dell'anima, mentre evidenziò come ignorare il bene impedisce il prendersi cura di sé e così rende infelici e vittime delle proprie "pulsioni". Da quanto ne so appare come ai suoi occhi ci sia una chiara alternativa tra la cura dell'anima e la cura di ogni altro bene, in fondo cioè un'alternativa di modi di vita: riconoscere l'esistenza di questa alternativa e mettere in atto la cura dell'anima porta a rivoluzionare la propria vita. Ciò spiega come mai già ai suoi tempi in tanti, sebbene a parole apprezzassero l'esortazione di Socrate, tuttavia si guardassero bene dal metterla in pratica: da lui alle loro domande volevano risposte tali da soddisfare sul piano intellettuale, senza però dover in alcun modo cambiare il loro modo di vivere, mentre come prima cosa a Socrate importava che essi cambiassero il modo di vita: egli propose un metodo di ricerca e di esame, nonché un modo di vivere; non propose alcuna dottrina perché realizzare la conoscenza di se stesso è un risultato che cambia la propria vita, ma non si può tradurre in una dottrina che uno possa trasmettere ad altri.

Con metodi diversi da quella che io presento come Terapia Energetica, ma con identico obiettivo, la Psicoterapia Analitico Reichiana attenta alle informazioni che sistema nervoso - apparati endocrino e muscolare - "pulsazione energetica" mettono a disposizione, oltre a curare problemi emozionali, disturbi del carattere e della personalità, del comportamento e delle disfunzioni psicosomatiche, in fondo è uno strumento che permette di cambiare - crescere - maturare - divenir consapevole della Realtà; può quindi essere utile agli esseri umani a partire dall'inizio dell'età evolutiva e permette trattamenti sia individuali che di gruppo, ugualmente a quello che si può in altro modo fare con la Terapia Energetica: nessun essere umano può saper tutto; riconoscendo il "valore" proprio e degli altri, eliminando invidia e ingordigia, dall'unione delle forze di quanti operano con "coscienza" nel reciproco rispetto si possono raggiungere i migliori risultati. Chissà se prima di passar a "miglior vita" vedrò avviata questa cooperazione?

Cordiali saluti.