giovedì 31 luglio 2014

Terapia Energetica e crisi di identità 14 di 32

Descrivo ora gli ultimi due dell'elenco proposto:
  • Schizoide: manca il desiderio di relazioni strette con altri esseri umani ed è presente un distacco emotivo rispetto alle persone e alla realtà che lo circondano, cosa che impedisce di trarre piacere dalla realtà esterna e percepirsi come pienamente esistente nel mondo, di conseguenza assente o ridotta è la capacità di provare vero piacere o interesse in qualsiasi attività e al tempo stesso fa apparire lontano/chiuso in se stesso, elusivo/freddo. A differenza della schizofrenia il disturbo non intacca le capacità cognitive e logiche e, benché non vi partecipi emotivamente, l'individuo è consapevole della realtà. Spesso sono considerati dagli altri come eccentrici, isolati e solitari.
  • Schizotipico: oltre alla tendenza all'isolamento sociale si trovano uno stile comunicativo e di pensiero eccentrico insieme a stranezze nel comportamento e idee/credenze insolite; tuttavia la percezione della realtà non è alterata e il pensiero, sebbene appaia divagante e strano nello stile, non è tuttavia disorganizzato. Possono perdersi nei propri pensieri (le idee fisse non sono forti come nel paranoide; non ci sono proiezioni di ostilità verso l'esterno), isolarsi e mostrare blanda ansietà.
Con questa rapida "carrellata" senza pretese ho presentato un "ventaglio" di situazioni in cui anche il terapeuta energetico può dare il suo contributo per aiutare chi lo vuole a uscirne e vivere meglio, così da contribuire a migliorare la vita di tutti. Anche il massaggio terapeutico può essere un aiuto aggiuntivo da prendere in considerazione a seconda della situazione in cui ci si trova a operare. I blocchi energetici sono infatti ostacoli che si oppongono alla libera circolazione dell'energia; e l'emozione che più impedisce/blocca/impoverisce il corpo della sua energia è la paura, che oltre a bruciare energia blocca a livello muscolare. Gli stimoli percepiti generano sensazioni e da sempre la "sana" paura ha aiutato gli appartenenti al Regno Animale a salvarsi la vita tramite improvvisi attacchi che dissuadono l'avversario, o a mezzo della fuga; ma nella quotidianità la possibilità di rispondere in tal modo alle aggressioni che dalle situazioni che viviamo ci vengono diventa impossibile nella maggioranza dei casi, e ciò determina un blocco del livello ove ha agito lo stimolo: il sintomo è correlato al blocco ed è espressione di un'emozione; un blocco primitivo può portare alla formazione di un blocco principale eretto a sua difesa in un livello diverso da quello ove sta il primitivo; a complicare le cose vengono i blocchi secondari, che si possono immaginare come i nodi di un'ampia rete; va tenuto presente che una carenza energetica, ugualmente alla necessità di scaricare l'eccesso di energia, finisce per far "ammalare" il soggetto. Un ciclo di massaggi idonei a sciogliere a livello fisico questi blocchi unito a una corretta terapia può accelerare il processo di "guarigione" aumentando la fiducia in chi ne trae beneficio. Questo tipo di massaggio non è quello del fisioterapista/terapista della riabilitazione, ma quello che può offrire un massoterapista olistico preparato; a questo riguardo in altro articolo ho esposto una bozza di piano di studi per un'apposita laurea magistrale attualmente mancante. Oggi il/la paziente arriva dal terapeuta energetico dopo aver già "bussato a varie porte" e ormai tendente al pessimismo offre di sé immagini del tipo: avverte solo in piccola/minima parte la gioia di vivere, o addirittura non l'avverte più ed è incapace di divertirsi, come di trovar qualcosa che lo/la rassereni; è incline a essere solitario, serio, malinconico, disciplinato/sottomesso, si autocritica; tende a esprimere rimpianti uniti a sentimenti di inadeguatezza e disperazione; alcuni appaiono meticolosi, perfezionisti, coscienziosi oltre ogni limite, preoccupati del lavoro (al giorno d'oggi ormai più che a ragione), sentono fortemente la responsabilità e il suo peso, quando poi devono affrontare nuove condizioni di lavoro/vita con facilità cedono allo scoraggiamento; temono la disapprovazione, tendono a soffrire in silenzio e alcuni confessano di piangere per un nonnulla, sebbene (soprattutto gli uomini) mai in presenza d'altri; sovente la tendenza all'esitazione, all'indecisione, alla cautela è un velo dietro cui si nasconde un sentimento di insicurezza più o meno grave unito a una scarsa autostima. Sono quasi completamente convinti di non poter più trovare nella loro vita qualcosa/qualcuno che ancora li possa rendere speranzosi - ottimisti - felici. Spesso hanno somatizzato e riflettono nel corpo quanto hanno "dentro". Nei casi meno gravi troviamo persone che hanno preso a pensare già in partenza al peggio con la speranza d'esser meno delusi se e quando la conclusione fosse peggiore delle aspettative, che si son lasciati prendere la mano col risultato di comportarsi poi in modo tale da attirarsi quasi come una calamita esiti spiacevoli; ci si può anche trovare in presenza di persone che sono diventate così a causa dell'ambiente in cui sono cresciute, si tratta in questo caso di modalità operative apprese nel passato in quanto funzionali al superamento di qualche situazione emotivamente coinvolgente e che hanno portato qualche vantaggio, quindi vengono per tale ragione tenute in vita e non ci si avvede che invece al momento secondari sono i vantaggi, mentre primari al contrario i danni. Vi son poi altre cause a dare il via a questa discesa nella desolazione, tra cui devastante quella di coloro che son partiti dal non aver saputo accettare determinati inaspettati eventi, inutilmente han cercato con ogni mezzo di opporsi e/o raggiungere le mete che s'eran prefissi, nello scorrere del tempo ai loro occhi hanno collezionato troppe sconfitte per poter ancora nutrire la speranza, cosicché lentamente ogni cosa ha perso valore per loro sino a che son crollati piegati su se stessi e possono giungere a odiare la vita stessa. Chiaramente non voglio approfondire portando il discorso in ambito strettamente medico; quindi devio proponendo una domanda: "è seriamente ipotizzabile che la mente umana sana sia più portata a distruggere che non a costruire?" Non è certamente ipotizzabile, altrimenti il genere umano non sarebbe sopravvissuto per millenni; ma è altrettanto vero che anche la mente può ammalarsi e anziché consistenza fisica come virus e batteri, gli agenti patogeni a questo livello sono "idee - sensazioni". Ecco che anche la cura (fermo restando la comprovata validità di determinati farmaci) dovrà usare mezzi della stessa loro natura; si può iniziare la "terapia/correzione della rotta" cercando di rispondere a semplici domande tipo:
  • perché sono portato a vedere tutto nero?
  • Con questo atteggiamento voglio forse comunicare un messaggio alle persone che mi stanno intorno? . . . e se si, quale?
  • Che vantaggi mi vengono da questo atteggiamento? . . . e quali svantaggi?
  • Col mio atteggiamento ipercritico sulla quotidianità, la visione negativa del passato e il pessimismo riguardo al futuro, cerco forse di smentire qualcuno? . . . una parte di me in cui continua a vivere qualcuno che ha contribuito alla mia educazione?
  • Ecc.
Cordiali saluti. Robino Mariano

giovedì 10 luglio 2014

Terapia Energetica e crisi di identità 13 di 32

Riprendendo la serie dei disturbi che si possono manifestare e cui può far caso anche chi vive accanto alla persona in crisi, ricordo però che alcune caratteristiche di un disturbo possono essere presenti anche in altri disturbi e che queste sono semplici informazioni; in caso di necessità è bene rivolgersi sempre a terapeuti preparati, che possono valutare e distinguere.
  • Istrionico: è caratterizzato da eccessive emotività e ricerca di attenzione, insieme a bisogno di approvazione e inappropriata seduttività; possono essere vitali, esprimere entusiasmo e al tempo stesso avere comportamenti teatrali e considerare le proprie relazioni più intime di quanto non siano in realtà; inconsapevolmente portati a recitare una parte come a cercar di controllare l'altro/a e al tempo stesso presentando una marcata dipendenza affettiva (spaventati all'idea della separazione e molto sensibili al rifiuto), hanno difficoltà a essere autentici con chi si relazionano e tendono a non vivere emozioni e sentimenti in profondità; facilmente sono emotivamente immaturi e il bisogno dell'approvazione altrui li porta a considerare se stessi in funzione del giudizio d'altri, di conseguenza ad avere uno scarso senso di identità personale, ciò comporta un elevato grado di suggestionabilità, quindi opinioni e sentimenti con facilità sono influenzati da convinzioni e stati d'animo altrui, come pure da entusiasmi del momento, impressioni, semplici circostanze. Spesso preoccupati dell'aspetto fisico, in quanto strumento per attirare l'attenzione su di sé, lo curano molto e facilmente una critica può turbarli in modo eccessivo. Questo loro modo di vivere mettendo in atto strategie tendenzialmente manipolative al fine di ottenere l'ammirazione e l'appoggio altrui, possono compromettere le loro relazioni sociali e professionali, nonché quelle sentimentali per le quali s'aggiunge il fatto che quelle pressanti e drammatiche richieste d'aiuto che possono venir messe in atto quando hanno la sensazione di non essere considerati o di dover affrontare le difficoltà della vita da soli, possono ottenere l'effetto opposto facendo allontanare partner, parenti e amici esasperati.
Ritengo di dover essere chiaro su un punto: carenza di accudimento e disorientamento che ne deriva sono problematiche legate al bisogno innato di cure e attenzioni che il bambino ricerca nei primi anni di vita e che possono perdurare nel tempo sino a caratterizzare le relazioni interpersonali del soggetto in età adulta. È bene i genitori tengano presente come stati d'angoscia e depressione in cui un individuo può venirsi a trovare in età adulta possono crescere su "radici" nate nell'infanzia, quando il soggetto ha sperimentato angoscia, disperazione, distacco dovuti a carenza d'accudimento e situazioni familiari negative: un essere umano per crescere sicuro ha bisogno di ricevere dalle figure di riferimento giusti conforto e protezione (che non comprendono i vizi e nulla hanno a che fare con le disponibilità economiche), mentre in caso di comportamenti inappropriati e trascuranti da parte dei genitori (che sovente ne sono stati a loro volta vittime, ecc., visto come l'immaturità porta a sbagliare anche se si sta facendo il possibile per fare bene) cresce insicuro. Sperimentare figure di accudimento sensibili e disponibili sin dai primi anni di vita favorisce la maturazione d'un atteggiamento nel complesso fiducioso riguardo alle relazioni umane insieme a sane autostima e calma interiore; mentre l'aver sofferto di carenza d'accudimento genera disorientamento e intima agitazione, porta scarsa fiducia in se stessi e negli altri, oltre ad aspettative negative riguardo alle relazioni, alla vita sociale e all'esistenza in generale. Imparare ad Amare iniziando ad aver cura delle necessità del/la bimbo/a che al momento ha assoluto bisogno di noi e non può ricambiare (se non con "calorosi doni che gratificano lo spirito": sorrisi, espressioni vocali, ecc.) è un mezzo naturale gratuitamente messoci a disposizione dalla Vita per far crescere la nostra capacità d'Amore dallo stadio infantile a quello maturo: la richiesta di "mettersi in cammino" e giungere a questa maturazione rientra anche negli Insegnamenti Religiosi Veri.
  • Borderline: caratterizzata da una straordinaria instabilità dell'affettività, del comportamento, dell'umore, delle relazioni sia con gli oggetti che con l'immagine che l'individuo ha di se stesso. Un tempo era considerata la linea di confine tra nevrosi e psicosi, campo questo in cui lascio la parola a psichiatri e psicoterapeuti. Tra i sintomi tipici vi è la paura dell'abbandono e cronici sensi di vuoto; possono soffrire di momenti depressivi anche molto brevi (poche ore) alternati a comportamenti normali. Sono impulsivi, preda di crolli dell'umore, della fiducia in se stessi, di accessi d'ira, portati a iperidealizzazione e svalutazione; possono avere comportamenti sia autodistruttivi che distruggenti le relazioni interpersonali. Il loro classificare e giudicare cose, persone e situazioni, tende a incasellare oscillando solo tra opposti (es.: amore - odio; buono - cattivo), sfruttando inconsciamente al massimo semplici e primitivi meccanismi di difesa. Non permette certo una stabilità esistenziale, porta a relazioni affettive intense ma turbolente che spesso terminano bruscamente e naturalmente provoca crolli sia nella vita lavorativa che in quella di relazione di questi individui.
Prima di continuare vorrei far riflettere su come sgraditi frutti della "svolta/mutazione", che ai nostri giorni la "globalizzazione/teleinformatizzazione" ha imposto al modo di vivere della gente, tanto hanno in comune con gli effetti di questo (e non solo) disturbo della personalità: si fanno enormi sforzi per togliere certezze e punti di riferimento stabili all'essere umano postmoderno; si paga per trovare mezzi utili acciocché le persone si trovino a destreggiarsi in un ambiente "ambiguo" ove tutto, oltre a essere in continuo divenire, sta pure perdendo la sua "solidità" divenendo in un certo senso più "fluido", quindi più incanalabile da chi dall'alto dirige le operazioni. Le vere scale di Valori che da sempre sorreggono l'Umanità non cambiano né perdono la loro intrinseca Importanza; per "cambiare" diventa necessario generare confusione e svisare la comune percezione, perché se quelle restano "visibili e solide come la roccia" hanno la capacità di dar forza ai deboli, diventando insormontabile ostacolo per chi vuole obbligare a questa svolta: impegni a lungo termine e vincoli indistruttibili sono visti come impedimenti da eliminare; ciò che sempre portava a socializzazione, edificazione di comunità compatte e solidità in ogni tipo d'umano rapporto, si cerca di farlo passare in "seconda fila" e farlo sembrare "da vecchi", offrendo e pubblicizzando come appetibili novità dei "surrogati" virtuali, onde produrre disaggregazione, togliere solidità ai rapporti umani e così rendere ogni singolo individuo più debole e "malleabile". Omicidi - suicidi - violenze - problemi e instabilità "mentali" - paure - atteggiamenti distruttivi - ecc., son solo la punta dell'iceberg: occorre "scendere da cavallo" e riscoprire cosa davvero è utile all'Umanità. Cordiali saluti. Robino Mariano