- Nelle fibre amieliniche si formano dei circuiti di corrente che punto dopo punto attraversano la membrana; ciò fa si che la depolarizzazione si propaghi lentamente lungo la fibra nervosa.
- Mentre nelle fibre mieliniche la membrana cellulare è rivestita all'esterno da una spessa guaina mielinica che, fungendo da isolante, impedisce il passaggio della corrente dall'interno all'esterno e solo a intervalli regolari presenta delle strozzature (nodi di Ranvier) ove manca il rivestimento isolante: il circuito di corrente si ha solo tra un nodo e l'altro e la propagazione avvenendo a salti tra un nodo di Ranvier e l'altro è molto più veloce che nelle fibre amieliniche.
giovedì 23 ottobre 2014
Terapia Energetica e crisi di identità 18 di 32
La materia per quanto ne sappiamo è passiva e obbedisce a precise leggi; a seconda della massa di materia a disposizione avvengono determinati processi. Si pensa che l'Universo che conosciamo sia stato generato da un'iniziale distribuzione della materia che è improvvisamente collassata portando alla formazione di varie strutture: ammassi di galassie, ammassi stellari, stelle, pianeti, ecc..
Sappiamo che una nube interstellare rimane in uno stato di equilibrio finché l'energia cinetica (che genera una pressione verso l'esterno) dei gas contenuti è uguagliata dall'energia potenziale della gravità interna (che tende a farla collassare); quando la gravità riesce a vincere si ha il collasso gravitazionale con progressiva compressione della materia e formazione di un corpo massiccio, che se abbastanza grande può portare alla nascita di una stella innescando la fusione dell'idrogeno. Se la stella è molto massiccia l'enorme forza di gravità non trova forze in grado d'esserle antagoniste e oltrepassato un certo punto la contrazione è tale da generare un buco nero; al contrario se la massa non è in quantità sufficiente a innescare la fusione dell'idrogeno nasce una nana bruna, che irradia energia per la fusione del deuterio e se abbastanza grande anche per quella del litio.
Anche le stelle hanno un'esistenza limitata, che va dal collasso gravitazionale che l'ha generata sino all'ultimo collasso gravitazionale che per quanto ne so a seconda delle sue caratteristiche la trasformerà in una nana bianca, una stella di neutroni, un buco nero, . . .
Per come la conosciamo sulla Crosta terrestre la materia pare avere un'esistenza duale: un sasso ad esempio da sé rimane immobile, solo l'intervento di un agente esterno lo può far muovere, diventare caldo/freddo, ecc.; vi son condizioni che portano a fenomeni particolari come venti, fulmini, ecc.; all'interno la Terra mostra d'avere attività che continuano da quando il pianeta s'è formato e che sono conseguenza dell'azione che ne ha determinato la nascita e tutto ciò influisce sulla vita nel mare e sulla terraferma.
Risulta pertanto che questa realtà polare, come ho già detto parlando della Terapia della Polarità ideata dal dott. Randolph Stone, è basata su tre elementi essenziali: due poli opposti (positivo e negativo) ed uno neutro (cui spesso non si presta sufficiente attenzione) che obbligatoriamente va attraversato per andare da una polo all'altro.
Quando la passiva materia vien "reclutata" dalla Vita dimostra di operare in pieno attraverso questi tre punti.
Per chiarire con un esempio fatto "alla buona", ricordo che nei liquidi contenuti nel corpo all'interno e all'esterno delle cellule molte sostanze si presentano sciolte sotto forma di ioni, particelle dotate di carica elettrica positiva (cationi) o negativa (anioni). In condizioni di riposo, nella cellula gli anioni son presenti in concentrazione maggiore e viceversa all'esterno di essa sono i cationi ad essere in maggioranza: all'interno il polo negativo, la membrana è il polo/punto neutro (che si rivela essere indispensabile affinché i processi possano aver luogo), all'esterno il polo positivo; tra i cationi nel liquido intracellulare prevale il potassio (K+) e in quello extracellulare il sodio (Na+); la differenza dipende dalla permeabilità di membrana, 50-100 volte più permeabile per il K+ che non per il Na+ e al tempo stesso dalla presenza a livello di membrana della pompa sodio-potassio che di continuo espelle sodio e immette potassio. Vari tipi di stimoli (elettrici, chimici, ecc.) capaci di raggiungere l'intensità di soglia possono eccitare la membrana e così, modificando la permeabilità a K+ e Na+, generare una variazione di potenziale elettrico chiamata potenziale d'azione: l'aumento di permeabilità al sodio che si viene così ad avere determina un flusso di Na+ dall'esterno all'interno della cellula, cosicché gradatamente porta il polo da negativo → a neutro, quindi → a positivo; naturalmente poi il processo si capovolge, si ritorna da positivo a negativo e tutto ciò, che avviene in 2 - 4 millisecondi, vien definito depolarizzazione e ripolarizzazione.
Le cellule eccitabili (neuroni, cellule muscolari e neuroendocrine) non rispondono solo in modo passivo agli stimoli elettrici, ma son capaci di generare risposte attive che portano al propagarsi del potenziale d'azione; quando ciò avviene lungo le fibre nervose costituisce l'impulso nervoso: a un potenziale d'azione segue un periodo refrattario, dopodiché si può generare un secondo potenziale d'azione e così via; dal momento che il periodo refrattario impedisce che possa tornare indietro, la trasmissione del segnale elettrico lungo l'assone si propaga in una sola direzione e grazie a questo rigenerarsi del potenziale d'azione si propaga lungo la fibra senza alterazioni di forma e ampiezza fino a raggiungere la parte terminale e cominciare così la trasmissione sinaptica: con un esempio visualizzabile si può paragonare questa propagazione del potenziale d'azione alla fiamma che avanza lungo una miccia.
Sempre legati al sistema nervoso, possiamo notare come la Vita nei millenni abbia fatto evolvere i possibili utilizzi della materia in varie direzioni; restringendo all'essere umano si nota come due siano le vie con cui avviene la propagazione degli impulsi:
giovedì 2 ottobre 2014
Terapia Energetica e crisi di identità 17 di 32
A produrre una qualsiasi crisi nell'individuo è sempre un risultato cui giunge la sua mente col suo continuo lavoro; certamente per aiutare efficacemente i singoli è sì bene conoscere il funzionamento della mente, ma ancor più è possibile se si sa cos'è la mente. Nello scorrere dei secoli in molti hanno tentato di rispondere alla domanda "Che cos'è e dove si trova la mente?"; proverò ora a guardare il problema da un'altra prospettiva.
Alcuni si basano sul fatto che se è vero che il pensiero riflette la realtà e che l'individuo conosce le forme della realtà è perché prendono forma nel suo pensiero; tuttavia non è il pensiero che fonda la realtà, ma è la realtà a dare fondamento al pensiero: è con il pensiero che l'essere umano prende coscienza della realtà e individualmente è il grado di consapevolezza raggiunto che permette l'avere un maggiore o minore grado di coscienza della realtà. Da ciò se ne deduce che la logica generale, cioè dai più accettata, riflette il rapporto tra l'Umanità (soggetto) e l'organizzazione della materia (oggetto); mentre la logica individuale riflette il rapporto tra l'individuo (soggetto) e il mondo che lo circonda compresi tutti gli altri esseri umani (oggetto). Partendo da ciò si può ragionevolmente pensare che ogni linguaggio umano (che si ipotizza si sia evoluto da un preesistente sistema di comunicazione gestuale) rappresenta l'esperienza accumulata dalle generazioni precedenti nel rapporto con la realtà: scritto o parlato, è il mezzo con cui ai singoli individui viene trasmessa l'esperienza sociale del sapere accumulato nelle generazioni
Su ciò si può fondare l'idea che la materia di per sé è priva di coscienza, ma attraverso il pensiero umano prende coscienza di sé; nasce quindi il problema di capire la realtà, divisa tra quella che sta dentro all'individuo e quella che sta fuori: la realtà nel suo insieme esiste indipendentemente dalla realtà interna, ma abitando nel suo corpo è la realtà interna che riesce a condizionare l'essere umano nella di lui/lei comprensione della realtà nel suo insieme.
Diversi sono i modi di dipanar l'intreccio tra comprensione dell'oggetto, comprensione del soggetto e rapporto tra soggetto, oggetto e diversi soggetti; tre sono le principali Linee Guida: Religione, Filosofia, Scienza. Non son queste tra loro estranee, tanto che in ognuna di esse si trovano tracce delle altre in quanto, a eccezione della prima, son totalmente frutto dell'Umanità e ogni essere umano col tempo prende coscienza e riflette in sé più aspetti dell'esistente. Non è però vero che man mano che la comprensione della realtà si completa la Religione tende a scomparire mentre filosofia e scienza tendono a fondersi, così come i "miopi" materialisti danno per scontato: scienza e filosofia "bloccate" all'umano basso livello non possono "superar lo stato fanciullesco" e conoscere il Multiverso; energeticamente è chiaro come gli Annunci Religiosi siano di fatto "Ponti" che, con le dovute "accortezze", permettono di attraversare "bui e profondi baratri" e superare "enormi distanze" per andare incontro a nuove conoscenze, solo colà raggiungibili, e poter così godere d'una Vita migliore!
Un dato ritenuto certo è che per sperimentare la realtà è necessario che la realtà esista; in questa fase dell'esistenza l'essere umano infatti impara a conoscere la realtà per lo più grazie all'esperienza che giorno dopo giorno ne ha, e questo fatto si ritiene confermi da se stesso l'esistenza di questa realtà . . . ma attenzione, anche per i sogni nel momento in cui stiamo sognando vale lo stesso tipo di conferma. Il fatto poi che l'individuo abbia bisogno della realtà per conoscerla e viverla, mentre la realtà al contrario non ha bisogno dell'individuo per esistere, e che proprio in questo consiste l'oggettività della realtà, vale anche per la Realtà Annunciata dalle Religioni: può benissimo esistere anche se l'intera Umanità non ci crede; ragion per cui il poter aver esperienza di quella Realtà (vedi meditazione - estasi - ecc.) dimostra oltre ogni ragionevole dubbio non solo che esiste, ma che vi è possibilità di conoscerla! Ecco che l'attuale pensiero, detto sia moderno che scientifico, di certo può nel suo ricercar la verità spostare il concetto di realtà a quello di esperienza, tant'è che solo risultati che non cambiano in seguito a esperimenti riproducibili vengono considerati degni della massima fiducia; in questo senso si può accettare che il pensiero scientifico abbia il merito d'aver spostato il concetto di verità a quello di realtà e quello di realtà a quello di esperienza; ma in questi passaggi non può rientrare il concetto di Verità in Assoluto: chiaramente son verità quei risultati sempre uguali non ostante il passare del tempo e i vari esperimenti condotti da ricercatori diversi, ma tutte queste verità frutto di studi ed esperimenti riproducibili altro non sono che un'infinitesimale parte della Realtà . . . non s'è mai scoperto un solo teorema che possa negare o dimostrare l'esistenza di Dio: per il semplice fatto che l'umano livello di esistenza non è sufficiente per comprendere la Realtà nella sua totalità . . . però non è impossibile giungere alla consapevolezza dell'esistenza di livelli superiori.
Passiamo a un altro punto; si dice che la coscienza riflette come uno specchio ciò che conosce nella sua interezza e se possibile anche scomposto nei suoi componenti; servono quindi almeno due passaggi: visione e seguente analisi della stessa. Anche qui si conferma che la realtà non è fatta solo di oggetti osservabili perché fisici; ad esempio una reazione chimica è indubbiamente reale e osservabile, ma non è un oggetto che ha consistenza e allo stesso modo i processi storici che tanta importanza hanno e, benché ogni singola percezione d'essi è una forma conclusa limitatamente a quell'attimo e non contiene informazioni sufficienti a comprenderli, portano a conseguenze di cui si ha coscienza solo dopo riflessioni che possono investire intere generazioni e provocare crisi più o meno gravi. Il problema viene dal fatto che questa realtà in continuo divenire ha un suo modo di apparire e i processi di trasformazione e di trapasso da uno stato all'altro non sono osservabili in quanto si presentano in forme scollegate nell'immediato e apparentemente tra loro separate; tuttavia con lo scorrere del tempo quello "specchio" archivia sempre più immagini e l'analisi può distinguere contorni sempre più netti e semplificare processi a prima vista sempre più complessi.
Ma come ogni individuo dispone d'un personale "specchio" che riflette (rapporto realtà - pensiero) e in cui si rispecchia (rapporto se stesso - pensiero) e che rispecchia (rapporti tra strutture, come può essere l'economia - la scuola - ecc., componenti la realtà; tra momenti diversi della realtà, come tra sovrastrutture, ad esempio la cultura, composte di più strutture), anche le comunità hanno "specchi" che collettivamente usano: ciò porta alla coscienza collettiva . . . come l'evoluzione naturale un gradino sopra la semplice materia.
Nella prossima uscita cercherò di portare avanti questo discorso in modo logico e al tempo stesso conforme alla Verità conosciuta attraverso il lavoro con l'Energia.
Cordiali saluti.
Robino Mariano
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