giovedì 25 dicembre 2014

Terapia Energetica e crisi di identità 21 di 32

Un puro caso ha fatto si che passando il tempo il giorno della cadenza trisettimanale con cui gli articoli vengono messi in rete coincidesse col giorno in cui si ricorda la Nascita di Gesù Cristo. Oltre a fare a tutti gli auguri di passarlo nel modo migliore, ne approfitto per ricordare come nella ricorrenza è contenuto un messaggio di Speranza importante ancor più oggi, ove la capacità di sperare è messa a dura prova. Purtroppo questa nostra società continua a mettere in secondo piano l'Annuncio Religioso (non è far propaganda per una Religione; come penso abbiate capito, ho letto e attinto dalle Sacre Scritture di diverse Religioni, che ad una ad una rispetto: v'è una Verità di fondo che nessuna rigetta, solo leggendoLe e riflettendoci su è possibile conoscerLa e trarne giovamento; quindi, dalla coscienziosa lettura di quei Testi se ne può trarre un guadagno.) evidenziando solo l'immagine d'una festa di consumi, che porta pure ingiustificabili sprechi; mentre quel messaggio è l'inizio di un'istruzione tesa a farci comprendere il significato della Vita: questo è reale motivo per rallegrarsi e far festa, non giustifica consumi eccessivi, senz'altro condanna ogni spreco. Tornando all'articolo va rilevato come sia indubbio che quanto al momento si sa è unicamente quanto si constata che accade; mentre non v'è certezza del definitivo perché ciò accada, ovvero per qual motivo così e non diversamente è strutturata questa realtà: qual è il suo scopo effettivo? Studio e sperimentazione negli anni portano a scoprire e conoscere varie leggi fisiche; utilizzandole correttamente si può progettare - costruire e trarne vantaggi, ma fuor dalla portata degli esperimenti fisici sta lo scoprire il motivo di fondo per cui così dev'essere questa realtà: a qual risultato deve portare? Pertanto, affermare che i pensieri nascono nel cervello è un'opinione rispettabile, ma nulla più di un'opinione: la stessa Natura che opera in questa realtà di fatto utilizza la materia per porre in atto un certo piano evoluzionistico, ma non è dimostrabile che la Natura dipenda dalla materia: potrebbero esistere anche altri "strumenti" di cui si serve e di cui ignoriamo l'esistenza e la Natura stessa esistere a un livello superiore a quello materiale; l'importanza di questo mezzo, cui alcuni vorrebbero dare suprema rilevanza, in tutto ciò è equiparabile solo a mattoni - calce - cemento - ferro - . . . nelle mani dei costruttori, o a pennello - colori - supporto - . . . per dare forma all'estro d'un pittore, ecc.; ma nulla più. Guardando il tutto da un'altra sfaccettatura, vediamo che in questa fisicità il tipo di organismo in cui gli esseri umani vivono utilizza gli enzimi come catalizzatori capaci d'abbassare l'energia di attivazione delle reazioni chimiche utili e nel contempo renderle molto più veloci, gli ormoni quali messaggeri chimici per trasmettere segnali che possono attivare o inibire determinate funzioni fisiologiche; lavora con pompe e meccanismi vari e tutto ciò che in esso sta ha un preciso scopo. Lo stesso vale anche per gli altri appartenenti al Regno Animale, con possibili differenze legate alla particolarità con cui la vita si presenta nelle sue varie espressioni. Chiaramente l'organismo, che è un essente intelligente, comprende ciò che gli diciamo quando gli mettiamo dentro quelle stesse sostanze ch'esso usa per compiti specifici e reagisce di conseguenza (questo è campo in cui opera ad esempio la farmacologia, i cui prodotti sanno essere assai utili); ma tutto ciò equivale unicamente ad aver imparato una lingua, potersi esprimere in quell'idioma ed essere compresi da chi lo parla. Non voglio certo togliere importanza ai grandi e utilissimi passi avanti fatti dall'umana scienza, né in modo alcuno sminuir l'importanza delle scoperte che il Pensiero Occidentale ha reso possibili soprattutto in questi ultimi cinque secoli; ma semplicemente ricordare che ciò non è tutto: per raggiungere questi risultati molto da questo Pensiero è stato sacrificato; e non si può dire "a ragion veduta", giacché ha pure prodotto i motivi che stanno alla base di terribili crisi con cui si debbono confrontare gli umani, che insidiano e stritolano i più fragili e soli, che stanno rendendo dis-umane e sempre più ostili alla vita le odierne società non più sorrette dalla "saggezza antica" capace d'un "respiro pieno" che va al di là del prettamente materiale, scientificamente verificabile: nelle possibilità dell'umano livello di esistenza rientra più di quanto si sia portati a credere, tuttavia gli evidenti nostri limiti, che tanti guai causano, fanno notare la necessità di non dimenticare mai che, secondo un detto popolare, non siamo i "padroni del vapore". Senza tirare in ballo quanto si può "conoscere" operando con l'Energia (un mondo scientificizzato e frenetico come quello d'oggi non sopporta neppure l'idea che tanto in totale umiltà ci si debba-possa impegnare per apprendere come si opera a livello energetico e quant'altro utile per completare la propria preparazione; meglio definire queste pratiche buffonate e ciarlatani quanti sostengono il contrario, che dover riconoscere pari dignità tra queste terapie e altre convenzionali: proprio il voler rifiutare credito a queste "vie" e rispetto a quanti efficacemente operano, permette che prosperino e si diffondano quanti vendono "fumo" a chi soffre), si potrebbe "girare la frittata" e riflettere sulla possibilità che non sia l'attività cerebrale a dare origine al pensiero, bensì il contrario; quindi non sia frutto d'un Sistema Materiale la coscienza di noi e quanto/i abbiamo intorno, ma che un "Apparato Superiore" sia responsabile di questa consapevolezza e di tutte le azioni e reazioni che avvengono nei vari Sistemi Materiali che compongono il corpo: quest'idea non contraddice i risultati dei test scientifici; però ribalta la visione secondo cui l'encefalo è organo attivo e autonomo, responsabile anche del vissuto psicologico individuale, declassandolo a passivo strumento esecutore d'ordini. Ciò in considerazione pure del fatto che andando oltre il solo regno animale troviamo interessanti scoperte in Neurobiologia Vegetale, disciplina che studia i segnali e le comunicazioni delle piante a tutti i livelli di organizzazione biologica: dalla singola molecola sino alle comunità ecologiche. Nelle piante non c'è un analogo fisico dell'animale tessuto nervoso, ma cellule che, soprattutto nelle punte delle radici, sono in grado di produrre segnali elettrici sotto forma di potenziale d'azione (vedi uscita 18) e di trasmetterli alle cellule vicine: già Charles Darwin sosteneva che gli apici radicali dessero forma a un "cervello sparso" delle piante capace tanto di percepire segnali dall'ambiente che di prendere decisioni sulle strategie d'azione; oggi è stato dimostrato che le radici hanno strutture capaci di elaborare e trasmettere questi segnali e che molte sostanze presenti nel nostro cervello con la funzione di neurotrasmettitori sono presenti anche nelle piante; che mancanza o eccesso di certe sostanze portano la radice a crescere in modo anomalo; che la zona degli apici radicali consumando molto più ossigeno delle zone vicine indica una forte richiesta di energia, quindi si dimostra sede di qualche intensa attività non ancora ben conosciuta. Con l'occasione porgo a tutti i migliori auguri per un 2015 fruttuoso, sereno e lieto.

giovedì 4 dicembre 2014

Terapia Energetica e crisi di identità 20 di 32

Ricordando le parole del Cristo ho voluto portare la riflessione sia sul fatto che si parla tanto di amore quale importantissimo elemento per "assaporare" la vita in armonia e felicità, salvo poi dover prendere atto che molto spesso non è presente in noi e nella nostra vita, sia sul fatto che ci siamo abituati a etichettare "amore" un gran numero di surrogati che stanno in pensieri - atteggiamenti - emozioni nostre. Man mano che si acquista consapevolezza di se stessi e della Vita ci si rende conto che quei surrogati nulla hanno a che fare con l'amore e al tempo stesso come il modo di vivere che tanto va "di moda" tende a rendere il "Cuore" arido e sterile, preparando così il terreno a "cataclismi spirituali" capaci di portar "buio, freddo, morte e zizzania" nella vita. Senza scendere nei particolari voglio ricordare che esistono altri punti di vista su quanto all'essere umano è necessario per far si che corpo - mente - intelletto - antahkarana (organo spirituale/ponte secondo la tradizione vedica, che permette all'individuo che evolve spiritualmente di collegare la mente inferiore con quella superiore) siano un tutt'uno per riconoscere l'ingannevole apparenza di questa realtà e così divenir consapevole che nel mondo nulla è separato da lui, e di qui avanzare verso la conoscenza/saggezza suprema, che consente di raggiungere in modo diretto il risveglio spirituale. In Cina e Giappone è conosciuta una frase attribuita a Confucio, che in modo diverso presenta lo stesso ammonimento: "Keiten Aijin", ovvero: venera (kei) il cielo (ten), ama (ai) l'uomo (jin). Come già sottolineato in altri articoli, l’amore è libertà e capacità di donare sentendosi arricchiti e non depauperati! (le cose davvero importanti per la Vita si possono unicamente dare/ricevere in dono, non comprare e/o vendere) Permette di esistere in pienezza, protegge dai tanti danni che il voler possedere/controllare arreca, richiede però consapevole sforzo e costante impegno per conoscersi, accettare i propri limiti, migliorarsi ove possibile e divenir consapevoli del valore della Vita; porta a comprendere l'importanza di rispettare gli altri, vederli oltre l'apparenza per quanto sono e così poter co-operare lealmente in rapporti alla pari, che automaticamente tendono al massimo bene di tutti. È certamente l'ingrediente indispensabile per rendere funzionale qualsiasi rapporto, gruppo, popolo, . . . "per far fiorire il deserto". Chi davvero lavora con l'Energia non ha dubbi in proposito. Nel prendersi cura di chi sta attraversando una grave crisi anche questo va ricordato/spiegato; molte volte riesce a "reidratare" la mente "inaridita" dal dolore ed è balsamo sanificante per le ferite dello spirito. Come ho già messo in rilievo parlando di neuroscienze e connettomica, ogni individuo ha un cervello che è unico nella sua particolarità; e questa unicità/diversità dimostra quanta differenza ci sia tra uomini/donne e computer; sebbene nel sistema razionale puro gli elementi che compongono un ragionamento hanno tutti pari dignità/importanza, infatti in una dimostrazione matematica ad esempio non vi sono argomenti che possano vantare maggior importanza d'altri, tant'è che togliendo un qualunque pezzo crolla il tutto, tuttavia il logico procedere dell'intelligenza artificiale lavora in binario 0 - 1, quindi i risultati cui perverrà possono identificarsi solo negli opposti vero ↔ falso, mentre l'umana intelligenza può ad esempio dare un ventaglio di risultati umanamente utili relativamente alle molte sfumature fisiche - mentali - spirituali - . . . che percepisce anche oltre i cinque sensi, e della stessa emozione può considerare come non vi sia un assolutamente vero e un assolutamente falso, bensì un'infinità di nuance più o meno forti e importanti che trascendono la netta distinzione tra vero e falso: questo permette la Misericordia (da non confondere col buonismo, che fa violenza alla Giustizia, non corregge chi sbaglia e "concima" il Male) che rientra nell'Amore, capace di elevar la Giustizia a un livello superiore completandola; mentre lo 0 ↔ 1 = assolto ↔ condannato permette solo fredda Giustizia e non essendo capace d'andare oltre non può portare gioia nella vita . . . potrà, forse, andar bene per una "macchina", ma uccide l'essere umano. È anche grazie a quest'intima ricchezza e alla capacità di meravigliarsi e così risollevarsi con nuove altrimenti incomprensibili fiducia e speranza, che uomini e donne possono "guarendo tornare a vera vita". Come ho detto, per capire cos'è l'essere umano occorre capire cos'è l'Umanità, che non è la mera somma degli esseri che la compongono; ma il problema è complicato dal peso che hanno le società umane di cui gli individui fanno parte: spesso gli individui vivono in funzione della società in cui sono, ma, per dirla in modo matematico, non sono una funzione della società, bensì della specie umana; quindi per comprendere cos'è l'essere umano non è tanto il rapporto tra individuo e società che va indagato, bensì quello tra individuo e specie umana cui appartiene. Ecco che le varie divisioni in razze, popoli, ecc. perdono importanza: sono solo parti/sfaccettature d'un intero che nella sua globalità ha la risposta che cerchiamo e nella sua universalità supera ogni divisione e conflitto . . . la lotta è tra le parti che non accettando d'esser tali cercano di prevalere e assoggettar le altre; purtroppo i risultati che vengono così conseguiti non sono buoni e si vede. Considerandoli anche sotto questo punto di vista, ecco che i vari "Religiosi Lieti Annunci" presentano significati purtroppo troppo spesso ignorati, eppur molto utili. Come spero sia ormai chiaro a tutti, queste mie parole non hanno lo scopo di far proseliti alle varie Religioni, bensì tendono a render evidente come una riflessione matura e senza pregiudizi su quanto l'evoluzione della moderna cultura ha reso sempre meno visibile, e "velandone" l'importanza anche poco "appetibile", può risultare un'indispensabile arma vincente nell'affrontare molte vicende della vita e fare la differenza in varie situazioni. Tutto ciò perché compito d'un terapeuta energetico è pure il "rendere testimonianza alla Verità"; non è importante far notare la ricchezza che si ha dentro (equivale a lodarsi, quindi è contrario all'indispensabile Umiltà); è bensì importante far vedere a chi soffre e non ha più fiducia in sé, la ricchezza ch'egli/ella stesso/a ha dentro e di cui troppo spesso non è consapevole. Dopo tutto questa chiacchierata si può anche dare spazio a una domanda posta da alcuni: "Chi l'ha detto che i pensieri nascono proprio nel cervello?". Non è infatti sufficiente far presente come si sia compreso che le diverse aree del cervello mostrano selettivamente attività crescente all'insorgere di determinati pensieri. Neppure basta constatare che cervelli danneggiati da particolari traumi più non hanno possibilità d'effettuare determinati tipi di attività mentale. Come si può dimostrare senza ombra di dubbio che sentimenti (es.: amore) altro non siano che l'effetto/risultato d'una serie di processi chimici che avvengono all'interno del cranio; e che invece non sia vero l'esatto contrario, ovvero che il cervello lavora in un certo modo e quei processi hanno luogo perché "resi obbligatori" dalla presenza di quel sentimento?!!! Cordiali saluti. Robino Mariano