giovedì 30 aprile 2015

Terapia Energetica e crisi di identità 27 di 32

Chiaramente non è possibile risolvere i problemi psicofisici che vengono causati da difficoltà di carattere economico (punto cruciale in questa società), ritmi giornalieri "infernali", preoccupazioni varie, ecc., solo accettandoli/subendoli in quanto consci di non potervisi opporre: questo può anzi favorire lo sviluppo dello stress psicofisico con danni al benessere emotivo, alla serenità mentale e non ultimo al corpo, determinando dolori muscolari e articolari, problemi di digestione, sovrappeso, compromissione del sonno, indebolimento del sistema immunitario, ecc.; buone contromisure per scaricare stress e tensione accumulati durante il giorno sono l'esercizio fisico, la danza, ecc., ma da soli sovente non bastano, soprattutto perché va considerata anche l'azione "nascosta" che questi problemi esercitano durante il sonno, quando s'è maggiormente indifesi dagli influssi di questa intrusione distruttiva a vari livelli. Solo comprendendo l'importanza d'essere semplicemente se stessi, senza più rifiutare i propri limiti e imperfezioni, quasi fossero una disonorante infamia, bensì accettandoli come "strumenti idonei alla crescita in consapevoli capacità e valore", per gradi si può rinunciare alla strenua e spesso impossibile difesa degli equilibri che si credevano consolidati e che, pur se sterili a livello "Vitale", davano un superficiale senso di sicurezza, così da privare stress e tensione della loro forza e al tempo stesso rendersi inaspettatamente conto che giorno dopo giorno la qualità della propria vita cambia in modo radicale e diventa più soddisfacente: assurdo secondo regole e logica imperanti in questa società, di fatto però, conformandosi a questo nuovo modo di esistere ci si trova a vivere meglio anche se nulla è apparentemente cambiato = vivere nel mondo, ma non permettere al mondo di vivere dentro di noi! Vivere secondo le regole di questa società "malata" e succube del denaro porta a usare e sprecare notevoli energie; ma ciò che è peggio, in modo acritico e spersonalizzante: questa cultura ha posto lo status sociale in cima alla "scala" e l'idea di "dover apparire agli occhi degli altri" obbliga da subito a indossare una "maschera sociale" e contemporaneamente riduce sempre più sia la capacità di dare il giusto peso ai bisogni interiori, che di arricchirsi di quei valori che poco contano in questa cultura, benché siano linfa vitale. Non si può essere "tuttologi" come il Pico De Paperis di Walt Disney; e pure la convinzione che limitarsi a coltivare un solo grande interesse e diventare eccezionali professionisti in quel campo sia una delle più grandi possibilità di realizzarsi nella vita è un'illusione: concentrarvi tutto l'impegno e le energie magari (potrebbe non bastare ed esser necessario un intervento d'altri che non riterranno valga la pena esporsi per noi) potrà farci giungere a quel traguardo fors'anche prestigioso e degno di rilievo, ma ciò ostacolerà ogni altra possibilità di crescere: maggiore sarà la specializzazione in un campo, minore sarà di conseguenza la porzione di realtà che riusciremo a considerare e conoscere; di conseguenza impegnarsi in un'unica direzione, sfruttando così solo una minima parte delle risorse di cui siam dotati, comporta una drastica limitazione dell'orizzonte conoscibile. Non è affatto detto che ciò sia un male, ma occorre essere coscienti anche di ciò cui si rinuncia nel momento in cui si decide, ond'evitare tanto di divenir preda di insidiosi rimpianti e avvilimento nei momenti di crisi che nella vita s'incontreranno, come di ritenersi in diritto di zittire e non ascoltare quanti, privi di pari titoli, si permettono di contraddirci facendoci notare particolari al di fuori di ciò che andiamo studiando e investigando e ai quali proprio per questo non siamo in grado di dare giusta valutazione: a volte il "semplice" che ha allargato lo sguardo su quanta più realtà ha potuto, ha scorto verità per lo più sconosciute a chi ha ristretto l'ampiezza dello "spicchio di realtà" presa in considerazione. Ho già detto come l'ansia generata da un meccanismo psicologico possa rappresentare un richiamo alla nostra attenzione, un campanello d'allarme che ci mette sul "chi vive" in situazioni di pericolo anticipandone così la possibile percezione, tanto da svolgere un'importante funzione protettiva in quanto anticipa l'avvento delle necessarie reazioni fisiologiche del corpo per prepararsi all'azione di fronte al pericolo; tuttavia quando l'attivazione dell'ansia è eccessiva, ingiustificata o sproporzionata rispetto alla realtà delle situazioni, diventa un disturbo e a seconda dei casi può presentarsi sotto due forme:
  • la persona è consapevole che la risposta ansiosa è esagerata e disfunzionale rispetto agli stimoli che l'hanno indotta; lo stato ansioso disturba il paziente in modo costante durante tutto l'arco della giornata e si dimostra ingestibile col ragionamento, benché l'individuo sia cosciente dell'esagerazione di questa reazione.
  • Lo stato ansioso compare senza che si sia a conoscenza d'un possibile stimolo scatenante; si presenta in modo acuto ed è caratterizzato da sensazione di soffocamento, sbandamento, paura di morire, perdere il controllo, attacchi di panico: fenomeni generalmente ricorrenti e di breve durata, ma a causa di quest'imprevedibilità nel presentarsi possono condizionare in modo drammatico la vita di chi ne è preda.
È chiaro che a livello psicologico il problema da affrontare non è l'ansia, sintomo d'un malessere più profondo, bensì quel malessere che ne è la causa scatenante. Quando ciò accade è chiaro che chi ne è preda di fatto non ha armonia nella sua vita e probabilmente non ha affrontato correttamente i suoi bisogni e desideri profondi. Molte persone ansiose di fatto soffrono in modo assai acuto per la differenza che sentono esserci tra il tipo di esistenza che hanno seguito, che spesso non sopportano più e che le ha portate a diventare quello che sono, e quanto intimamente vorrebbero essere e vivere. L'ansia cronica può risultare dal lento e costante lavoro con cui s'è "zittito quanto avevamo dentro e ignorato e non affrontato i veri bisogni profondi" per cercare con ogni mezzo di conformarci a un modello di adeguatezza/perfezione che ci siamo imposti o lasciati imporre: come ho già detto, l'essere umano già nel grembo materno riceve i primi condizionamenti e subisce i primi traumi e così continua dopo la nascita; rimanendo questi nella sua memoria possono produrre effetti nella sua vita futura; di conseguenza non di rado molte delle convinzioni che crediamo nostre altro non sono che convinzioni d'altri che noi abbiamo assimilato/accettato, cosicché sotto un certo punto di vista siamo vittime d'altri, che a loro volta son stati vittime, ecc.. Giungere alla consapevolezza di trovarsi in una situazione d'ansia patologica è il primo passo utile per poterla affrontare: cercare un buon terapeuta cui affidarsi per uscirne è un atto di coraggio che richiede l'ammissione dell'esistenza d'un problema, di una causa profonda ancorché sconosciuta e la volontà di cercare un nuovo modo di vivere. Alla prossima uscita. Cordiali saluti. Robino Mariano

giovedì 9 aprile 2015

Terapia Energetica e crisi di identità 26 di 32

È purtroppo vero che regola vigente in questa realtà decaduta e in continuo divenire è che "il pesce più grande mangia quello più piccolo; il più forte domina e opprime i più deboli" e nello sviluppo di questo processo è stata perfettamente rispettata. Sciaguratamente l'evoluzione del cambiamento ha oggi raggiunto una portata tale da poter causare danni enormi a ogni livello terracqueo se non si introduce Saggezza nel procedere: non si tratta di "buttare tutto alle ortiche", molto di quanto è stato reso disponibile opportunamente utilizzato può portare a raccogliere "buoni frutti", ma occorre "correggere la rotta per evitare il naufragio". Anche l'attuale possibilità di realizzare città virtuali che non hanno più consistenza fisica è ad alto rischio; e i primi effetti nefasti si iniziano a vedere: da nuove regole di relazione e di rapporti anche di potere, a fatti come la "persecuzione" in rete, ad esempio, che porta alcuni al suicidio; purtroppo l'operare virtualmente è da molti mentalmente associato al giocare e il non avere così coscienza del reale risultato di quanto si fa porta a perdere la consapevolezza degli effetti che l'immaginazione tradotta in realtà non a mezzo d'azioni fisiche, bensì a mezzo d'un computer, può dar luogo: tanti crimini che sono reali e non virtuali. In questo modo si diffonde una gran sofferenza tra quanti ne subiscono impotenti lo strazio che segue a quanto è stato fatto ai loro cari e quanti si rendono conto dell'avvento di tale sgradita crescente perdita di coscienza, senza poter "riportar senno" nelle menti di quanti affrontano superficialmente questo "vortice" sino a lasciarsi risucchiare e da irresponsabili giungere a comportamenti deleteri. Non si tratta d'essere antiprogressista, bensì di far chiarezza su cosa sia il progresso: tecnologie e macchine da una parte devono essere strumenti a disposizione dell'essere umano e non viceversa; dall'altra occorre predisporre mezzi adeguati per impedire ai dissennati d'arrecar danno usandole. Per l'Umanità il reale progresso deve rapportare tutto all'essere umano e all'ambiente in cui vive per far si che in ognuno/a maturi una sempre maggiore consapevolezza di se stesso/a, quindi dell'essenza della nostra natura fondamentale, così da capire che nessuno può esser considerato un oggetto a disposizione di . . . , bensì sempre soggetto e artefice della propria esistenza; e che solo nei leali vicendevoli sostegno e co-operazione si trova il necessario per raggiungere il ben-essere: il liberismo senza adeguati limiti stravolge le positive possibili prospettive di sviluppo ponendo tutto e tutti in grave pericolo; è sempre bene ricordarsi che questa realtà "ammorbata e falsa" nasconde alla vista la Realtà, propone pericolose illusioni e tende a contagiare chi ci vive . . . un esempio potrà chiarire più di molte parole: non è un corpo "comprato" che può dare conforto al "cuore" e portare serenità alla mente e letizia nella vita; solo il "calore" donato in assoluta libertà da un'"anima" a un'altr'"anima" può fare ciò . . . ironia della sorte: potere e ricchezze nulla possono a questo livello . . . attraverso la sofferenza anche questo vien messo in luce dall'ansia oggi diffusa tra gli esseri umani, occorre solo avere il coraggio di voler vedere. Poiché l'azione della Terapia Energetica tocca tutti i livelli in cui un essere esiste ho fatto questo accenno sui motivi che stando a monte investono l'intera Umanità e non solo, giacché son collegati ai disturbi accusati dai pazienti e rientrano tra quanto s'affronta con l'intervento energetico, che non è un'azione controllabile da ragione e attenzione, troppe sono contemporaneamente le cose da tener presenti; ci si riesce solo operando in stato meditativo. Ciò evidenziato sarà ora maggiormente comprensibile la differenza tra il trattamento energetico che propongo e qualsiasi altro trattamento sanitario; per questo nei miei vari articoli ho sempre parlato di collaborazione leale e costruttiva tra professionisti diversamente preparati riferendomi alla possibile co-operazione con i vari terapeuti dell'Area Sanitaria legalmente riconosciuti. Detto ciò torno al particolare. Chiaramente l'ansia è individualmente portata dal trovarsi in condizione di non farcela, nonostante impegno - costanza - sforzo profusi, a far fronte ai fatti relativi alla propria condizione sentimentale - familiare - sociale - ecc., come a tutte le spese - incombenze - tributi - ecc. cui questa società, che offre innumerevoli possibilità a quanti riescono a "stare nel sistema", ma al di là delle parole senza reale pietà stritola chi cade, obbliga. A livello psichico l'ansia porta tensione, nervosismo, eccessiva preoccupazione sia per sé che per gli altri cui si vuol bene, insonnia, facilità al pianto, ecc.; col tempo questi disturbi evidenziano sintomi anche a livello somatico provocando palpitazioni, vertigini, nausea, disturbi visivi, aumento della sudorazione, disturbi della sessualità, emicranie, coliti, ecc.; può comparire e progressivamente aumentare la paura a stare nei luoghi affollati, al buio, ecc., sino a portare ad attacchi di panico con profondo disagio che gradualmente riduce le attività cui l'individuo si dedica e in alcuni casi può portarlo a bloccarsi: l'ansioso inizia vivendo in un costante stato di allarme che da una parte lo mette in tensione inducendolo a temere disgrazie - incidenti - insuccessi - ecc., e continuamente bruciandogli energia dall'altra lo porta a non riuscir più a tollerare le attese e la competizione. L'ansia può per gradi portare alla depressione: sempre più raramente si presentano momenti con gioia di vivere, sempre più si diventa inclini a essere solitari, seri, malinconici, l'autostima vien meno e nonostante spesso si sia meticolosi, perfezionisti, coscienziosi fino all'eccesso sentendo fortemente la propria responsabilità in tutto ciò che si fa, crescono pessimismo, sentimenti di inadeguatezza/disperazione e si diventa negativamente autocritici. Uno dei problemi è che spesso si cerca di combattere l'ansia, guerra persa prima di cominciare, mentre il punto è essere presenti nelle azioni che facciamo mentre le facciamo nel miglior modo a noi possibile e non cercando di farle come le farebbe qualcun altro: anche se a prima vista può apparire come un rinunciare a migliorarci, è invece in effetti l'unica via certa per raggiungere il miglior livello a noi possibile. Non è un male cercare d'essere un modello, un punto di riferimento, una persona sulla quale si può fare affidamento; ma non bisogna esagerare: è già difficile far la cosa giusta al momento giusto e farla bene, mentre può rivelarsi impossibile cercar d'accontentare tutte le richieste, benché lecite, che ci fanno anche solo le persone che amiamo: occorre riconoscere e accettare (in senso Religioso, "Deus Caritas est", si potrebbe usare il verbo Amare nella pienezza del suo significato) i propri limiti. Ancor peggio per se stessi è quando non si presta la necessaria attenzione ai propri veri desideri e ci si impone d'essere un determinato modello a tutti i costi: come già fatto notare non siamo macchine e un programma troppo rigido può bloccarci e non permetterci più d'esprimerci come potremmo. Cordiali saluti. Robino Mariano